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Pesci, Carlo Antonio Renaldo suo figliolo ritornando da laghi d’Avigliana a que-
sta città […] fu spogliato e crudelmente battuto da francesi come anche Gioanni
altro suo figlio»
41
.
Trattandosi di suppliche inviate all’amministrazione comunale in vista dell’otteni-
mento di un soccorso non possiamo valutare esattamente la gravità e la frequen-
za di tali episodi, ma certo per tutto il 1705 e il 1706 questa è una delle principa-
li argomentazioni con cui ci si rivolge al Consiglio per sollecitare un aiuto.
Non mancano restrizioni all’interno della città stessa quando, sotto le bombe
francesi, diventa necessario evacuare la popolazione che abita a ridosso della cinta
presa d’assalto. Così all’inizio del giugno 1706 i cantonieri «hanno intimato alli
cittadini et abitanti nelle Isole dalla Chiesa de
Rev.diPadri della Compagnia di
Gesù a retta linea sino alla piana della Cittadella et sino contro le muraglie della
Città verso Porta Palazzo d’evacuare le case, e far trasportare nell’altri quartieri
della Città li luoro mobili, et effetti fra’ giorni tre sotto pena del saccheggio per
precauzione da ogni accidente, particolarmente dal fuoco che puossino causare le
bombe minacciate dall’armata francese»
42
. In effetti proprio la città vecchia subi-
sce i maggiori bombardamenti durante i quattro mesi estivi dell’assedio. Ancora
40
Ibid
., c. 35, verbale della seduta del 5 febbraio 1705.
41
Ibid
., c. 197
r
., verbale della seduta del 31 dicembre 1705.
Torino bombardata nel 1706
, litografia a colori su
disegno di Camillo Boggio e Ferdinando Rondolino, in
Id.,
Vita torinese durante l’assedio (1703-1707)
, 1907
(ASCT,
Collezione Simeom
, B 786, tav. A).




