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una volta, dalla lettura degli Ordinati apprendiamo l’invito rivolto a brentatori,

cabassini e manovali a tenersi pronti in caso di incendio.

I danni provocati dallo stanziamento delle truppe ai confini della città, la neces-

sità di smobilitare parte della popolazione dalle zone colpite dai cannoni france-

si nonché le generali ristrettezze imposte dall’assedio fanno aumentare rapida-

mente il numero degli indigenti e, più in generale, di coloro che necessitano di

soccorso per sopravvivere o essere curati. Gli sfollati sono condotti nella parte

nuova della città e sotto i portici di via Po dove «in grosse caldaie all’aria aperta

cocevano le minestre che i padri Minimi scodellavano tre volte al giorno»

43

. I prin-

cipali ospedali e centri di assistenza cittadini sono presi d’assalto, mentre, a sua

volta, il Consiglio moltiplica gli aiuti a queste strutture e, direttamente, alle

«povere famiglie racorenti» e ai carcerati.

Le elemosine municipali erogate permettono di focalizzare l’attenzione su un’al-

tra caratteristica della città di Antico regime. Oltre a essere un centro di produ-

zione e di consumo, Torino è sede di strutture di carità e assistenza, tra cui spic-

cano per importanza l’Ospedale di Carità, quello di San Giovanni appartenente

alla città, e quello del Santo Sudario gestito dai frati di san Gioanni di Dio. Que-

ste istituzioni, che in anni di pace ricevono aiuti regolari soprattutto in occasione

delle ricorrenze religiose, nel corso del 1705 e del 1706 iniziano a sollecitare con

maggiore frequenza un intervento della municipalità. Inoltre, all’aumento di

quelli che richiedono assistenza si uniscono altre dinamiche. L’Ospedale di

Carità, ad esempio, lamenta di non poter godere delle risorse che normalmente

gli provengono dalla gestione dei numerosi beni rurali posseduti nei paraggi della

città, perché occupati e devastati dalle truppe. Dal canto suo, l’Ospedale di San

Giovanni fa presente al Consiglio di trovarsi gravato da un elevato numero di

esposti «che peraltro non sarebbero a suo carico e l’obbligano anche alla spesa

d’una o più donne per la cura d’essi»

44

.

Il Consiglio infine può pronunciarsi per lo stanziamento diretto di aiuti, in sacchi

di farina, a favore di famiglie e individui indigenti. Nel luglio 1706, in pieno asse-

dio, la Congregazione individua 2500 persone bisognose cui si decide di fornire

«mezza libbra di pane composto di barbariato al giorno per caduna bocca per un

mese cominciando il primo dell’istante mese d’agosto»

45

, oltre a un certo numero

di famiglie vergognose

46

cui invece è destinata «un’emina barbariato ridotta in

farina per caduna bocca per una mesata e per una volta tanto»

47

. Anche in questo

caso l’elemosina a famiglie o individui bisognosi fa parte delle pratiche consuete

del Consiglio, e qui semmai sono la frequenza degli interventi e la quantità dei

beni stanziati a essere eccezionali.

AFFRONTARE LE DIFFICOLTÀ

. Gli avvenimenti che ruotano attorno all’assedio sono

stati oggetto di studi che hanno restituito della città un’immagine caratterizzata

da alcuni temi ricorrenti. Innanzitutto, a partire dai lavori di Luigi Einaudi sulla

municipalità torinese come «grande finanziatrice» dello stato sabaudo

48

, alcune

ricerche hanno focalizzato l’attenzione sulle difficoltà della città a reperire i fondi

necessari per sostenere la guerra, sugli scontri tra il Consiglio e il duca, e sulle

42

Ibid

., vol. 236, cc. 178-179, verbale della seduta del 4 giugno 1706.

43

A

LBERTO

V

IRIGLIO

,

Cronache dell’assedio di Torino 1706

, Torino: Casanova, 1930, p. 41.

44

ASCT,

Ordinati

, vol. 235, cc. 104

r

-105

r

., verbale della seduta del 1 giugno 1705.

45

Ibid

., vol. 236, cc. 242-243, verbale della seduta del 27 luglio 1706.

46

Le famiglie vergognose erano famiglie di elevata condizione sociale ma ridotte in povertà e costrette a ricorrere

alle istituzioni assistenziali. Per costoro a Torino operava la Compagnia di San Paolo.

47

Ibid

., cc. 242-243, verbale della seduta del 27 luglio 1706.

48

L

UIGI

E

INAUDI

,

La finanza sabauda all’aprirsi del secolo XVIII e durante la guerra di successione spagnola

, Tori-

no: Sten, 1908.

Vittorio Amedeo II concede l’amnistia ai disertori, 16

settembre 1706 (ASCT,

Editti e manifesti

, Collezione

A, n. 178).