/
C O N T E M P O R A N E
A L L A
R I
B A L T A
Giora ogni tanto dare uno sguardo d'insieme alla
letteratura d'oppi: volti nuovi di m rittori che si
profilano, malinconico declino di scrittori vecchi;
e in mezzo alle due file dell'eterno ricorso, tra i
sopravvenuti impazienti e i sopravvissuti stanchi,
qualche scrittore maturo e pure fresco di energie:
cioè qualche tem/peramento autentico di artista.
Giova soffermarsi ogni tanto dinanzi a questo s[>et-
tacolo
;
purché lo sguardo sia rapido e non trop/to si
attardi con indugi e curiosità premature. Il \tae-
saggio letterario offerto dai contemporanei è sempre
'
un /to' come una foresta a primavera, quando ai
piedi degli alberi vetusti spuntano i fiorellini nuovi,
e le verdi fronde delle piante giovani nascondono
la tristezza dei vecchi tronchi in tirizziti. Eppure chi
può dire quanti degli arboscelli nuovi mentiranno
la loro speranza di rinascita? E quanti tronchi ve
tusti ritroveranno ancora una volta la loro giovi
nezza gagliarda?
Se i>oi c'è un /taesaggio dai contorni sfumati, dalle
luci e dalle ombre incerte, è proprio quello della
nostra
letteratura. Dove a plaghe limpide e lum i
nose si alternano zone grigie; e c'è nell'aria, come
un fumo di spari rimasti senza eco, il ricordo di
vecchie
/totemiche lungamente trascinate, e di cui
ogni tanto rispunta un guizzo qua
e
li. Contenu
tismo e
calligrafismo,
arte
strapaesana, fascino e
poesia, poesia e vita politica e morale:
tutta
una
catena di problemi, caldamente dibattuti e poi con
gelatisi in una serie di formule aride ed opposte,
il cui difetto principale consiste precisamente nella
laro incapacità di sciogliersi come formule e inon
dare di fresca linfa la
/
toesia. S i è tentati allora i
sbarazzarsene una volta per tutte, perchè a
certo punto divengono veramente fastidiose, com
un esercito di cavallette che assordino col Um
ronzìo e tolgano la vista del sole. Ma sono momest
di stanchezza e di noia, questi, e bisogna vincali
chè poi, sotto l'intelaiatu ra di quelle fornuà
astratte, si celano tendenze e orientamenti sp iritai
diversi, che di quelle formule si facet'ano un'arm
appuntita per difendersi e sostenersi; e se i lungk
dibattiti sembrano e spesso realmente sono oziai
c'è al fondo di essi un vivo perenne zampillare
(
acque, che si biforcano e si suddividono in tanti r i
quanti sono i temperamenti degli scrittori che se
i
fanno schermo.
Se io parlo,
—
per ritornare a una vecchissimi*
pur sempre attuale questione,
—
del conflitto ft
tradizione e avanguardismo, alle caute menti se»
bra verità sacrosanta che la concreta opera d'art
sia una sintesi di ambedue quei term ini;
ma
i
scrittore che si accinge a creare, cerca necessari
mefite un solido punto d'appoggio, e bisogna pum
anche se non vuol gettarsi intiero da una
parte sJk
che "per balzare nel regno della poesia collochi-
suo trampolino più su iruna o più sulTaltra
dm
due regioni in contesa.
E
perciò ogni polemica*
■
quanto
possa
apparire
vana
finché è trattenuta
1
campo puramente teorico,
re
poi giudicata al
MB
delle vive creazioni artìstiche in cui è stata trasftm
Bene dunque ha fatto Giuseppe Ravegnani, né
I
seconda serie dei suoi a
Contemporanei
»
(ediM
é
Guanda), a riparlarci di
c
contenutismo a
c J




