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D’altro canto ciò è confermato dallo scarso grado di indebitamento delle comu-
nità di metà Settecento studiate da Prato, che rileva la situazione seguente
8
:
Comunità
656 di cui
Percentuale
Senza debiti
316
48,17
Con redditi superiori
200
30,50
agli interessi
Con redditi inferiori
140
21,34
agli interessi
Occorre ancora ricordare come nel Piemonte del primo Settecento gran parte dei
beni fondiari fosse sottoposta ai tributi statali, a differenza di quanto accadeva in
altri stati; oltre il 55 per cento dei beni allodiali lo erano, e tali beni fornivano il
75 per cento del reddito complessivo; le percentuali dei beni ecclesiastici e feuda-
li esenti erano nell’insieme di poco superiori al 13 per cento, mentre in altri stati
potevano raggiungere il 30 o il 40 per cento; infine il 16 per cento era costituito
da beni comuni e il 9,4 per cento da beni infruttiferi.
Se si considera che i beni comuni e i beni infruttiferi, ovvero circa il 28 per cento
della superficie agraria, non avevano reddito, si potrà capire che i tributi colpiva-
no oltre il 60 per cento dei beni agricoli in Piemonte, ma tali beni costituivano più
dell’82 per cento del reddito agricolo del paese
9
. La tassazione finiva dunque per
colpire i redditi agricoli in misura abbastanza equilibrata; i proventi erano com-
plessivamente elevati e gestiti con una certa razionalità.
8
G
IUSEPPE
P
RATO
,
La vita economica in Piemonte a mezzo il secolo XVIII
, Torino: Sten, 1908, pp. 399-401.
9
L. E
INAUDI
,
La finanza sabauda all’aprirsi del secolo XVIII e durante la guerra di Successione spagnola
cit., p. 64.
Gabriel Bodenher,
Turin die Haupt-Statt in Piemont
[...]
, incisione in rame, [1704] (ASCT,
Collezione
Simeom
, D 148).




