148
nonché materiali edilizi, e per essere impiegati direttamente nei lavori di fortifica-
zione e di vigilanza alle porte della città
35
.
Queste dinamiche tra la città e il suo territorio, serbatoio di uomini e risorse, si
rivelano centrali nelle contingenze di guerra, ma sono in realtà una caratteristica
strutturale della città di inizio Settecento, intrinsecamente legata a tipologie e
modalità di produzione. Le filande per la lavorazione dei bozzoli da seta, ad
esempio, sono dislocate nelle comunità rurali limitrofe e così pure cascine e ville
che riforniscono il mercato cittadino di ortaggi, frutta e carne. Nelle immediate
vicinanze lungo la Dora e il Po sono stati costruiti numerosi mulini per la macina
dei grani, di proprietà del comune e dati in gestione a privati. Anche questi sono
al centro delle attenzioni del Consiglio e del duca; per tutto il 1705 e il 1706 si
discute febbrilmente della loro manutenzione e riparazione. Come si apprende
dagli Ordinati, infatti, all’approssimarsi delle emergenze e dell’assedio i mulini
lavorano intensamente per garantire alla città l’adeguato approvvigionamento di
farine
36
. Spesso però gli interventi su queste strutture sono resi necessari dagli
assalti dei francesi, come succede nell’ottobre del 1705, quando, dopo il primo
fallimentare tentativo di assedio, i francesi si ritirano e il Consiglio ordina di ripa-
rare i danni ai canali e ai mulini di Lucento e di Villaretto
37
. A fine maggio 1706,
alla vigilia dell’assedio, il duca trasmetterà l’ordine «di far levare li due mollini
sopra il fiume Po detti di Cavoretto per pericolo d’esser presi et occupati dall’ar-
mata nemica»
38
.
I CONDIZIONAMENTI DELL
’
ASSEDIO
. Nonostante la presenza di un’immigrazione
stagionale e temporanea e il mantenimento costante di rapporti con i finaggi, la
situazione di conflittualità prolungata nel tempo, la vicinanza delle truppe fran-
cesi e lo stanziamento di quelle al servizio del duca incidono negativamente sulla
possibilità per gli individui di muoversi liberamente dentro e fuori le mura.
Innanzitutto, gli acquartieramenti delle truppe creano danni alle coltivazioni e
alle cascine, secondo quanto lamentano molti «racorrenti» presso il Consiglio cit-
tadino. È quanto dice, ad esempio, Pietro Paolo Nosenzo che «rappresenta esser-
li stati concessi in affitto per anni sei li siti proprij della città esistenti al borgo di
Dora quali doppo averli ridotti a coltura et ingrassati e nell’ultimi due anni semi-
nati a orzo, sono stati prima presi due terzi di detti siti per interamento delle trup-
pe imperiali acquarterate nel detto borgo, et hora il rimanente per le fortificazio-
ni fatte in detto borgo, sì che resta deluso d’ogni speranza d’indenizarsi delle
spese fatte attorno detti sitti, però supplica la città di farle sentir qualche ristoro
atesi li gravi danni dal medemo patiti in detto affittamento»
39
.
Inoltre, la presenza delle truppe francesi nelle vicinanze e le loro scorrerie allon-
tanano i forestieri che vi soggiornano. È questa la principale motivazione che
spinge osti e locandieri dei borghi di Dora e Po, insieme a quelli di Reaglie e
Madonna del Pilone, Gassino e luoghi circostanti, a chiedere al Consiglio «una
competente diminutione della mercede convenuta» per la gabella della foglietta
40
.
In alcune fasi del conflitto, poi, le strade risultano infestate di soldati francesi e
dunque difficilmente praticabili, se non a proprio rischio, come racconta la vedo-
va Isabella Renalda che «rappresenta che per andar all’accensa della banca de
scendono al 3,83 per cento e servi e domestici che salgono al 24,24 per cento.
35
ASCT,
Ordinati,
vol. 235, cc. 108
v
.-109
r
., verbale della seduta del 13 giugno 1705.
36
I mulini costituiscono, inoltre, una delle principali entrate delle casse comunali. G
IUSEPPE
B
RACCO
,
I mulini tori-
nesi e la finanza comunale
, in I
D
., (a cura di),
Acque, ruote e mulini
cit., pp. 117-141.
37
ASCT,
Ordinati
, vol. 235, cc. 166
v
.-170
r
., verbale della seduta del 20 ottobre 1705.
38
Ibid
., vol. 236, cc. 172-173, verbale della seduta del 29 maggio 1706.
39
Ibid
., vol. 235, cc. 164
r
.-165
r
., verbale della seduta del 29 settembre 1705.
Carta topografica della regione della Madonna di
Campagna con l’indicazione [...] dell’accampamento
delle truppe del duca Vittorio Amedeo II di Savoia
,
disegno a penna e acquerello (ASCT,
Carte sciolte
,
n. 3958).




