S. K. il Prefitto, il foderalo ad U fo d u tà visitano la Mostra
mente c'è piaciuto, in quell'invenzione è la sua « uma
nità ». quei macchiniamo così connesso al peso alla
forza alla forma dell'uomo da tu tti poterli comporre al
fine della corsa, e al nostro interesse non deve essere
estranea la simpatia che suscitava il Bertolini. meccanico
veneto, se ricordiamo bene, già avanzato in età. di fi
gura aitante, testa splendida e sguardo acuto, colle mani
sporche di fucina e il soprabito arrotolato accanto alla
rozza bicicletta che insieme a quella più perfezionata
ch'egli maneggiava spiegando alla gente, clava un tono
profondamente suggestivo al brevissimo spazio conces
sogli per la dimostrazione dei suoi sogni. Diverso, se pure
altrettanto acuto, era l'interesse che provocava in noi
il posteggio riservato all'invenzione del Conte Augusto
Palma di Cesnola (un geniale cambio di velocità per ciclo
chiuso alla pedivella in una scatola cilindrica) dominato
dal ritratto dell'inventore morto e vigilato da suo fratello,
un gentiluomo perfetto, estremamente corretto nella pa
rola e nel gesto e che spiegava essere stato, quel gioiello
di meccanica, tutto eseguito a mano dall'appassionato
costruttore non vissuto abbastanza da poter vedere di
vulgata la sua invenzione. Poco più innanzi ecco
troneggiare sui piedestalli due bolidi oscuri di marca
monacese (forcella registrabile con ammortizzatori a gli
cerina. cambio a mano e a pedale, telaio stampato) di
disegno mirabile, noti a chi appena s’interessa di novità
motociclistiche e ch'erano arrivati al palazzo della Pro
motrice pochi minuti prima dell'inaugurazione interes
sando tutti gli astanti alla loro bellezza mentre i facchini
li scaricavano dal carro con la cura che s'usa per le fra
gilissime opere d'arte o pel trasporto deDe materie espio*
sive. Il saluto cordiale all'ingresso nel mondo delle bici
clette lo dava Martano sorridente da un gran«le ritratto
dre quarantanni fà. Serviva a metterci i fiori e s'avvi
ava al manubrio. Sovente ci capita d'imbatterci per
istrada in qualche ciclo ornato delle più complesse incro-
zioni (fanalini doppi e tripli, spazzole pel fango,
bi multipli, doppio sistema di freni, ruote enormi
or fontina e sella mastodontica).
Sono biciclette che stanno per uscire di minore età,
tendono alla motocicletta, e chissà che un giorno
spunti loro un motorino e che non scappino da
Abbiamo sempre pensato agli sports su due ruote,
loro generalità, come a diporti e utilità campagnoli,
i gente che debba recarsi al lavoro in posti lontani da
k, sbrigare le proprie faccende in luoghi distanti si,
entri» una cerchia limitata, considerando la moto-
tta di media potenza un po' alla stregua d'un calesse
se non garba il paragone, come la Ford minima del-
'agricoltore americano, immaginandoci volentieri sopra
ici e veterinari condotti, piazzisti di genere coloniale
anche sacerdoti per i quali, però, vigono limitazioni
per l'uso del mezzo a motore con due ruote...,
crediamo che sia appunto questa la clientela alla quale
e rivolgersi la costruzione in serie del motociclo fino
id ottenere il volume di vendita necessario alla riduzione
lei prezzo d'ogni singola macchina. Si capisce che anche
e esigenze dei puri velocisti devono essere seguite come
degli sportivi che seguono ogni sottile evoluzione e raffi-
lamento degli organi meccanici ed è ovvio il benefìcio
he la produzione media in serie ricava dagli sforzi dei
ostruttori a caccia di primati.
Buona parte dei fabbricanti italiani sono oggi peliet
amente a punto per rispondere alle pretese d'ogni clien-
eia
egnavano una formidabile moto da poliziotto americano
Tutto buono, tutto bello nel regno deUe materie v elo ci-f0'
8U0 bravo tachimetro
graduato fino ai
190
orari ed
Che altro ha veduto il nostro occhio inesperto?
Cm
sta segnato ancora nel nostro taccuino abituato a
fuor che all'appunto delle cubature dei cilindri e
colori delle macchine?
Punti esclamativi commentano l'annotazione della
ste d'una 250 nera con filetti bianchi e varie
di cromature e alluminio..., poi ... l'abito
l'aria militare... di motofurgoni italiani che
d'aver pensati in corsa, a frotte, sulle strade più
dell'impero.
Ancora: il nome d'un insetto accanto alla sigla
bicicletta e, sottolineata, la parola « stile »,
pericolosa per non essere lasciata dov'è, sul
a segnare l'ipotesi d'un complesso discorso.
« Mulu'ciclo Impero » a sei posti, veicolo da operai
Litoranea, merita un cenno distinto e pensiamo
una gioia andare al lavoro, tornare a casa, in
d'uomini su quel telaio che porta senza rumore e
velocità consentita dai molteplici sforzi. Abbiamo
fatto caso a qualche complicazione persino leziosa
gitata per rendere confortevole fino all'inverosimile
della bicicletta e non ce ne siamo nemmeno
tasto ; in casa abbiamo un curioso vasetto di
gialla e verde con un ornamento di metallo eke
buttato via perchè faceva parte della bicicletta di
appeso sul posteggio del ciclo vittorioso nella Milan*
Torino del marzo di quest'anno. C'erano anche dei v
scritti sotto la figura dell'atleta...
Per leon diventar
La Benotto
Ho dovuto montar...
una macchinetta di 98 cm
.3
di cilindrata d'una lineai*
impeccabile in un cammuffamento di lamiera stampata
che la faceva parere una potente macchina. « ... Da an
darci con guanti e calzoni bianchi... » diceva il titolare
del posteggio dov'era esposta e costava tremila lire...
La tendenza a voler produrre la moto utilitaria che
non sia un giocattolo e nemmeno arieggi a divorare lo
spazio, che possa davvero surrogare altri mezzi di loco
mozione più costosi e meno comodi e sopratutto invo
gliare all'acquisto chi ha ormai un'età ed un cuore ai
quali non s'addicono le avventure velocistiche, ci sembra
esser tenuta in buon conto dai nostri costruttori ma non
ancora così profondamente da riuscire a produrre una
macchina a due ruote che possa praticamente parago
narsi nel costo nell'utilità all' «utilitaria » su quattro
ruote che ormai, in Italia, ha raggiunto una fisionomia ben
chiara. Le nostre strade sono talmente a punto, il per
corso ne è così disciplinato da invogliare chicchessia a
correrle su un mezzo a motore ma bisogna che questo
mezzo popolare, la motocicletta, divenga veramente tale
e la questione dei prezzi
b
ancora quella che più incide
sulla sua relativamente scarsa diffusione. Ancora oggi una
motocicletta sicura e decente è, per la massa, un articolo
di lusso. Per la massa diciamo, chè, per alcune categorie
di gente, è da tempo diventata un'ausilio indispensabile
e, per altre, un diporto eccezionale.
Questa la nostra modesta opinione in merito ad un
argomento che sappiamo altrove ed auimi \intuente di
scusso. Opinione di chi, uso più a parlare di arti plastiche
che di meccanica, è uscito dalla mostra del Valentino
così a posto nello spirito come gli era capitato di rado
dopo le visite ai quadri ed alle statue: grazie proprio
alla perfetta messa a punto, all'ordine, alla lucidità delle
cose vedute nei posteggi della riuscitissima mostra arti
giana.
ITALO CREMONA




