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1
F
ERNAND
B
RAUDEL
,
L’Italia fuori d’Italia. Due secoli e tre Italie
, in
Storia d’Italia
, 2 voll., Torino: Einaudi, 1974,
II, p. 2243.
2
Su tale argomento si veda E
NRICO
S
TUMPO
,
Guerra ed economia. Spese e guadagni militari nel Piemonte del Sei-
cento
, in «Studi storici», XXVII (1986), n. 2, pp. 371-395.
Le finanze e la guerra
di Enrico Stumpo
FINANZA E DEBITO PUBBLICO NEL PIEMONTE SABAUDO ALL
’
INIZIO DEL SETTECENTO
.
Quando, circa un secolo fa, Giuseppe Prato e Luigi Einaudi dedicarono alcuni
importanti studi alla storia della finanza pubblica in Piemonte e al costo della
guerra di successione spagnola nei domini sabaudi, le loro conclusioni offrirono
un’immagine sostanzialmente positiva della situazione finanziaria del ducato.
Rimasti a lungo insuperati, tali lavori si possono oggi rileggere con maggior atten-
zione, perché le nuove ricerche e i nuovi studi sul tema della finanza pubblica, in
Italia e nell’Europa del tempo, permettono una nuova valutazione della realtà dei
domini sabaudi in quegli anni.
L’azione pubblica in campo finanziario, in uno stato della prima età moderna,
come pure il ricorso o meno alla creazione di un debito pubblico consolidato,
rispondeva a precise norme politiche ed economiche. Come ha ricordato lo stes-
so Braudel: «ogni grandezza viene esercitata attraverso un sistema di azione e vigi-
lanza, ossia attraverso un sistema economico cui viene ad aggiungersi un sistema
politico»
1
.
Tali norme, per i Savoia, si possono riassumere in un solo imperativo: sopravvive-
re. Passaggio obbligato verso la penisola, lo stato sabaudo fu coinvolto, per quasi
due secoli tra Cinque e Seicento, nelle guerre fra Francia e Spagna, anche se il
vero nemico fu per lungo tempo la prima e unica nazione che avrebbe voluto
effettivamente inglobare i domini sabaudi. La Spagna preferì utilizzare il Piemon-
te in funzione antifrancese, se non altro per non dover impegnare le proprie risor-
se a difenderlo, come era accaduto per lo stato di Milano. Per fare un solo esem-
pio, fra il 1600 e il 1714, il paese conobbe ben 38 anni di guerra effettiva, più 19
anni di guerra civile e di quella franco-spagnola, tra il 1640 e il 1659; ma subì
anche gravi danni durante la peste del 1630 che, sembra, uccise circa un quarto
della popolazione, operando otto volte di più di tutte le guerre messe insieme.
Eppure nei primi anni del Settecento il paese aveva reintegrato la sua popolazio-
ne, che nel Piemonte era stimata in circa 800.000 unità, e godeva di una situazio-
ne finanziaria solida, con un debito pubblico molto ridotto rispetto ad altri stati
italiani
2
.
In questi anni la finanza sabauda si basava sulla riscossione di due fondamentali
tipi di imposta: le gabelle sui consumi e sul commercio di importazione e di




