L'ampio uloaa M ia m atriilaa la «aa dal raparti di calxatarMcio
potecmco per la conceria e la chimica conciaria. Questo
diploma prepara alle funzioni di « Direttore chimico-
tecnico delle concerie», di «Collaborazione direttiva
nelle industrie chimiche conciarie », all'impiego nei pub
blici uffici, all’esercizio professionale, all'ammissione alle
Regie Accademie Militari, alla facoltà di Economia e
Commercio delle Regie Università e all Istituto Supe
riore Navale di Napoli. Rimangono annessi all'istituto
torinese la R. Scuola Tecnica a indirizzo industriale arti
giano con specializzazione per tecnici di calzaturifìci mec
canici ed i Corsi serali per maestranze.
L'Istituto ha un corso preparatorio di un anno e un
corso superiore di quattro anni; la Scuola Tecnica di
Calzaturificio ha un corso biennale.
I corsi serali svolgono lezioni da otto a dieci ore per
settimana.
II programma didattico, alla cui esecuzione sovrain-
tendono il Commissario governativo dott. ing. Sandro
Fiorio e il Preside dott. prof. Alfonso Rosa, comprende
per i corsi dell'istituto una ventina di materie tra cul
tura generale e specializzata. Altre dieci materie si in
segnano nella scuola di Calzaturificio. Il corpo insegnante,
fra titolari e assistenti, si compone di oltre trenta persone.
Significativo l'aumento nella frequenza degli alunni.
Nel passato anno scolastico 1935-36 v'erano venti iscritti
ai corsi diurni e quindici a quelli serali. Attualmente
gli iscritti sono sessanta per i corsi diurni e ottanta per
i serali: quantità notevole per una scuola che è stretta-
mente di categoria.
Dicemmo dei consensi e degli appoggi meritatisi dal-
l’Ente in ogni periodo. Sin dalla fondazione, oltre all?
somme devolute da generosi oblatori, esso ricevè of
ferte di macchine e materiali da importanti Case italiane
e d'oltr'Alpi. E quando si trattò di attrezzare degna
mente la sede di corso Gnè le offerte si moltiplicarono.
A buon diritto una pubblicazione uscita nel 1933 in oc
casione del trentennio di vita dell’istituto affermava che
l'elenco degli offerenti ha la «caratteristica della uni-
versalità» poiché vi figurano « i più bei nomi d’itali»
di Francia, di Germania. d’Austria, d'Inghilterra e d’A
merica, tra quelli che fanno prodotti interessanti la coft
ceria ».
L’Istituto ha partecipato spesso a Mostre, Fiere. Espfr
siziotji e Congressi Internazionali, ovunque contribuente
a diffondere le conquiste che l'industria Conciaria
rami affini andava e va realizzando in Italia. Si ricordai
sua partecipazione alla Fiera di Milano, alla Fiera Interni
zonale del Cuoio di Berlino, alla Fiera di Tripoli. I
diverse Esposizioni fu chiamato a membro della Giurìl
Tre Gran Premi e quattro Medaglie d'Oro, offerte ri
spettivamente dal Ministero d'Agricoltura, Industria
Commercio, dal Ministero della Guerra, dalla Soci®
rino. testimoniano .1 costante generale plauso risco^ ^
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dall'istituto nell'adempimento della sua missione.
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on pochi addobbi e qualche scritta acconcia le sale
della Promotrice delle Belle Arti al Valentino sono
state trasformate per accogliere la dodicesima
Mostra del Ciclo e del Motociclo allestita a cura dei rap
presentanti dell'industria e dell'Artigianato piemontesi.
Assistendo all'inaugurazione, noi abituati ai raduni
artistici primaverili sulla stessa scalinata del medesimo
palazzo in occasione delle mostre sindacali, non abbiamo
potuto fare a meno del confronto tra l'una e l'altra a t
mosfera, il diverso tono delle due cerimonie e, tendendo
l’orecchio ai discorsi dei gruppetti in atte«a delle Auto
rità cittadine, guardando alle persone circostanti, ci
siamo financo divertiti, colla libertà derivante dall'essere
noi del tutto estranei alla manifestazione, a paragonare
una certa figura di modesto artigiano vestito per la festa
a qualche mite artista piemontese, il signore invece nel
l'abito impeccabile e coll'elegante busta di cuoio sotto
il braccio, a qualche sicuro maestro dalle azioni ben so
lide nella borsa dell'Arte e così via fino alle più curiose
conclusioni sulla costanza d’alcuni caratteri umani e
una certa sorpresa nell'afferrare parate conversazioni
sull opportunità o meno di modificare un certo impianto
meccanico nella fabbrichetta o se conveniva vendere certo
terreno nell'alta Valle di Susa..., confondendo piacevol
mente in noi idee rurali e meccaniche.
(Jualcuno dei giovani fascisti ciclisti e motociclisti che
facevano la guardia d'onore all'ingresso della Mostra colle
loro macchine al fianco, aveva tu tta l'aria d'aver provviso
riamente lasciato gli attrezzi dei campi anziché il governo
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un tornio e se anche poteva non essere vero, l'appa
renza lo faceva credere e tutta l'aria d'intorno e il sapere
quanti artigiani meccanici vengono dalla piccola pro
prietà terriera come che il giovane agricoltore appena
appena abbiente passa colla massima naturalezza dal
maneggio della trattrice al motociclo.
l:n trombettiere vestito d'una corta spolverina e in
testa il casco coi paraorecchi slacciati attendeva l'arrivo
delle Autorità per dare l'attenti: vestito com'era, simbo
leggiava lo « sport »mentre ad un artigiano che indossava
la tuta è toccato l'onore d'alzare il Tricolore «ni pennone
quando la Mostra è stata ufficialmente aperta e tutte le
Botociclette dei giovani fascisti l'hanno salutato col canto
del motore.
Appena entrati nel salone ci ha colpito la gran luce
cke scendeva dal lucernario che, per le mostre d'arte.
Promotrice dell Industria Nazionale e dal Mimstef
viene nascosto da un velo di tela tolto per l'occasione
dell'Educazione Nazionale, conseguite a Roma
t . T , » modo
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scoperte
■ apatico aspetto
•eccanico. Una frase del Dace • la a ia simpatia per gii
•rtigiani d’Italia si fwada su ragioni di carattere Caini-
Uare, storico, economico, morale... » scritta a caratteri
cubitali, dominava sulla lucente bellezza di tutte le
macchine messe in mostra: ciascun gruppo, ciascuna
«firma » con vicino un uomo per lo più vestito in quel
particolarissimo modo che distingue fra mille il «fan
tino » dei cavalli d'acciaio; gente di poche parole e
dall’occhio e polso sicuri, con nel discorso lievissime
inflessioni ironiche quando parlano di macchine coll'in
competente curioso. Ce n'era uno, al centro d'una
«scuderia », col braccio al collo e chi lo conosceva lo stuz
zicava fuori dai cordoni dicendo: « bel modo di invogUare
ad acquistar motociclette... ».
In un altro posteggio invece, attirava la dimostrazione
d'un sistema di molleggio con un eccentrico mosso a
motore che sollecitava una ruota ch'era una bellezza da
vedere con quell'aspetto inquietante,
'organismo
umano scoperto, che hanno gU spaccati degli organi mo
tori in azione. Poi si passava nel corridoio che gli artisti
chiamano « ospedale
» e
che è quello dove di solito,
d'anno in anno, vanno a finire le opere più scadenti,
di qualche isolato o d'un gruppo ribelle e dove qualche
artista di merito ha voluto talvolta essere confinato per
civetteria... Di a isolati » ce ne sono tanti nel mondo
dell'arte e dello sport: nell'ordine dei fatti artigiani e
meccanici, «isolati » sono i geniali e bizzarri inventari
fino a che l'eccellenza del ritrovato od un segno della
fortuna non li conduce in più sicuro porto.
È gente, a volte, da dover guardare come si fa col po
vero che, senza chiedere al passante, disegna sul pavi
mento dei portici di città ima grande composizione sto
rica o sacra con dei gessi colorati che, a Dio piacendo,
attirerà dei soldini.
A dire il vero, e per la disciplina che anche nella re
pubblica delle piccole invenzioni ha saputo imporre il
Fascismo, gente di quella sorta non se n'è veduta alla
Mostra del Ciclo e del Motociclo eoa) da risparmiare al
visitatore il rattristante spettacolo che dà chi, per econo
mizzare — uno—«consuma — cento—, o vuol fare a mac
china, costi quel che vuole, ciò che compete alla mano
dell'uomo; ma invece poche pratiche e interessanti inven-
zioncelle come per esempio un tipo di sellino igienico,
un semplicissimo cambio di rapporto per bicidette, la
bici • integrale » di Silvano Bertolini, meccanico in via
Borgo Dora, 3. ■Integrale » è la bicicletta costrutta
in modo da fruire per muoverti, non solo della fona
delle gambe sui pedali ma del peso dell’uomo sai sellino
e
sai manubrio: a
pompa
quello e oscillante il manabrìo
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per p ràedere, penino i lohhalri su
un terreno dilagaale e gli
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