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Sottoscrittori di 68 luoghi del monte di San Giovanni Battista: Torino, agosto
1706.
Signor Mareni, per lire 900
Signora Isabella Rol, per lire 3100
Hebreo Jona, per lire 1650
Signora Teresa Ferrera, per lire 2500
Abbate Doria, per lire 1900
Senatore Richelmi, per lire 1200
Signora Govona, per lire 1500
Signor D. Nasi, per lire 3000
Signor Gagliardo, per lire 3000
Signor Pompeo, per lire 1050
Signor Grison, per lire 500
Signor Giovanetti, per lire 1500
Signor Galitiano, per lire 2000
Le somme investite non erano evidentemente molto elevate, ma la situazione della
città nell’ultimo mese dell’assedio era, come si è visto, davvero drammatica. Non
stupisce invece la scarsa presenza dell’antica nobiltà e la larga partecipazione di
numerosi funzionari, borghesi o neo titolati. Molti nobili erano impegnati al
seguito delle armate sabaude, altri si erano ritirati nei feudi situati fuori dai terri-
tori contesi, altri ancora erano impegnati nelle varie missioni diplomatiche. Del
resto la maggior partecipazione di borghesi, funzionari o neo titolati, negli inve-
stimenti del debito pubblico in Piemonte era un fenomeno già colto da Einaudi.
Così anche nelle prime quattro sottoscrizioni del Monte della Fede promosse fra
1653 e 1668 questa era stata la distribuzione sociale, in percentuale, degli acqui-
renti
21
:
Nobiltà
Neotitolati Borghesi
Clero
Enti
antica
e ordini
Importo
34.341
45.632 38.974 36.439 13.949
Percentuale 20,28
26,95 23,01 21,52
8,24
Magistrati, borghesi e neo titolati avevano acquistato il 50 per cento dei titoli
offerti, mentre la nobiltà antica solo il 20. Ciò è confermato anche dalle successi-
ve erezioni dei Monti di San Giovanni Battista (1681-1708), con la garanzia della
città di Torino:
Nobiltà Neotitolati Borghesi Clero
Enti
antica
e ordini
Percentuale
29,7
14
27,5
22,3
6,5
Anche in questo caso la nobiltà antica risultava aver acquistato il 29,7 per cento
del capitale, mentre magistrati, borghesi e neo titolati il 41,5, a fronte del 22,3 per
cento ceduto al clero e agli ordini religiosi e il 6,5 agli enti laici. Lo confermano
del resto anche le alienazioni del tasso, effettuate tra il 1704 e il 1709, come si può
notare dall’annessa tabella
22
:
Quietanza per la somma di 12.400 ducati rilasciata
alla Città di Torino dal Tesoriere Generale, 1707 (ASCT,
Carte sciolte
, n. 5267).
21
E
NRICO
S
TUMPO
,
La distribuzione sociale degli acquirenti dei titoli del debito pubblico in Piemonte nella seconda
metà del Seicento,
in J
EAN
-C
LAUDE
W
AQUET
(a cura di),
La fiscalité et ses implications sociales en Italie et en Fran-
ce aux XVIIe et XVIIIe siècles
, Roma: Ecole française, 1980, pp. 113-124.
22
L. E
INAUDI
,
La finanza sabauda all’aprirsi del secolo XVIII e durante la guerra di Successione spagnola
cit., p. 273.




