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La tela di Piatti fu esposta a Firenze nel 1842 e l’anno successivo a Torino:

Catalogo degli oggetti ammessi alla

pubblica esposizione procurata dalla Società Promotrice delle Belle Arti l’anno 1843

, Torino: Marietti, 1843, p. 26,

n. 165. Si veda la scheda biografica di Lucia Bassignana in E

NRICO

C

ASTELNUOVO

(a cura di),

La pittura in Italia.

L’Ottocento

, Milano: Electa, 1990, t. II, pp. 963-964. Per la collocazione a Palazzo Reale: C. R

OVERE

,

Descrizione

del Reale Palazzo di Torino

cit., p. 170. Per i dipinti della sala del Caffè: M

ARIA

C

RISTINA

G

OZZOLI

, M

ARCO

R

OSCI

,

Pittura storica sabauda nella sala del Caffè

, in E. C

ASTELNUOVO

, M. R

OSCI

(a cura di),

Cultura figurativa e architet-

tonica negli Stati del Re di Sardegna

cit., I, pp. 420-421 e 394, schede nn. 394-395. Segnalo anche la presenza, nella

sala del Caffè, di un dipinto di Felice Cerruti di Bauduc raffigurante

Vittorio d’Aix alla Battaglia di Torino

, data-

bile tra il 1844 e il 1849, ora nei depositi di Palazzo Reale: si veda la scheda biografica dell’artista redatta da Marco

Rosci,

ibid

., III, p. 1419.

77

Si veda la scheda di Maria Cristina Gozzoli,

ibid

., I, p. 424, n. 395 e quella di Antonella Casassa in F. D

ALMAS

-

SO

, R. M

AGGIO

S

ERRA

(a cura di),

Francesco Gonin

cit., p. 112, n. 47.

dar fuoco alla mina

, collocata nella galleria già destinata alle battaglie e contem-

poraneamente quella di Michele Cusa,

Pietro Micca d’Andorno mette fuoco alla

mina con certezza di perire

, ora a Superga ma in origine destinata alla sala del

Caffè

76

. Un caso abbastanza singolare è dato dal dipinto consacrato da France-

sco Gonin a Maria Bricca, la popolana che si vuole abbia guidato la presa del

castello di Pianezza attraverso una galleria sotterranea. Il dipinto, realizzato nel

1844, mostra l’eroina con la scure in mano alla testa di un drappello di granatie-

ri che irrompe nel salone dove ha stanza il comando dell’esercito francese. L’e-

pisodio non ha alcun riscontro nelle fonti storiche e deriva da una leggenda che

verrà pochi anni dopo consacrata da Goffredo Casalis nel suo

Dizionario geogra-

fico

77

. Quanto a Pietro Micca, l’iconografia eroica delle prime raffigurazioni cede

il passo, nella seconda metà del secolo, a letture di tono differente come quella,

diventata molto famosa, del dipinto di Andrea Gastaldi ora alla Galleria d’Arte

Francesco Gonin, Battaglia di Torino, olio su tela, 1851

(Collezione privata).