a quell'ora e in quel luogo tutto è accettabile
e gradito. Benché la gente comunale ai affretti
alla mensa, il piazzale non è del tutto deserto; qual
cuno Mille panche legge o pensa; altri, appoggiato
alla balaustra, guarda giù nella valle del Fòro, o il
Campidoglio che al di là di quella sorge. Con pia-
rrre riconosco in quegli assorti dei parenti ed affini;
massoneria segreta di quanti amano ancora, a quan
do a quando, isolarsi e pensare. Questi dispersi
solitari sono i soli su cui possa farsi assegnamento
per salvare il mondo dalla bestialità che minaccia,
marea che a poco a poco salendo irresistibilmente
lutto Mimmergerà forse fra poco: ma, pur pessimista
come sono, mi fa piacere qua e là cogliere segni
che anche altri avverte il pericolo e mira a pararvi.
Modesti segni, certo, quelle esposizioni e gare di
opere d'arte dopolavoristiche oggi promosse con una
ccrta frequenza; eppure quella è la via (modesta
via) di un grande avvenire, se le possibilità del pro
gresso tecnico saranno usate ad elevare anziché ad
abbrutire l'uom o: servirsi del macchinismo |»er ri
durre le ore del lavoro gregario, per accrescere il
margine dei
loisirs
umani; e i
loisirs
volgerli poi
aH'incremento della vita interiore; ad approfon
dire. a svolgere la sia pur modesta personalità di
ciascuno, affinché gli uomini diventino sempre più
uomini e non automi standardizzati : e gli strumenti
si chiamano arte, meditazione, contemplazione, ma-
peità. sogno, poesia.
Quale grande auiora sarebbe possibile al di là di
questa notte che minaccia!
Le grand soir,
come di
cono i comunisti francesi; tutto é oggi in forse come
al tempo di un altro
grand soir,
la caduta dell'im
pero romano, quando le sorti eran sospese, e le
invasioni barbariche potevano anche apparire come
'inizio di una notte definitiva; e a un Benedetto,
i un Agostino, a un Gregorio Magno doveva dare
in'austera ebbrezza sentirsi gli atleti di un mondo
»uo\o, alle loro forse affidato. Quale gran compito
mche oggi per ciascuno di noi, grande o piccolo
^ sia !, e come la coscienza del momento decisivo
•diffonde. Tanto per citare am ici, eccone uno che
proprio ieri scriveva : «
Creare una coscienza di
i
massa
»
sempre più elevala neiForbita delTiute
-
***e
dello Stato
,
e nello stesso tempo
salvare ed
durare nella massa
/*
individuo, è
uno dei pilastri
Colonici
su
cui
si basa (profondamente opponen
•
t a
a quello
comunista) la concezione che
d
Fa-
ha grandiosamente foggiato deSTuomo e del
ìttadino
».
Ed
un
altro:
«
Desidero di condurre
si alternino a delle evasioni, affinchè l'individuo
[tossa ritemprarsi, nel riposo e nel raccoglimento,
alle sorgenti insopprim ibili della propria autono
mia
». Valga l'augurio, o amici che dividete le mie
ansie : chi sa, chi sa, tutto, forse, non è ancora per
duto, lotteremo; e, comunque vada, bello é pen
sare queste cose al Palatino: c'é abbastanza ala di
secoli intorno, e grandezza di cielo, perchè ogni
nostra anche più giustificata angoscia si plachi.
* * *
Quand'ecco, improvvisa, su dalla valle dei Fóro che
fa come da immensa cassa armonica, sopra un tim
bro alto, una radio — strana fortuna é che lo per
mettano in un luogo come questo — attacca una can
zone; e poi un'altra, un'altra ancora. Il sangue mi
dà un tuffo, io sono anche troppo sensibile alla
radio, all'organetto, a tutte queste voci irrompenti
all'improvviso nell'aria; un'onda di ricordi, no
stalgie, echi m'investe. Di Giacomo, Tosti, Tirin-
delli, chi sa? Piuttosto che napoletane — e peggio
è per la mia pace — sono canzoni romantiche ed
ottocentesche, di que^e proprio i '
"< stringono
il cuore, per tutto quanto sanno evocare di me, del
mio passato, della mia terra, scaturigini segrete: le
canzoni che udiva mia madre fanciulla, e a me par
di risentire, dentro il sangue che è lo stesso, con
uno struggimento dolce e amaro, il palpito dei suoi
sogni di allora. Sorge davanti agli occhi della mia
mente un paese lontano — conca verde fra i monti,
casette oppresse di lillà sotto un gonfio cielo d’a
p rile: sognati nidi d'amore adolescente; e un caro,
un triste amore con me là poi venne, sì che il sogno
fu quasi vita più tardi. Ora è la volta di Torino,
Torino vecchia del Cinquantanove —
addio mia
bella
addio
...
se pur la radio canti un'altra cosa.
Ginevra, Aosta, la donna di Liddes... di balio in
balio, sul ritmo segreto di associazioni die ti fol
gorano, passa come gran vento suiranima, la piò
sacra idea, la più divina ebbrezza degli uomini,
poesia.
• • •
Giacomo Boni,
a voi per pace io vengo...
Lieta, fra
le rose fiorenti e i m irti nani,
è
la tua tomba sopra
il Palatino: e gradevole, come una scappata di seo*
lari (mentre anche il guardiano è a colazione) ì
aggirarvi» furtivi sotto il caldo sole, ora die — nel
ri<«
trvizio dal
le
ed intera, in essi il i mm oto
collettività a la virili care del lavava
m&m
silenzio ricomposto e nella solitudine
—
come ma
nembo alToriasoate I*
tieo è




