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lardi questa creatu ra che anche oltre tomba

esercitava

una stran a suggestione

s ii

quanti si avvi­

cinavi! no alla sua spoglia, tolta la maschera e le

bende,

mostrò agli uomini, che trem ila anni dopo

la

sua

morte avevano a v u to la curiosità di vederla,

un volto grazioso su cui aleggiava un atTascinante

sorriso.

La

tomba di ('h a e della sua sposa, per opera del­

l'illustre

egittologo Schiaparelli fu traspo rtata nella

nostra

città e ricomposta fedelmente, secondo l’ori­

ginale,

nel nostro .Museo, ottenendosi un ambiente

di potenza

suggestiva straordinaria, vera gemma

del Muserò

Kgizio di Torino, che non ha degno ri­

scontro

in alcun altro Museo del Mondo.

(ili

studiosi che giungono dall'estero non mancano

di

recarsi a visitarla: il papiro « il libro di preghiera

per

i

morti » costituisce la parte più dottrinale e

fa assaporare la sublim ità delle mistiche aspirazioni,

benché pervase da realismo materialistico, «li quella

schiatta ingenua, in una veste im prontata di toccante

poesia.

Ma quante altre preziose scoperte ha offerto questa

tomba: aghi di bronzo di Mirit, cinque rasoi del

marito «li lei, un paio di forbici, un embrione di col­

azioni* mineralogica, un cubito di legno di acacia

(la misura egiziana), tavolozze di legno con cannucce

tem prate

j h t

scrivere, escavazioni con residui «li

vari colori, jiestcllo di legno, scalpelli di bronzo, uno

strumento che assomiglia ad un livello cinese, pani

di calcestruzzo, un trap ano di bronzo, un accetta

di l»r«mz«> con manico di legno, senza dubbio il più

bel strumento di «|uesto genere a noi pervenuto «lal-

l’antico Kgitto.

Che

dire poi «Iella biancheria? Essa rappresenta

la piii ricca raccolta di m anufatti che nessun museo

possiede. £ tu tta di lino; unica sostanza tessile im ­

piccata dagli egiziani, ma lavorato con altissimo grado

di perfezione; tessuti meravigliosi di cui si ha un saggio

stu)K‘ii<lt». Per mutande adoperavano pezze tria n ­

golari fortemente orlate, con legacci alle estrem ità

fonie in oggi usano fare per i bimbi. Di tali pezze ve

ne

sono

cinquanta. Ventisei tovaglie, undici con ricca

frangia «la usarsi anche come sopraveste: q u attro

ncialli o baraccani; sedici tuniche leggere per l’estate,

Ktnza maniche, una di tessuto peloso, pesante,

per

l’inverno ornata da un nastro tessuto ad

arazzi;

biancheria da tavola e d a letto con belle

frangie,

('<*npunto a giorno. Ed altri oggetti curiosissimi; stuoie

ornate «li marocchino rosso, ripiegate

e

cucite in

modo

da servire per valigie o

per

giaciglio in

campagna.

Non bisogna dim enticare

che ('ha era architetto,

f che soprasedesse ai lavori lo

dimostra un terri­

bile Ntrumente «li

punizione trovato nell’anticamera

fclla tomba. Una

sferza di cuoio arrotolato inu­

lt a di un

anello per appenderla all» cintura; essa

ri dà un’idea

del sistema usato per incitare gli

sperai.

Il j«*riodo

«Iella maggiore attività di ( ’ha corrisponde

uno <it»i momenti di massima intensità costruttiva

^ 'E g itto dei Faraoni ed il suo nome ben

si

può

Collocare fra i nomi dei grandi architetti

a

cui ai

debbono le massime opere architettoniche tebane.

Questi misteri nella vita «li (’ha e «li Mirit ha sve­

lato la tom ba scoperta dallo Schiaparelli; uno dei

più preziosi tesori che gli egittologi di tu tto il mondo

invidiano. L’eterno sonno di Mirit, iniziatosi nella

metropoli «li Tebe, si perpetua a Torino e qui essa

conserva l'inalterato affascinante sorriso.

UGO PAVIA

—la pii ricca raccolta di manufatti <-*•- w i i n

M

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