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1706, l'assedio di Torino

L’assedio di Torino rappresenta uno dei momenti più celebri e cruenti della Guerra di successione spagnola (1701-1714). Per centodiciassette giorni, tra il maggio e il settembre del 1706, la città fu chiamata a difendersi dagli assalti dei circa 45mila soldati francesi e spagnoli: i continui bombardamenti con palle di pietra e bombe incendiarie mettevano ogni giorno a dura prova la resistenza della popolazione civile, mentre nell’intricato labirinto di gallerie di mina e contromina scavate nel sottosuolo si combatteva una guerra logorante e senza sosta. Proprio nelle gallerie sotterranee ebbe luogo quello che col tempo è diventato l’episodio simbolo dell’intero assedio, ossia la morte del soldato-minatore Pietro Micca nel tentativo di sbarrare l’accesso alla Cittadella alle truppe nemiche.
L’assedio si concluse con la battaglia del 7 settembre, nella quale le truppe austro-piemontesi, guidate da Vittorio Amedeo II e dal Principe Eugenio di Savoia, respinsero definitivamente l’attacco degli assedianti, costringendoli alla fuga.
Quel giorno, nel Duomo fu celebrato un Te Deum di ringraziamento, mentre a Palazzo Graneri della Roccia il Duca e la Corte festeggiarono la vittoria con un ballo. La Basilica di Superga, uno dei principali simboli della città, venne edificata in segno di ringraziamento.

A distanza di oltre 300 anni, numerose sono ancora le tracce di questo fondamentale avvenimento nella storia cittadina, vi invitiamo a riscoprirle insieme in questo focus.


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Pietro Micca (Sagliano, Biella, 6 marzo 1677 - Torino 30 agosto 1706)

Patriota. Soldato minatore dell'Esercito sabaudo, morì eroicamente facendo brillare una mina di una galleria attraverso cui i francesi, che assediavano Torino, tentavano di entrare di sorpresa nella Cittadella.

Monumento a Pietro Micca

La statua ritrae Pietro Micca (1677-1706) in divisa da artigliere, nell’atto di sacrificare la sua vita durante l’assedio del 1706 per la salvezza di Torino. L’opera fu eseguita da Giuseppe Cassano (1825-1905) nel 1863, e posta l'anno seguente sul fronte del Mastio della Cittadella.

"1706" di Luigi Nervo

Per celebrare i trecento anni dall’assedio di Torino, nel 2006 presso la rotonda stradale di via Verolengo fu collocata una scritta in acciaio inox, realizzata da Luigi Nervo (1930-2006), che ne riporta la data (1706).

Museo Civico Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706

Aperto nel 1961 per merito di Guido Amoretti (1920-2008), il museo illustra, con plastici e reperti, la piazzaforte di Torino nei primi anni del Settecento e le vicende dell’assedio francese del 1706, consentendo la visita dei tratti più significativi delle gallerie di contromina della Cittadella.

Palazzo Graneri della Roccia, Circolo degli artisti

Il palazzo, tra i più rappresentativi della città, fu costruito da Gian Francesco Baroncelli tra il 1681-1699 per l’abate Marc’Antonio Graneri d’Entremont, a seguito di un concorso d’idee a cui parteciparono i principali architetti dell’epoca.

Basilica di Superga e convento

L’edificio, dedicato alla natività di Maria, sorge in posizione dominante sulla collina torinese. È la prima grande opera a Torino dell’architetto Filippo Juvarra, una sorta di “tempio regio” dove sono conservate le spoglie di alcuni membri di Casa Savoia.

Resti del campo trincerato di Borgo Po

La necessità di proteggere il ponte sul Po e di evitare tentativi di approccio diretto al lato orientale della piazzaforte è alla base della costruzione del complesso sistema di trinceramenti e fortini sulle alture alla destra del fiume, nell’area compresa fra corso Casale, strada S. Margherita, Villa Genero, strada delle Sei Ville.    

Trinceramenti di Valdocco

La difesa dei mulini e degli opifici ubicati nel sobborgo del Pallone, tra cui quelli destinati alla fabbricazione della polvere nera, è affidata nel 1706 a varie opere campali realizzate lungo la Dora e nella “bassa” di Valdocco, fra via Salerno, lungodora Napoli, corso Giulio Cesare, corso Regina Margherita.    

Opera a Corno di Valdocco

Potente opera costruita nei primi anni della guerra di Successione di Spagna presso l’angolo nord-occidentale delle mura, riveste un ruolo fondamentale nella difesa del fronte di Porta Susina.

Ridotte del Valentino

Fra i più importanti lavori progettati da Antonio Bertola (1647-1719) per rafforzare su ogni lato la piazzaforte di Torino, le opere verso il Valentino nascono per proteggere un delicato settore delle difese urbane.

Ridotte di Vanchiglia

In posizione opposta alle ridotte del Valentino rispetto alle città fortificate, le difese avanzate di nord-est (nell’area di Borgo Vanchiglia) sono collocate sulla direttrice d’attacco prevista da Vauban (1633-1707) nel suo progetto per l’assedio di Torino redatto nel 1705.

Proietti commemorativi del 1706 e 1799

Palle di cannone infisse sulle facciate di vari edifici civili e religiosi del centro storico tramandano la memoria dei bombardamenti subiti dalla città nel corso degli assedi del 1706 e del 1799.

Cippi commemorativi del 1706

Alcuni cippi votivi esistenti in diversi punti della città, in particolare nelle circoscrizioni 1, 5 e 6, sono le testimonianze superstiti di una serie di pilastrini collocati per volere di Vittorio Amedeo II sui luoghi della battaglia del 7 settembre 1706.

Resti delle gallerie di mina e contromina dei fronti urbani

Parallelamente ai cantieri aperti sugli spalti e nei fossati della Cittadella, fra il 1705 e il 1706 la costruzione delle contromine si estende anche ai fronti urbani della piazzaforte, che risultano esposti al pericolo di un attacco francese.  

Gallerie di contromina della Cittadella

Erroneamente attribuito all’epoca di Emanuele Filiberto (1528-1580), l’esteso sistema di contromine per la difesa degli spalti e dei cammini coperti della Cittadella è impostato nei primi anni del Settecento su progetto di Antonio Bertola (1647-1719).    

La circonvallazione collinare francese

L’urbanizzazione del territorio circostante la piazzaforte di Torino ha determinato la scomparsa di ogni traccia archeologica delle opere di pianura realizzate dai francesi per l’arredo del 1706, le cui tracce tuttavia permangono nelle zone boschive della collina torinese, nelle creste collinari comprese fra Cavoretto, il colle dell’Eremo e la Madonna del Pilone.  

Opere campali

Intorno alle fortificazioni della piazzaforte sono edificate nel corso del tempo diverse opere campali, di carattere temporaneo o semi-permanente. Alcune sono destinate ad accrescerne le difese, altre sono realizzate da parte nemica, per assediarla.  

Opere ausiliarie di fortificazione

Nei mesi che precedono l’assedio del 1706, la cintura difensiva della piazzaforte di Torino è potenziata con la creazione di nuove opere di supporto alle fortificazioni urbane e della Cittadella.  

Cittadella

Costruita all’indomani della scelta di Torino come capitale (1563), ammirata in tutta Europa e sopravvissuta sino all’Ottocento, la Cittadella è stata a lungo non solo il più saldo polo militare della città, ma la materializzazione stessa del potere sabaudo.

Carta dell’assedio di Torino (Quaglia, 1706)

La carta Città e cittadella di Torino attaccata da Gallispani li 9 giugno 1706, liberata li 7 settem[b]re, fondamentale per la comprensione della situazione di Torino alla data dell’assedio del 1706, mostra sia la città, sia la campagna circostante, sia la montagne de Turin, ossia la collina, con vivido dettaglio e permette di riconoscerne l’impianto insediativo. La carta è realizzata da Gaetano Quaglia.

Assedio del 1706

Da giugno a settembre 1706 Torino fu cinta nell’assedio delle truppe francesi; furono mesi di bombardamenti, «guerra nel sottosuolo», fame, culminati nella liberazione ad opera di Vittorio Amedeo II e del principe Eugenio.

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