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alquanto dalle spalle della volta, concorrono a limitare

la larghezza della porta.

La denominazione della porta è dovuta alla decorazione

della lesena occidentale la quale, sulla faccia rivolta verso

lo scalone, porta i dodici segni dello zodiaco e i nomi di

ogni costellazione.

E come un tempo ai poeti si offriva sul colle Capi­

tolino la corona di alloro, così il Rettore offre grazio­

samente a voi che salite a lieto pellegrinaggio sul monte

Pirchiriano una fronda del sempreverde lauro che cresce

nel giardino del convento. Laurus nobilis, laurus poetica,

vi dice sorridendo. Se poeti siete, palesi o in petto, lo

aggradirete come tributo d'omaggio; se siete

romantici

ne

metterete

una

foglia a disseccare

tra le pagine d’un

libro; se siete temperamenti pratici, lo

darete invece

alla

massaia di

casa

perchè

ne insaporì la lepre od il

coniglio in salsa umida.

............. •;. ..

Gregorio XVI, anziché un benefìcio

si trovarono ad avere affidato un

monumento bisognoso di cure e di

riattamento, e poche terre incolte:

le quali ultime poi andarono per­

dute con la legge d'incameramento

del 1866.

Fu quello l'atto ufficiale che troncò

la quasi millenaria vita autonoma

della Sacra: fu la messa in pensione.

E solo nel 1886, per le cure del

D'Andrade, si iniziava qualche re­

stauro, che progrediva per quel tan­

to ch’era necessario a consolidare il

monumento ed a salvarlo da una

totale rovina: poi si condussero le

cose in lungo, sino ai tempi nostri.

I moderni restauri, che ora sono

ultimati per la chiesa, e che presto

dovranno essere finiti anche per la

parte architettonica (se non si la­

scerà mancare il denaro), hanno

definitivamente trasformato la Sacra

in un pezzo di museo.

In quanto a presenze umane, v'è

lassù appena quel tantino che basta

per attestare la millenaria continuità

di vita: vi vivono un Rettore ed un

novizio.

Ma i radi visitatori di un tempo,

che giungevano per l'aspra salita, a

piedi od a dorso di mulo, e ne di­

scendevano « alla ramazza ». ora con

la bella strada automobilistica si son

moltiplicati, e più saranno quando

la fama di questo splendido e rin­

verdito monumento medievale si

sarà divulgata nella giusta misura.

E giungendo saranno salutati dallo

spettacolo superbo offerto dal vasto

panorama e dall'imponente prospetto

del Monumento.

Alla

Sacra si accede dalla Porta di

ferro,

oltrepassata la quale una triplice gradinata con­

duce alla

porta inferiore della Chiesa.

Il tenebroso

scalone dei morti accoglie poi nella sua

ombra

raccolta il visitatore e lo conduce nuovamente

all'aDerto

traverso la porta dello Zodiaco, raro esem­

plare di

quell’arte «scemate longobardino» che nel-

l'Itana

settentrionale si impernia al principio del se­

colo XII, sui

nomi del Lanfranco architetto, dello scultore

Wihgelmo e del suo

collaboratore Niccolò.

É questa porta fermata da un grande arco a pieno

centro seguito dacinque archi concentrici egradatamente

minori che riducono sensibilmente l’altezza della porta

nella sua parte mediana.

Dal centro del vano gli archi vanno nuovamente

aumentando verso l'esterno terminando con una cor­

donala simmetrica all’arco d’origine del sistema.

I-arco centrale poggia su due

lesene in marmo ci­

pollino addossate

a pilastri di granito che, sporgendo