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Il n»o*o odMelo corno rtooltorè Mila froato «oh» *orw Torli»

cessità per il trasporto degli ingenti materiali occor­

renti alla costruzione della nuova fabbrica.

Non abbiamo ancora parlato della concezione vera­

mente moderna — non nell'architettura, perchè accanto

al castello Juvaresco non poteva esser messo alcunché che

non fosse in armonia con quelle linee e con quelle pro­

porzioni — ma nell'allestimento dei locali, nell'orga­

nizzazione dei serviz1. nello svolgimento degli studi, ed

in tutto quanto insomma può riflettere la vita di studio,

di meditazione, di svago del Seminarista.

L ’ing. comm. Alessandro Villa, applicando fedelmente

le direttive di S. E. il Cardinale, ha messo al servizio

della Chiesa non soltanto la sua arte, ma anche l'espe­

rienza acquistata attraverso l'esame e l'approfondimento

delle realizzazioni già attuate in questo campo in Italia

ed all'estero. Vediamo di descrivere gli aspetti essen­

ziali della costruzione valendoci dei rilievi già effet- '

tuati e non lasciandoci, almeno per ora. distrarre da

quegli elementi puramente estetici e decorativi che

avremo modo di esaminare più tardi.

Diamo quindi la parola all'illustratore. Il Seminario

potrà ospitare circa 450 chierici fra teologi e filosofi,

oltre a tutto il corpo di docenti, i direttori ed il personale

addetto ai vari servizi.

Gli edifici, sviluppandosi razionalmente, legano l'una

e l'altra parte con euritmia di linee e planimetria; sal­

gono dal livello di terra, si stendono con pari ampiezza

mostrando già nell'aspetto esteriore la loro funzione.

Guardando diritto alla molealtissimadel Rocciamelone,

quasi a fissarvi la grande immagine della Madonna delle

nevi, il prospetto principale bel Seminario tende le ali

su un’apertura di 140 metri dall’estremo dell'abside della

Chiesa a quello che sta al lato opposto del fabbricato.

Due larghe rampe portano all’ingresso monumentale

del Seminario al quale si accede per un portico coperto

che sorregge la loggia del primo piano, loggia alla quale

già si immagina vedere apparire le porpore e gli ori incor­

niciati nella porta settecentesca che vi si apre e che dà

luce a due grandi parlatori.

Bisogna sempre tener presente che le due grandi fa­

miglie dei teologi e dei filosofi vivono in autonomia

per tutte le loro necessiti sia di studio che di riposo o

di ricreazione, cosicché nell'edificio trovansi due grandi

corpi simmetrici disposti ed organizzati con continui

corrispondenza di elementi.

Precisamente a destra di chi guarda il prospetto pri

ci pale. vi saranno i filosofi e sulla sinistra i teologi. Suiti

fronte si aprono gli appartamenti per S. E. il Cardinal

Arcivescovo, per il Rettore e per gli ospiti. Agli estrem

le ali si riannodano ed a sinistra di chi guarda è la Chiesa

quella che accoglierà in comune tutti gli studenti d

Seminario per le funzioni solenni ed alla quale si accedi

anche dall’esterno: essa si mostra di fianco per modi

che nettamente si stagliano sul paesaggio l’abside,

campanile e la cupola. Nei corpi laterali sono distribuii

le camerate, le aule di scuola, le sale di studio ed og

altro servizio che si riferisca all'insegnamento e facd

parte della vita di studio dei chierici.

Dove i fabbricati laterali si incontrano ad angolo coi

quello posteriore, ciascuna delle due famiglie ha la

s

Cappella, quella di uso comune, per le preghiere e l

funzioni di tutti i giorni: vicino alla cappella è

pos

l'alloggio del Direttore spirituale.

Il prospetto posteriore si stende più ampio, molto

di quello principale e raggiunge i

180

metri,

ai dS

lati di un edificio centrale che sporge in fuori e che

os|

l'infermeria. Quindi gli alloggi dei professori e i

ser

vari, le cucine ed i refettori e poi di nuovo

aule e ca

rate. Sull'asse dell’ingresso principale si estendono

grande cortile interno la biblioteca e l'aula

Magnacaj

di

900

posti.

L ’area dell'edificio è di

5000

metri quadrati di

su

fiere. Sono molti, ma si pensi che il Seminario

ha

in

pri#tà un terreno esteso per

30.000

metri

quadrai

Nel

1934

il Cardinale Arcivescovo,

presentarxh

caratteristiche del progetto, lanciava un

appello a tu

diocesani e ricordando l’incitamento augusto

del P

annunciava l’inizio dei lavori.

Non sarà inopportuno ricordare un tratto della

tera Pastorale acomplemento di quanto abbiamo rifa

Il Porporato così sintetizza i criteri informativi

del

getto. « Di tutto si è cercato di tener conto,

soprai

dell'unificazione dei servizi, di rendere facili gli «

da un luogo all’altro per ottenere la minor pendìi

tempo: si è badato che ogni locale abbia aria

e lui

abbondanza: larga parte si è data ai servizi igil