Table of Contents Table of Contents
Previous Page  96 / 336 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 96 / 336 Next Page
Page Background

96

attendere a lungo la liquidazione delle loro spettanze. Così anche i più modesti

servitori o i fornitori aspettarono il saldo di quanto avevano maturato: sarti, scu-

dieri, cuochi, calzolai, sellai, giardinieri, pittori, fornitori diversi, coinvolti nei

sacrifici richiesti a tutta la popolazione, ricevettero le proprie competenze con

anni e anni di ritardo

30

.

Infine, nell’estate del 1713, la notizia della pace finalmente raggiunta con la Fran-

cia e siglata a Utrecht fu accolta a Torino e nel paese con grandi manifestazioni di

gioia e di giubilo. Per tre giorni le strade della città furono illuminate a festa. Pro-

cessioni e parate celebrarono la fine della guerra e la tanto sospirata elevazione

alla dignità regia di Vittorio Amedeo II. Il 3 agosto fu celebrato un grande

Te

Deum

, nella cattedrale, con salve di cannone e di moschetti, musica e balli nelle

piazze, e imponenti fuochi d’artificio.

L’alleanza con le potenze marittime, Inghilterra e Olanda, aveva segnato una

nuova fase della storia della diplomazia sabauda. Lo stato era ormai inserito nei

giochi di potere della diplomazia europea: rappresentanze permanenti erano state

aperte a Londra, L’Aja, Vienna e Madrid. Il titolo regio di Vittorio Amedeo II fu

un segno importante che ribadiva la nuova posizione raggiunta dallo stato, come

la nuova dimensione assunta dall’esercito che dopo Utrecht restò sul piede di

22.400 uomini, forza certamente più ridotta rispetto alle grandi monarchie euro-

pee, ma davvero unica nell’Italia del tempo.

Battaglia di Torino, incisione di Carl-Eduard Sonne e

Paolo Toschi su disegno di Pietro Ayres dal dipinto di

Jan van Huchtenburg, [1838] (ASCT,

Collezione

Simeom

, D 195).

30

G

IUSEPPE

P

RATO

,

Il costo della guerra di Successione spagnola e le spese pubbliche in Piemonte dal 1700 al 1713

,

Torino: Bocca, 1907, pp. 365-381.