ratorio.
Nel centro del mobile una massiccia cariatide,
scavata
nella noce durissima, si curva sotto il gravoso
fardi
Ilo del pesante piano soprastante, e le profonde
rughe,
che danno al suo ghigno un aspetto di amara
angoscia,
sembrano quasi denunciare la sua stanchezza
disidrata di soste. Essa guarda fissa le volute di fumo
dir
sprigionandosi da un ricco e complicato incensiere,
ornamento
dominante della colonna centrale del mobile,
si fermano, quasi
timorose, a pochi centimetri dal suo
volto.
I due pannelli laterali sono ornati al centro da
dui*
grossi rosoni racchiusi in quadrate cornici tutte una
fuga di
foglie d ’alloro, e terminano in due colonne simili
alla
centrale, ma dominate anziché dalla pensosa ca
riatide,
da due involuti intrecci di foglie ornamentali.
Sul
ripiano del mobile, fiero un cavaliere bronzeo, nuda
la
spada in mano sembra osservare attento, eretto sul
caracollante cavallo, le mosse del nemico che io però
non
riesco a scorgere.
(ili fa da sfondo una ricca consolle, intorno alla quale
corre una |>esante fioritura di motivi ornamentali. È un
mobile di puro stile barocco piemontese, un mobile
intorno al quale,dice il mio artigiano,si lavora volentieri,
molto più volentieri che non intorno ai mobili
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lisci
come acide zitelle. Lasciamo ora il laboratorio, e rom
pendo quasi la trama dell’acqua che diluvia a folate
con rinnovata violenza, raggiungiamo l’ampia tettoia
al tempo stesso segheria e deposito del legname. Tra
i legni preziosi dai nomi e dai profumi esotici, il nero
mogano, l’africano ebano, l’orientale anissandro, do
mina il noce delle nostre montagne, solitario e forte
come i rudi alpigiani. Vicino ad essi è il panduro,
specie di compensato, molto usato nella fabbricazione
dei mobili
900
. Attraverso la tettoia, raggiungiamo
la casa o v e l’esposizione e l’ufficio di Boglione. Una
grossa stufa di terracotta rossa, dove la fiamma bron
tola sommessa, è gradita compagna, specie dopo le
umide ire di Giove, divino adunator di nembi, alla
nostra conversazione. Passiamo ora a visitare il de
posito di mobili, originale miscuglio di antico e di mo
derno, e ci interessiamo specialmente ad alcuni plastici
riproducenti alla perfezione grandi opere pubbliche
vanto dell’amministrazione della nostra città. Essi do
vranno essere inviati quanto prima a Milano per essere
esposti ad una Mostra. Tra essi sono la colonia di
S.
Paolo
che colpisce con la sua nudità di linee, l’imponente
palazzo dell’Opera Maternità ed Infanzia, e il complesso
delle nuove cliniche delle Molinette.
Poche ditte, mi spiega l’ospite, possono fare questi
plastici che richiedono oltre ad una considerevole
somma di lavoro, u n ’attrezzatura ed una maestranza
speciale. Infatti il grande rapporto della scala di ridu
zione del plastico fa sì che alcune parti del medesimo
risultino di dimensioni pressoché microscopiche.
I)a un grosso album gonfio di fotografie Boglione trae
alcune riproduzioni di ricchissimi mobili di stile e di
ambientazioni moderne tra le quali particolarmente pre
gevole quella di una «camera per giovane »esposta e
premiata lo scorso anno all’esposizione di ambientazione
organizzata dagli amici dell’Arte.
Infine —
dulcis in fundo
— il mio ospite mi guida in
una sala tranquilla ed appartata,
roccia sovrano lo
scultore del legno; i indispensabile cun.iooratore, l’a r
tefice delle ricche e minute sculture che fanno belli i
mobili di stile. Egli lavora in piedi, davanti al suo banco
cosparso di una gamma ricchissima di scalpelli di tu tte
le dimensioni, di raspe, di raschietti. Qui la macchina
è bandita, qui l’uomo e la materia si affrontano diretta-
mente e nella materia l’uomo incide il segno delle sue
volontà.
VIDI




