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DETTA ALT[EZZ]A ET SUO LOCOT[ENENT]E GENERALE DI QUA DA/
MONTI IN ABSENZA DI MADAMA REALE»
7
. Il Boetto orienta il disegno
con l’est in alto, collocando in primo piano, in basso in posizione semi centrale
nel foglio, la cittadella localizzata nella porzione sud-occidentale della città. Del-
l’impianto urbano, reso con una prospettiva a volo d’uccello e leggibile nella
scansione degli isolati e nel facile riconoscimento dei consueti edifici, sono distin-
ti i due nuclei della città, la «città di Torino» e «la città nuova», separati dai resti
della cinta bastionata cinquecentesca.
Bisognerà attendere il 1680 perché Giovanni Abbiati realizzi una pianta topogra-
fica della città nella quale siano recepiti gli ingrandimenti fatti eseguire da Carlo
Emanuele I e da Carlo Emanuele II: per la prima volta è trasmessa l’immagine
cartografica della città nel suo insieme così come si presenta alla fine del Seicen-
to, senza la netta partizione tra città vecchia racchiusa entro il quadrilatero roma-
no e la più recente espansione verso la porta Nuova
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. Tale immagine unitaria della
città è quella poi diffusa attraverso la raccolta celebrativa delle città degli stati
sabaudi data alle stampe dopo lunga gestazione nel 1682: la «Augusta Taurino-
rum» disegnata da Giovanni Tommaso Borgonio e inserita al foglio 8 del primo
volume del
Theatrum Sabaudiae
, tracciata in realtà dieci anni prima, enfatizza la
forma regolare a mandorla della cinta muraria rispetto alla coeva struttura urba-
nistica della città. Essa anticipa graficamente anche l’espansione verso porta Susi-
na, completata solo quarant’anni dopo
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e non raffigurata invece nella veduta pro-
spettica della città a volo d’uccello, anch’essa di Borgonio, nello stesso
Theatrum
Sabaudiae
.
In sostanza, seppur con qualche semplificazione e, come detto, al di là di carte
manoscritte che ebbero diffusione limitata, sono sostanzialmente quattro i model-
li cartografici che hanno trasmesso l’immagine della città fino ai primi anni del
Settecento: quello del Caracha, quelli di matrice militare del Parentani e del Boet-
to e quelli dell’Abbiati e del Borgonio, in qualche misura assimilabili. Conside-
rando che la raffigurazione della capitale sabauda è relativamente poco consueta
e affidata per circa un secolo e mezzo a pochi differenti schemi di figurazione, cia-
scuno in ogni caso riprodotto sporadicamente, è assai significativo che la volontà
di rappresentare un fatto d’armi, quale un assedio, costituisca l’occasione per rin-
novare il modello di illustrazione topografica della città. Se le rappresentazioni
cartografiche qui esaminate sono per loro natura anche strumenti celebrativi di
un potere politico, benché non ne sia sempre il diretto committente, è del tutto
evidente che un fatto militare di tale importanza trovi un significativo spazio nella
cartografia. Attraverso tale strumento viene così data opportuna enfasi agli eser-
cizi ossidionali che, all’inizio del Settecento, rivestono ancora un’importanza
determinante, nonostante che i mutamenti della poliorcetica stiano trasformando
l’essenza stessa della guerra, da guerra di posizione in guerra di movimento.
Se l’assedio seicentesco fu riprodotto per mezzo di molteplici rappresentazioni
cartografiche per molti anni dopo il fatto
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, quello del 1706 costituì l’occasione per
7
Il Boetto fu autore anche di un’altra carta, avente per oggetto queste operazioni militari, dove è però reso solo
l’ingrandimento della pianta topografica della città a svantaggio del circondario, che è escluso dalla rappresenta-
zione.
8
È da considerarsi un’anticipazione di tale modello lo schizzo in pianta prospettica che compare sull’antiporta
dell’
Historia dell’Augusta città di Torino
di Emanuele Tesauro.
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Non si indicano qui tutte le carte per cui essa servì da modello: essa compare, in alternativa alla base del Cara-
cha che ancora verrà ripetuta, in molte raccolte cartografiche urbane pubblicate dagli anni novanta del Seicento
e poi riedite nei decenni successivi sia francesi (l’
Introduction à la fortification
di Nicolas De Fer, in
Théatre de la
guerre en Italie
, Jean-Baptiste Nolin) sia tedesche (
Ausführliche und Grundrichtige Beschreibung des gantzen Ita-
liens oder Welsschlandes
) sia italiane (
Città e fortezze dello Stato di Milano e confinanti
di Vincenzo Coronelli).
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Il tema dell’assedio del 1640 è ripreso ancora in parecchie carte, a partire dai modelli di Parentani e Boetto per
quelle pubblicate successivamente soprattutto in ambito tedesco, dove la base cartografica disegnata da Boetto
viene impoverita a vantaggio di uno schematismo destinato a delineare le vicende militari legate all’episodio: tra
queste quella presente nelle
Topographiae
pubblicata a Francoforte da Martin Zeiller, o la carta dal titolo «Abriess
Piano della circonvallazione fatta alla città di Torino
dall’Armate di S. Maestà [...]
, incisione in rame di Gio-
venale Boetto su disegno di Michele Antonio Raynero,
[1643] (ASCT,
Collezione Simeom
, D 11).




