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I

♦

.

V

V I S I I \ IG I O R N 0

ALI:OSSERVAT( \STRONOMlCO

N

oi dunque, dovendo visitare sulla collina

l’osservatorio astronom ico della nostra c:

biam o scelto le ore del pom eriggio. I

giorno,

m ai forse un titolo fu più giusto; vogli.i

più rivelatore, pur sotto l’apparenza ingenua

Perchè non sono «tati gli strum en ti a parlare

dersi, con le stelle; m a noi abbiam o parlato coti

m enti, e forse non ci siamo intesi T ropp o gro-

tu tti; e ab itu a ti a im prese celesti, cosi che non

vano d isabituare. Ecco n e uno, per esempio, ci

grafa le stelle. £ p u n tato al cielo. Il m eccanico a u:

10 pu nta verso di noi; l’o b iettivo ci fa paura, cosi

ci prende tu tti, dalla vita in su. Siam o te n ta ti ■:

zare, per vincere lo sm arrim en to, il panico dell

siam o ten ta ti di chiedere una fotografia a mezzo 1

E proprio il luogo resta n o ttu rn o , anche con il .

pido sole; e il giorno, con la sua luce, appare C f

tregua e non più. G li astronom i in quelle ore han

sare gli occhi; e lo possono fare in m olti modi. <) dor

o guardando la dolce spianata, tu tta chiu-a da

Carso; o leggendo lib ron i con su form ule di di.

righe separate da spazi e da segni. A nche quell-

servono a riposare gh occhi; com e ciò avven g a, ci •

come ci è ignoto com e mai possano le stelle stai

Q uasi sarebbe più facile cercar di com prendere i

cati m eccanism i degb strum en ti, e la loro segreta fu

11 cerchio m eridiano, il grande eq uatoriale, lo str

dei passaggi, il piccolo equatoriale. O gnuno «org'

suo padiglione; e appena e n trati il soffitto cede

al cielo. Ix abbiam o viste aprirai in tanti modi

cupole; e all'astronom o che ci accom pagn ava n

biam o veram ente in v id ia to , se non quel rnorne:

per lui si ripete ogni notte, quando dal bum ve

tra tto com parire un po' di cielo; e poi v la \ ia all

crescere, splendere im m u tato e sereno.

T u tto «a veram ente di m iracolo, sU quel colle;

— e in fondo è lo stesso — di contraddizione. I:

dei pendoli perseguita d ap p e rtu tto : il tem po è

esatto, scrupolosam ente m isurato: eppure -e ti

un padiglione un po' fuori m ano, m entre -m ram i

gemme. «ul suolo pesti le toglie cadute P rir

A u tu n n o ’ Non m »a T i -etnbra di non «apere pi

se non che m cielo ci sono le «telle. che -i vedono •

di notte; e la luce, che a vevi -einpre tanto am ai

cosa serve, «e le v e rità grandi, nel firm am ento c

cuori, si scorgono soltanto negli attim i di buio''

In ta n to la guida, cortese ed esperta. continua

g a ra come -i ta con eli scolari illu stri e cioè «e-

a«-icurar«i «e abbiam o davvero com pre-., Noi.

in fondo, com prend iam o, ma a -alti, m entre eh

cam m ina pacato, A««ai raram ente due ore tur ‘

noi co«i piene .)i im p revisti e ,i ! rivelazio ni t hi r.

salito all o w r v a torio lo faccia subito, -alga

<

*■!

uno dire con sem plice in g en u ità; è un modo di n-

■bambini E d è poi un m odo di conoscere una cosa

nel suo genere, tra le m ig liori; un van to della

ittà, come usa dire. 11 luogo riunisce doti e con-

ti-iche che ne tanno la

se d e

ideale per un i-tituto

■

m

a ricerche astronom iche. La latitu d in e è fra le

■revoli; l'isolam ento. 1 assenza di rum ori

estranei.la

.la dell'atm osfera (poiché non v i

è

fumo d'indu-trie.

le nebbie della valle padana non giungono tm

rendono p artico larm en te a d a tta la località ili Pino

jini accurate e precise, h m entre tutto ciò gio\a

:ronomi. è partico larm en te g rad ito — ce lo -i la-ci

ai visitato ri, che all*- bellezze del cielo debbono

avviati per gradi, partendo d alla bellezza della

Lassù si vorrebbe poter essere tu tti dei m ecenati;

irebbe degli anni senza com prare un quadro o una

pur di regalare qualche nu ovo strum ento a quel

■li solitari cercatori di 'te lle.

;m non rivolgiam o in v ito a n e " uno : troppo «vagate

re «ono queste b revi righe. R ico rd iam o «oltanto

he gli a«tronom i sono degli a r ti'ti; e m eritano

he agli arti-ti non -i nega. I.a fortuna dell o-.erva-

; Torino com inciò cui prim o V itto rio Em anu ele,

-•diligeva appunto l'astro n om ia. G io van n i Plana

• il Re in m isteriosi \ laggi p*•r il cielo: e ,1 He 1„

>-ulla terra. *>ggi. che ì -erti e le corone qua»i più

-ino, regale cosa rim ane aiutare chi cerca le -telle.

"ia stare dove sono. M isurare i ritm i; m entre i

•allattano . ì pendoli la-«u continuano a battere

■i-tinti. sereni, i m otori elettrici -i 'latino alle

• più folli con un lieve -u-urro d ape Mentite uno

la, se rie- c

11

e a credere P u n ta to che -ia -ii una

grande equatoriale . la terra girando -e

..

por-

' Ma. Ma allora -i gira la ■(n a vetta del m otorino,

"l'chiale -i m ette a girare m -eliso mver-o al girar

-a. e si cont inua a guardare t ranq u illi. come -■ !a

'•"■n gira-»e. >incroni»m o e .a tto a! -ei-und". ai

di secondo, in-omm a. >apite. per i a-t.r'

-1 '"'ia, la terra non gira pili

,v dunque che -frum enti -i |......" il" regalare. \

■’ate gli arti-t! e , poeti < ,rand i'*tm .......t:-

art..

quadro, quale «tat ua. ditem i dunque. !.....

- itanto per un attuilo terinare a terra '

'essor \ o lta . lo ..-letiziato cui e affidata t

*".1

a

•parsa di i upole. perdonerà

tim idi «orri-l di que-te no!

eppure ignari di tu tto , d

'«puto . -e non di--un ni.

he al se.-ante-ino

ondo

e

1

e

11

arm onia pa--a:.-

'**nza -egnare

;1

punto -

■i accorge . he .. :• t:;:

,

1

e caro -pe,

\ m m ira t, e

C IO M O C C A