NASCITE DI MONUMENTI
MILANESI ALL’ESERCITO SARDO
MONUMENTO CHK CAGIONA LA ROTTURA
DIPLOMATICA FRA IL PIEMONTE E L’Al’STRIA
il violenza e il sarcasmo della campagna «li
i
stampa condotta sui giornali italiani contro il
N'egus e contro la coalizione ginevrina durante la
conquista dell'A. ()., trovano un riscontro storico a
Torino nel tono delle cronache che registrarono, nel
1857, i preparativi della visita di Francesco Giuseppe
l’Asburgo a Milano, e ne ritorcevano con audace
ichemo le intenzioni ostentatamente clementi e pa-
nfiche ma velatamente minacciose. 11 piccolo Pie-
uontc, non ancora sicuro dell'aiuto di Napoleone
I I I
mperatore di Francia, ed appongiandosi con temeraria
caltrezza sui soli risultati morali conseguiti, dopo le
[Ione di ('riraea, al Congresso di Parigi, sfidava, g e l
osamente solo, il più
•otente Impero del
noudo, dal quale, si
ioti lH*ne, era stato
confitto in guerra otto
inni prima.
Allegri annunci della
norte del Feld-mare-
ciallo Radestzky per
olpo apoplettico cor
ono i nostri giornali
od
la perfida postilla:
1»ootizia
merita
con
erma », e la deliberata
istituzione di lui con
Arciduca Massimilia-
o
al governo della ca
ttale del Lombardo-
’eneto vien rinfacciata
Francesco Giuseppe
ome una tardiva re-
ipiscfiiza, sulla cui
»ltà non s’illude nes-
»no. Si registra il
rezzo dei «compri ap
ris i » da tributarsi
im peratore dei
coati» nella città delle
inque Giornate e nelle
fae del Lombardo-
tatto, e la
Gazzetta
* Popolo
annuncia
^ i cittadini di Vi-
il
gMcno stesso
* passaggio deU’im-
K tm n tB a h n ett-
S
Unno w rta tn a
Torino cinquecento lire alla « sottoscrizione dei Cento
Cannoni per ia fortezza d’Alessandria », ossia per il
riarmo del Piemonte contro l’Austria.
I Milanesi fecero di peggio. La dimensione della loro
beffa all'Austria tocca gli estremi dell’insolenza. Il
15 gennaio 1857, mentre sei fazzoletti «sei, preciso
numero
»
sventolavano in segno di fiacco saluto sulla
muta folla (la
Gazzetta Ufficiale
di Milano la chiamò
« ossequiosa ») schierata al ricevimento di Francesco
Giuseppe, essi fecero rendere di pubblica ragione in To
rino non solo l’offerta di settemila lire per i Cento Can
noni, e la preghiera che su uno dei cannoni s’incidesse:
«La Lombardia con voi », ma anche il loro dono al
Comune torinese d’un
Monumento alVEsercito Sardo.
Energico schiaffo morale. All’indirizzo di saluto
recitatogli dal podestà
di Milano Sebregondi,
l’im p ti...^ risponde
va: « ho dimenticato
tutto », volendo cosi
riconfermare i propo
siti che gli avevano
suggerito l’amnistia ai
condannati politici; il
popolo lombardo ri
spondeva di non aver
dimenticato niente, e
di considerare aperta
la partita.
Il verbale della se
duta del Consiglio Co
munale di Torino del
15 gennaio 1857 svela
abbondantemente, pur
nel suo stile ufficiale
e smussato, la tensione
della situazione poli
tica.
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