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l’esercizio di funzioni e prerogative, controllavano nove delle dodici parrocchie

cittadine. Il potere giurisdizionale dell’arcivescovo sulle parrocchie si sarebbe

parzialmente consolidato a partire dal 1728, con il disciplinamento di confrater-

nite e ordini regolari nel contesto di un riordino generale delle circoscrizioni

parrocchiali.

Molto significative sul piano simbolico erano poi, come si è accennato, la chiesa

del Corpus Domini, rappresentativa del corpo sociale urbano e della pacificazio-

ne della comunità, e, all’interno di Palazzo Reale, la cappella della Sindone e la

parrocchia di corte, officiata da quattro elemosinieri, da cappellani ducali, chieri-

ci e musici. La Regia Cappella di corte sarebbe stata istituzionalizzata nel 1728

per adeguare il cerimoniale al titolo regale di casa Savoia, con la creazione della

carica di Grande Elemosiniere cui spetteranno poteri spirituali e giurisdizionali

pari a quelli di un vescovo

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.

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Nel 1728 l’unione simbolica tra il potere politico e quello religioso urbano fu sancita dall’affidamento della cari-

ca all’arcivescovo Arborio Gattinara. M.T. S

ILVESTRINI

,

La politica della religione

cit., pp. 354-355.

Friedrich Bernhard Werner,

Chiesa Catedrale di S. Gio-

vanni Battista in Torino con riviera

, incisione in rame,

[1730] (ASCT,

Collezione Simeom

, D 530).