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L
’
ARCIVESCOVO VIBÒ
«
TESTIMONIO OCULARE
». A inizio Settecento questo articola-
to contesto di luoghi sacri e di poteri giurisdizionali, attraversato da differenti ten-
sioni religiose e sociali, stava lentamente iniziando a modificare i propri equilibri
assicurando il successo dei soggetti capaci di trovare saldature tra la dimensione
religiosa del culto o della spiritualità con la dimensione culturale e politica della
corte e del governo, ma anche con la municipalità e con i ceti urbani. Queste
dinamiche possono essere colte confrontando le fonti prodotte durante o poco
dopo l’assedio e facendo emergere le variazioni, le disomogeneità e gli scarti
dovuti ai punti di vista dei diversi narratori.
La rappresentazione ufficiale dell’unione tra la chiesa, la città e il potere politico
era affidata all’arcivescovo e alla chiesa cattedrale di San Giovanni, dove avevano
luogo le cerimonie liturgiche solenni che coinvolgevano tutta la gerarchia sociale
urbana. Ai vescovi sabaudi, peraltro, si era rivolto Vittorio Amedeo II il 2 marzo
1706, all’inizio della campagna di guerra, affinché sollecitassero la «pubblica
divozione a fare quelle preghiere et in quella conformità che stimarete meglio di
stabilire, affine di ottenere le celesti benedizioni e grazie per la prosperità delle
nostre armi, della nostra persona e casa»
12
. A Torino nella chiesa cattedrale ebbe-
ro luogo due solenni
Te Deum
di ringraziamento celebrati dall’arcivescovo. «Con
gran chori di musica» e tre salve di artiglieria, alla presenza dei sovrani, di prin-
cipi e principesse, della «nobiltà, cavalieri, dame, officiali e magistrati» fu canta-
to il 30 maggio il
Te Deum
per la liberazione di Barcellona
13
. Molto più esaltante,
anche se «senza grande apparecchio», fu la cerimonia notturna del 7 settembre,
dopo la liberazione della città. Entrato in Torino verso le 22 con il principe Euge-
nio da porta Vittoria, Vittorio Amedeo II, «carico di palme et acclamato da nume-
rosissimo popolo con caldissimi viva» e suono di campane a festa, fu accolto dal-
l’arcivescovo «con tutto il clero» e si recò subito al duomo
14
. Qui, benché fossero
già pronti i musici, il sovrano «volle, per maggior divotione per accompagnare le
lodi a Dio, che si cantasse a viva voce di popolo, il che seguì lagrimando tutti per
eccesso di consolatione»
15
. Qualche giorno dopo, il 24 settembre, la cattedrale di
San Giovanni fu teatro dell’esposizione ufficiale di cinquantacinque stendardi e
bandiere presi ai francesi
16
.
Durante l’assedio monsignor Vibò era rimasto in città per poter, come egli stesso
scrisse, «assistere, non solo a’ monasteri di monache, quanto agli altri religiosi e
conventi, molti de’ quali sono stati flagellati dalle palle de’ cannoni e dalle
bombe»
17
. Il 28 giugno il Consiglio municipale recepì il suo suggerimento, basa-
to sull’esempio dell’assedio del 1640, di non tenere processioni né «riunioni di
popolo» per l’evidente pericolo di esplosioni, ma di fare piuttosto elemosine
straordinarie per le necessità contingenti
18
. Nonostante il fatto che la controversia
giurisdizionale in atto avesse raffreddato i toni e rarefatto le occasioni, nella sua
corrispondenza con il sovrano, nei primi giorni di agosto monsignor Vibò chiese
al duca «ricovero» nel Palazzo Reale e vi fu accolto
19
.
12
C
ARLO
P
IO
D
E
M
AGISTRIS
,
Lettere di Vittorio Amedeo II nel periodo dell’assedio di Torino del 1706
, Torino: Offi-
cina Poligrafica editrice subalpina, 1914, p. 9.
13
Notizie estratte dal Ceremoniale della R. Corte di Savoia
, in A
NTONIO
M
ANNO
,
Relazione e documenti sull’asse-
dio di Torino nel 1706
, in «Miscellanea di Storia Italiana», Torino: Bocca, 1878, XVII, p. 483. Si veda di Francesco
Ludovico Soleri il
Diario manoscritto dal 22 marzo 1682 al 27 febbraio 1721 e il suo giornale dell’assedio del 1706
,
trascritti in D
INA
R
EBAUDENGO
,
Torino racconta
, Torino: Albra, 1969, p. 125.
14
Notizie estratte dal Ceremoniale della R. Corte di Savoia
cit., p. 486.
15
AST, Corte,
Storie della Real Casa
, cat. 3, m. 20, n. 25,
Diario dell’assedio di Torino nell’anno 1706
, f. 37
r
.; F.L.
S
OLERI
,
Giornale dell’assedio del 1706
cit., p. 163.
16
Ibid
., p. 167.
17
G
IUSEPPE
F
ROLA
,
Due relazioni importanti inedite dell’assedio e della battaglia di Torino
, «Bollettino Bibliografi-
co Subalpino», XI (1906), fasc. 2, p. 2.
18
ASCT,
Ordinati
, vol. 236, c. 210, verbale della seduta 28 giugno 1706.
19
AST, Corte,
Lettere vescovi
, Arcivescovi di Torino, m. 1, lettera di Michele Antonio Vibò, 6 agosto 1706.
Francesco Solimena,
San Filippo Neri intercede per la
città di Torino presso la Madonna col Bambino
, olio
su tela, 1723 (Torino, Chiesa di San Filippo).




