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Una larga (trita non rimarginata ospita la U

hm

ferroviaria

_ la w r tl|lm i carvi «alla «ailaal a

4

arcM _

damenta; abbozzi d'ingrani grezzi e scabri, rialzi di mura nanecm

tra le anfrattuosita d'un terreno scompigliato e in sommovimenU

Fabbriche, costruzioni qui dintorno, e in corso Parigi, in eia Spai

lanzani, sono sorte sotto il segno dell'ampiezza

,

della comodfk

secondo i criterii dell'architettura moderna; e da lontano si

<n

miliziano con i loro appariscenti contrassegni: facciate ehm

e sgombre, tinte aeree e squillanti. A contemplarli si capim

come questi elementi con il loro sapore fresco ed attuale debbm

arere un ruolo importante, riempire di significato tanti a*p&

di questa rita giocane. E per contrasto la scoperta di una

rii

come ria fìioranni Pascoli, timida e rustica, sa troppo d'ixukk

e di sperduto per non far pensare ad un'anacronistica sopra

rirenza.

Procedendo in questa esplorazione intricata, con girarolte,

aranub

e

ritorni raria la natura del paesaggio, appare ('orso MarsigU

asciutto e lineare, i suoi larghi daranzali aperti sul tracciato (Iti*

ferroria. Poi le (‘ostruzioni si rarificano e si limitano ad una spm

di efflorescenza marginale per lasciar libere ampie distese

i

terreno rassodato, o piazzali macchiati agli argini dai ciuffi

i

un'erba spuria e stenta, recinti d'un orlo di filo di ferro o segnati i

tenui palizzate d i cemento. Siamo in ('orso I V Norembre dall'asptth

sportivo e militare: cavalcatoi, campi sportici, piazze d'armi.

Più in là

è

il senso libero degli spazi, una atntinuiUi di rad

radure limitate dagli orli e dagli scari delle prode e dei fossati,

i

segno preciso della fisonomia della natura, terreni rergini, eri

tenera e giocane. E ancora costruzioni nate con uno stile di ci/moè

impianto, di casta e solida impalcatura: caserme che attendono

d etrazione del rigoglio dei giardini, lo Stadio Mussolini sotto

sguardo altero della torre echeggiante delle roci della febbre sportin

piazza S. Rita con la sua chiesa d'ima composita e nordica

i

ru pestre arch itettura.

('orso Stupinigi conserra ancora questa ampia ed aerata fm

nomia. Locali per industrie, fabbriche, opifici, una successione

caserme che mostrano le cime degli alberi macilenti e rinsecchì

il secero' baluardo dell'ospedale Mauriziano con il suo recinto

piante e di siepi di bosso. E poi, i attori freschi e i chiari line*

menti delle abitazioni nuore; l'alta facciata rabbrividente, il paé

glione gremito di retri e di finestre dell'Ospizio di Carità,

sorge tra ringhiere e parapetti regetali,tra quinte di alberi svettasti

macchie d'aiuole pensili incastonate da stradine rassettate e

genti, già punteggiate dal richiamo dei prim i fiori.

Più aranti è il fluire del Corso sciolto dagli impacci che

siramente acquista il suo aspetto d i campagna; rettilinei di str*

rimunerano; una

««»,

un'oeteria, un ehiovo ne rialzano i m»

^ ^ ^ ^ w ngb^ origjlle andò 8p0„

fi» i; i M i ton trattenuti da tekieramm ti di alberi eie

/«■ .n v , liiltfto Cha ohe i Faraoni Tumori III,

Ame-

sfondi da scenario teatrale.

In prossimità di questi nuclei

,

caste costruzioni

,

»i

irradia ancora una sequela di rie, di strade

,

Corso Agrigen

regje~èariehe

Coreo Siroeuea; ’e dieono quanto

.io»»

immente le braeeia,

l

u M u MMt

m n

„ caJt<> ^

rort»

il r e c ito della ritti. Si ,eor,ono ampi ipazi di terreno •

^ in-re<UeIIti di toel<.u » di coi faceva

tirato, pali e targke eke g ii delimitano i eampi delle prm .ime e o * ^ f

<h(, ^ BÌ

„ .

m

,

dÌ8deprerebbe:

zioni, edifici

/»

piccoli gruppi appartati intorno alle svolte,

isolate intente a sorvegliare spianate e radure

,

i collari

che segnano gli argini delle prode. E cittì frammisto

,

tra i

dei bordi e i salti dei fossati, si avverte il senso di una

cerca di resistere puntellandosi con i segni residui della

ma

senza, alberi contorti eke aprono

n n

ventaglio di rami

rati, molte dense e forti

,

schermi d i piante e di virgulti

;

lutti i

lati è incalzata da una legge implacabile

di sgombro.

SALVATOSI

M

irit, il cui affascinante sorriso si perpetua da

*000 anni è vissuta all'epoca della maggior opu-

, Mfi II, Tumori IV’, e Amenofi III avevano successi­

vamente onorato del loro favore ed elevato a impor-

pomata

odorosa, racchiusa in artistici vasi di

con

la

quale si spalmava il viso; oli pro­

conservati in una situi», pure di alabastro,

manico d’argento, per mantenere con massaggi

alle membra, un

granoso portaprofumo

di

che usava tenere

appeso all» cintura; un vasetto

vetro, mirabile

prodotto defl’industria egiziana,

polvere di piombo con cui ombreggiarsi

occhi

e le

ciglia; uno spedale strumento per arric-

i capelli; e una coppa di alabastro eoa melico

in forma di uccello, con entro una benda rossa per

tingersi le unghie.

Della sua eleganza parla il ricco accappatoio che

essa lasciò piegato con grande cura in una bella

paniera chiusa con cordicelle graziosamente annodate;

e lo rivelano pure i capi di fine biancheria personale,

da tavola o da letto racchiusi in armadi e cofani.

La sua bellezza ed eleganza aveva trovata degna

cornice nella signorile casa dello sposo: in ambienti

in cui la luce diffusa e discreta che pioveva dalle pic­

cole finestre aperte in alto e filtrante attraverso tende

di lino, doveva creare una suggestiva atmosfera. So­

stenevano i soffitti, esili, slanciate e artistiche colon­

nine di legno imitanti lo stelo e il fiore di loto, e

rarredamento era

nel

contempo

semplice ed elegante.

Nei porticati, sotto

le verande aperte verno

il

giardino,

erano

seggiole a spalliera

• di

altea fona»; al di sopra

di

esse, svile parali • alle patte, sfoggiavano stoffe

di Uno variopinte, alcune lavorate

ai

arano,

per

tesa

erano tappeti, a dovunque si vertersi»

tavolini