OLIMPIADE E SPORT ITALIA»
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S
e è vero ehe l'( Himpiade sovrasta per la sua im-
portanza qualsiasi altra manifestazione sportiva
mondiale, se è vero che l’Olimpiade è la migliore di
mostrazione della forza, della potenza e del grado
di perfezionamento raggiunto nelledueazione tisica
dai popoli, airoiim piade bisogna tendere maggior
mente per presentarsi a Tokio nel 1940 preparatissimi,
al tìne di cogliere quella grande vittoria che è, cre
diamo, nelle aspirazioni di tu tti gli sportivi italiani.
Quello che ha fatto la Germania socialnazionalc,
nella doppia veste di organizzatrice e vincitrice della
olimpiade di Berlino, è la dimostrazione di che cosa
possano volontà e costanza ed è anche, a dirla fran
camente, un solenne esempio per noi tu tti.
Rileviamo che a Berlino abbiamo vinto e brillan
temente nel calcio, mentre in quasi tu tto il resto,
siamo stati come si suol «lire alla finestra.
Spiegare il motivo per cui a Berlino ci siamo im
posti tanto brillantemente nel gioco del calcio e non
negli altri sport è come spiegare la situazione che si è
determ inata «la tempo nel maestoso qua«lro dello
sport italiano. Le geran hie hanno appoggiato incon
dizionatamente il gioco del calcio e la stam pa in
geuere — specie quella politica che per ragioni facil
mente intuibili ha soppiantato quella specializzata —
in conseguenza «li tale appoggi») e perchè aveva in
travisto la possibilità «li trarne largo pnditto, ha
favorito largamente lo sviluppo «li quell») che «loveva
in seguito diventare lo sport nazionale. Le conse
guenze di tale campagna di stampa non hanno ta r
dato a palesarsi: si è vista in breve convogliata l'a t
tenzione e l'interesse delle masse unicamente verso
il gioco del calcio mancando «luindi agli altri sport la
possibilità di affermarsi. Da questi sport che non
hanno trovato appoggio nella stampa e conseguente
mente nel pubblico non si poteva pretemlere a Ber
lino quello che logicamente si è preteso e ottenuto
col calcio. Appare evidente dunque lo s«iuilibrio esi
stente da noi fra sport e sport o meglio fra il gioco
del calcio da una parte e gli altri sjiort olimpionici
d all'altra che sono una dozzina. Lo squilibrio è poi
provato da questo incontestabile dato di fatto: il
campionato di calcio, che ripetiamo accentra ora tu tta
l'attiv ità sportiva, «lura attualm ente circa # mesi.
Agli altri sport rimangono quindi si e no 4 mesi di
vita all'anno, durante i quali il pubblico, stanco e
snervato dal lungo tonico calcistico, preferisce rivol
gere l’attenzione ai viaggi popolari e trascorrere in
pace le vacanze, che affollare gli stadi, i velodromi,
le piscine, ecc. E dategli torto se siete capaci! Allora!
Allora non c’è che un mezzo: adeguare gli sport
olimpionici all'importanza assurta dal calcio ed o t
tenere le debite proporzioni nell’interesse dello sport
nazionale.
1 giovani incoraggiati dalla stampa e dal pubblico,
tarmino invogliati a dedicarsi maggiormente agli sport
olimpionici, dai quali potranno tram soddisfazioni
morali e materiali quasi totalm ente negate loro sin
con «piale vantaggio ]H>r lo sport nazionale è fi
immaginare.
Qui non è tu tto , ossia non è ancora risolto il gra
problema dello sport nazionale. Siamo cioè app
alle fondamenta.
Secondo noi, subito dopo aver adeguato il
et
agli altri sp«>rt o m«*glio viceversa — pr«»blema foi
mentale questo senza «li che non si potrà ottenere
nulla «li buono — occorrerà affrontare risolutami
il problema della gioventù sportiva che si fo rm a i
il segno «lei Littorio. Bisognerà cioè amalgang
riunire, potenziare al massimo grado possibili
forze giovanili del P artito che vanno sotto il
n
«li Opera Nazionale Balilla, Fasci Giovanili di 0
battim ento e Gruppi Universitari Fascisti per fa
ris tiam o , un tu tto armonico c disciplinato,
h
che nemmeno una parte infinitesimale delle fi
inqua«lrate vada dispersa. Quivi il campo è va
Si tra tta del grande eterno problema dei giovai
d«*gli istruttori o allenatori che si presenta sotto I
e complessi punti da formare un capitolo a sè sta
È quel che faremo in un prossimo numero.
Però prima di chimlere definitivamente «juesto ci
tolo che abbiamo impostato sul tema « il calcio
e
altri sport
»
crediamo utile suggerire
—
senza
si
però l'aria «li «lar consigli — le misure prime d a ad
tarsi perchè gli sport che inni si chiamano cai
ricevano subito un forte impulso e s'incammini
decisamente, senza perder tempo (ad esempio ]
ceivare la formula nuova «‘he «lovrebl** regolare
svolgimento del prossimo campionato di calcio), vfl
le mète indicate e invocate. Non è difficile, ani
facile ottener»* subito tale risultato. Basta
eh»
('.O .N .I., che regge le sorti «fello sport italiano, d
al Ministero Stam pa e Propaganda che per mi|l
rare il contenuto sportivo «Iella Nazione occorre
vitare la stampa a occuparsi e favorire largami
anche gli altri sport.
Prima di chimlere queste note desideriamo «limosts
con un esempio — caso ve nc fosse ancora bisogno,
la parte che ha la stam pa nello sviluppo e nella •
tinua propaganda a favore solamente dello sporti
cfstico. F ra sabato e domenica 3 e 4 aprile il Conui
Federale dei Fasci Giovanili di Torino ha fatto
avo
un'im portante quanto interessante serie di manif
zioni e cioè: campionati di pugilato, gare di lotta»!
nione atletica,partite di pallacanestro,partita d in
oltre una gara di marcia e tiro. Le manifestazioni ha
mobilitato un imponente numero di atleti
concia
dosi con ottim o esito. Ebbene lo credereste? —
una (diciamo una) manifestazione ha
avuto l’s
di comparire
sui
quotidiani cittadini
del lunedi.
(
tro
giorni dopo, doè l'8 aprile, un
quotidiano
toc
pubblica mezza colonna solo sull'allenamento
squadra
di
caldo
dd medesimo
Comando
Federa
Fasci Giovanili...! Ma e n caldo...
SILVIO V A I
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