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città il beato Amedeo di Savoia e sant’Antonio da Padova

25

. La scelta di san Fran-

cesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra-Annecy, e di santa Deodata rispon-

deva a un preciso desiderio di Vittorio Amedeo II e della consorte Anna

d’Orléans. La protezione e l’intercessione di Francesco di Sales, figura di grande

rilievo nella storia politico-religiosa sabauda, apparivano particolarmente appro-

priate a motivo dei suoi rapporti privilegiati con duchi e duchesse di casa Savoia.

A Francesco di Sales Carlo Emanuele I aveva conferito incarichi sia religiosi, come

la ricattolizzazione dei territori savoiardi passati al calvinismo, sia politici, come

l’ambasciata a Parigi per negoziare il matrimonio tra il principe Vittorio Amedeo

e Cristina di Francia, la quale a sua volta gli sarebbe rimasta molto legata

26

. Egli

aveva offerto come vescovo un modello di governo ecclesiastico del territorio

capace di cooperare con il potere politico e aveva divulgato un modello di «vita

devota» compatibile con il mondo e con la società che si confaceva particolarmen-

te al ceto della borghesia civile. Anche la figura di santa Deodata può essere ricon-

dotta alla religiosità di impronta salesiana, in quanto il Consiglio comunale si

preoccupò di dare notizia della sua elezione alle monache della Visitazione, l’ordi-

ne religioso femminile istituito a partire dal 1610 da Francesco di Sales e da Gio-

vanna Frèmyot de Chantal. Quest’ultima nel 1638 aveva fondato a Torino il mona-

stero delle visitandine cui Matilde, figlia di Emanuele Filiberto, aveva deciso di

donare le proprie sostanze

27

. Che a inizio Settecento vi fosse un legame tra santa

Deodata e la socialità femminile di corte si può intuire sia dal desiderio espresso

dalla duchessa di averla comprotettrice della città sia dall’esposizione delle sue

reliquie, cioè l’intero suo corpo, nella cappella reale durante una novena alla santa

Sindone

28

. Ma a differenza di Francesco di Sales il rilievo pubblico di santa Deo-

data ebbe vita breve: il suo nome non compare nel lungo elenco dei santi protet-

tori della città stilato nel 1753 da Craveri a conclusione della sua

Guida

, dove l’u-

nica figura sacra femminile, e la più rilevante, è quella della Vergine della Conso-

lata, proclamata patrona della città nel 1714

29

.

La scelta del terzo comprotettore, san Francesco da Paola, che invece sarebbe

rimasto nel novero dei patroni urbani, può essere fatta risalire al rapporto partico-

lare instauratosi durante l’assedio tra il Consiglio municipale e i frati minimi di san

Francesco da Paola, presso il cui convento, situato nella più sicura contrada di Po,

il Consiglio stesso trasferì la propria sede di riunione a partire dal 28 giugno

30

.

Novene e devozioni furono sollecitate dal Consiglio comunale presso numerosi

luoghi di culto cittadini, cominciando dalle chiese dei Santi Martiri, dell’Ospeda-

le di Carità, di San Filippo (24 maggio) e di Sant’Antonio Abate (7 giugno). Il 19

giugno il Consiglio donò un «rubbo» di cera al padre Sebastiano Valfrè, affinché

organizzasse una novena «come meglio gli parerà». Così, al termine della prece-

dente «novena di santi Principi di Piemonte»

31

, si tenne nella cappella reale una

La Vergine del Rosario con san Domenico e santa

Caterina, incisione di Giovanni Gerolamo Frezza su

disegno di Giulio Cesare Grampin, 1719 (ASCT,

Colle-

zione Simeom

, D 2289).

25

Ibid

., vol. 235, c. 100, verbale della seduta del 1 giugno 1705. Sulla figura del beato Amedeo di Savoia si veda:

P

AOLO

C

OZZO

,

La geografia celeste dei duchi di Savoia. Religioni, devozioni e sacralità in uno Stato di età moderna

(secoli XVI-XVII)

, Bologna: il Mulino, 2006, pp. 204-212.

26

Dell’amplissima bibliografia dedicata a san Francesco di Sales mi limito a indicare il classico É

TIENNE

-M

ARIE

L

AJEUNIE

,

Saint François de Sales. L’homme, la pensèe, l’action

, 2 voll., Paris: Victor, 1966 e F

RANÇOIS DE

S

ALES

,

Oeuvres

, Paris: Gallimard, 1969.

27

M

ICAELA

V

IGLINO

D

AVICO

,

I monasteri della Visitazione in Torino. Sedi di un ordine e vicende di una città

, Tori-

no: Scuola grafica salesiana, 1981.

28

L’esistenza della reliquia di santa Deodata Vergine presso la cappella della Sindone è menzionata da G.G. C

RA

-

VERI

,

Guida de’ forestieri per la Real Città di Torino

cit., pp. 25-26.

29

Craveri (

ibid

., p. 177) elenca i «santi protettori della città» secondo questo ordine: «La Vergine della Consola-

ta, S. Gio Battista Primo Protettore, S. Secondo Protettore particolare, SS. Martiri Solutore, Avventore ed Otta-

vio, S. Giuseppe, S. Valerico Abate, S. Francesco Saverio, S. Antonio di Padova, S. Francesco di Sales, B. Ame-

deo, S. Francesco di Paola, S. Rocco, S. Filippo Neri, S. Vincenzo Ferrero, S. Maurizio Protettore della Real Casa

e di tutto lo Stato».

30

ASCT,

Ordinati

, vol. 236, cc. 206-207 e 209, verbale della seduta del 28 giugno 1706.

31

Ibid

., c. 202, verbale del 19 giugno 1706; AST, Corte,

Casa Reale

, Lettere Santi, m. 1, f. 17, lettera di Valfrè a

S.A.R., 19 giugno 1706.