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La rappresentazione pluralistica e armonica di Tarizzo tende tuttavia ad appan-

nare le articolazioni del contesto e a trascurare le dinamiche che ne stavano

mutando gli equilibri. Mentre la Sindone lasciò la città per essere portata in salvo

con la famiglia reale, dapprima a Cherasco, Mondovì, Oneglia, e poi a Savona e

Genova

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, fu il culto di Maria Vergine ad assumere durante e dopo l’assedio la fun-

zione di saldatura tra le forme della religione dinastica e quelle della religiosità

urbana e popolare, consolidando sul piano simbolico le trasformazioni di lunga

durata che avrebbero riconfigurato la fisionomia religiosa non solo della città set-

tecentesca, ma del governo ecclesiastico in tutto il regno sabaudo. La scena della

Torino assediata costituisce anzi un momento di accelerazione e di rafforzamen-

to del processo di costruzione del prestigio di due dei più importanti soggetti reli-

giosi cittadini, la chiesa della Consolata e l’Oratorio dei padri di san Filippo, a cui

apparteneva il consigliere di Vittorio Amedeo II Sebastiano Valfrè, nonché il con-

testo di nascita del mito fondativo della basilica di Superga. Quest’ultima, con la

sua peculiare identità di santuario dinastico e luogo di formazione dell’alto clero

di nomina regia, sintetizza il successo della strategia di legittimazione religiosa del

potere politico che si consoliderà dopo la guerra di successione e dopo il concor-

dato del 1727 con il pontefice Benedetto XIII.

LA CONTROVERSIA TACIUTA

. Il momento dell’assedio cadeva nella fase più aspra

della controversia giurisdizionale che per oltre quarant’anni (dal 1697 al 1727 e

poi nuovamente dal 1730 al 1741) impegnò i sovrani sabaudi Vittorio Amedeo II

e Carlo Emanuele III e la curia romana

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. In estrema sintesi, la politica ecclesiasti-

ca di Vittorio Amedeo II si concentrava su tre principali questioni: il controllo

ducale delle nomine a vescovati e abbazie, la riduzione delle esenzioni fiscali del

clero e l’ampliamento dei poteri giurisdizionali dei magistrati ducali, tra cui l’e-

stensione dei poteri dei tribunali laici e il controllo sull’Inquisizione. I rapporti

con la curia pontificia erano entrati in una fase di aperto conflitto a partire dal

1697, quando il duca non solo intendeva nominare candidati di propria fiducia

alle sedi vescovili e abbaziali del suo dominio, ma fece anche pubblicare dai magi-

strati laici un «manifesto» con cui si chiedevano agli amministratori locali notizie

sull’entità e i titoli dei beni del clero allo scopo di verificare i motivi della dimi-

nuzione della quantità di terre sottoposte a tassazione. Nel 1700 l’arcivescovo di

Torino Michele Antonio Vibò fu direttamente coinvolto nella controversia, per-

ché incaricato dalla romana Congregazione delle immunità di pubblicare un edit-

to con cui dichiarava nullo e invalido il manifesto dei magistrati. Il provvedimen-

to di monsignor Vibò scatenò una serie di editti e controeditti che contrappose-

ro per alcuni mesi autorità civili ed ecclesiastiche. La questione si smorzò grazie

all’abilità diplomatica del residente sabaudo a Roma, il conte Marcello De Guber-

natis, che riuscì a piegare l’esito della vicenda a favore dell’autorità laica e a far

annullare i provvedimenti ecclesiastici.

Con l’elezione del nuovo pontefice Clemente XI (1700-1721), le relazioni diplo-

matiche tra le due corti di Roma e Torino peggiorarono immediatamente e poco

dopo si interruppero. Nel 1701, dopo la morte del nunzio Alessandro Sforza, Vit-

torio Amedeo II rifiutò di ricevere un nuovo nunzio e richiamò a Torino il resi-

dente sabaudo Maurizio Ignazio Graneri. Per tutto il Settecento la capitale sabau-

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M

ARIA

D

ELFINA

F

USINA

,

Le peregrinazioni della Sindone durante l’assedio di Torino (1706)

, in «Bollettino della

Società degli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo», LXVII (1972), fasc. 2, pp. 151-157.

6

Su questa controversia si veda M

ARIA

T

ERESA

S

ILVESTRINI

,

Élites ecclesiastiche e stato nel Settecento sabaudo.

Vescovati, abbazie e spazi religiosi nel progetto dell’assolutismo

, tesi di laurea, Università di Torino, Facoltà di Let-

tere e Filosofia, a.a. 1988-1989, 2 voll., relatore Giuseppe Ricuperati, I, pp. 12-60; E

AD

., La politica della religio-

ne. Il governo ecclesiastico nello stato sabaudo del XVIII secolo

, Firenze: Olschki, 1997.

Domenico Maria Muratori,

Immacolata Concezione

con veduta di Torino

, olio su tela (Torino, Chiesa di

San Lorenzo).