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Nel 1820 quattro opere sono presenti all’esposizione voluta da Prospero Balbo,
ma già due anni dopo il progetto originario sembra definitivamente abbandonato
e diciotto dipinti risultano allestiti nella galleria delle Battaglie di Palazzo Reale.
Tra questi figurano anche tre delle complessive sette vedute – il regesto ne contem-
plava solo cinque – che illustrano alcuni degli episodi principali che portarono alla
rotta dell’esercito francese sotto le mura di Torino:
Assalto alla cittadella
,
Incontro
di Vittorio Amedeo II e del principe Eugenio sul Tanaro
,
La battaglia di Torino
59
.
Successivamente Bagetti porterà la serie complessiva a trenta opere, di cui altre
quattro dedicate all’assedio:
Vittorio Amedeo II e il principe Eugenio a Superga
,
Presa di un convoglio tra Alpignano e Pianezza
,
Assalto al quartier generale di Pia-
nezza
e infine
La battaglia alla Madonna di Campagna
. La fortuna settecentesca
degli avvenimenti del 1706 non aveva mai previsto un ciclo illustrativo così circo-
stanziato, che fissava i momenti più memorabili dell’azione militare svoltasi fra il
28 agosto e il 7 settembre, dall’ultimo assalto alle difese cittadine, al congiungi-
mento delle truppe austriache con quelle piemontesi, fino alla breccia aperta nella
linea nemica alla Madonna di Campagna. Bagetti sembra seguire la traccia delle
cronache allora disponibili, partendo forse dalla prima edizione del diario del
conte Solaro della Margarita e dal
Ragguaglio
pubblicato da Francesco Antonio
Tarizzo nel primo anniversario della liberazione dall’assedio, accogliendo spunti
narrativi poco noti, come il passaggio sul Tanaro, che fa da sfondo all’incontro tra
Vittorio Amedeo II e il cugino Eugenio, o i piani di battaglia perfezionati dall’al-
tura di Superga, «onde discoprivasi tutto il campo degli asseditori – dice Tarizzo
– ed esaminate ben bene le loro positure, e la parte donde poteva riuscire meno
impraticabile l’accostarsi a rompere i loro trinceramenti, calarono verso sera al
piano»
60
. I due condottieri sono miniature incastonate nel paesaggio della pianura
solcata dal Po, con l’immagine lontana della città contrassegnata dal monte dei
Cappuccini e la corona di montagne che si perde nella bruma azzurrina. L’omag-
gio ai protagonisti dei fatti del 1706 è limitato a queste due scene di pausa sospe-
sa, l’abbraccio sul Tanaro e il muto presagio dello scontro; le azioni di guerra sono
minuscole schiere di soldati in divisa rossa e azzurra che punteggiano come siepi
un paesaggio che si perde all’orizzonte, interrotto dai grumi di fumo delle artiglie-
rie, nell’atmosfera lunare della caligine di agosto. Bagetti rimane fedele a se stesso
anche quando le fonti potrebbero autorizzare sentimenti più accesi. È il caso del-
l’episodio di Pianezza, descritto da Tarizzo, ormai, con l’accento della vittoria
imminente: «non fecero che cingere il castello, per dar tempo al principe d’Anhalt
di passare con buon nerbo di granatieri la Dora. Sopragiunto ch’egli fù, e penetra-
to la notte per un luogo sotterraneo nel Castello, cominciò a mandare a fil di baio-
netta tutti i primi che gli pararono davanti»
61
. La veduta corrispondente è nient’al-
Massimo d’Azeglio,
Studio per «La battaglia di Tori-
no»
, olio su carta applicata su tela, 1841 (GAM, parti-
colare).
do fino al Re felicemente regnante Vittorio Emanuele compendiata dall’Architetto Bagetti disegnatore di S.S.R.M. per
servire di materiale all’esecuzione della Galleria destinata a rappresentare i fatti d’arme della Reale Casa di Savoia
,
Biblioteca Reale di Torino, manoscritto Saluzzo 617. Riporto, anche a integrazione dei titoli che ho abbreviato nel
testo, la descrizione delle imprese di Vittorio Amedeo II durante l’assedio del 1706: «S’incontra col Prencipe Euge-
nio di Savoia sul ponte del Tanaro vicino Asti e lo abbraccia li 28 agosto/ La guarnigione di Torino sostiene un attac-
co generale fatto dagli assedianti sotto gli ordini del M.llo La Feuillade li 30 agosto/ Concerta col Prencipe Euge-
nio il piano d’attacco per la liberazione di Torino sul monte di Superga li 2 settembre/ Prende un gran convoglio
sulla strada vecchia di Rivoli, il quale veniva di Francia in soccorso degli assedianti/ Attacca unitamente al Prenci-
pe Eugenio i Francesi nelle linee e li batte completamente in modo che essi sono obbligati a levar l’assedio di Tori-
no li 7 settembre». Tutte queste note hanno un preciso riscontro nelle fonti storiche salvo l’abbraccio sul fiume
Tanaro; per lo più, l’incontro tra i due cugini è fissato in un momento successivo, a Carmagnola.
59
Per l’esposizione del 1820, V
ITTORIO
N
ATALE
,
Le esposizioni a Torino durante il periodo francese e la Restaura-
zione
, in S. P
INTO
,
Arte di corte
cit., p. 269; per l’allestimento in Palazzo Reale, L
UCETTA
L
EVI
M
OMIGLIANO
,
Per
la storia delle collezioni sabaude: due inventari del 1822
, in G
IOVANNI
R
OMANO
(a cura di),
Conoscere la Galleria
Sabauda. Documenti sulla storia delle sue collezioni
, Torino: Impronta, 1982, pp. 87-100.
60
Journal historique du siège de la Ville et de la Citadelle de Turin, l’année 1706, avec véritable plan
, Amsterdam:
Mortier, 1708; F
RANCESCO
A
NTONIO
T
ARIZZO
,
Ragguaglio istorico dell’assedio, difesa e liberazione della Città di
Torino
, Torino: Zappata, 1707 (per la citazione p. 71). Ma si vedano anche le altre fonti raccolte da A. M
ANNO
,
Relazione e documenti sull’assedio di Torino nel 1706
cit., pp. 359-589, in particolare l’Appendice VII.
61
F.A. T
ARIZZO
,
Ragguaglio istorico dell’assedio, difesa e liberazione della Città di Torino
cit., p. 74.




