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principe Eugenio. In sintesi estrema i danni subiti dagli abitanti del Piemonte

furono stimati in lire 37.325.415 con una ripartizione del tutto analoga a quella

della tabella precedente.

Potrebbe essere anche interessante distinguere i danni provocati dai nemici da

quelli dell’esercito sabaudo-imperiale. In tal caso alla somma complessiva di lire

37.325.415 andrebbe tolta quella di lire 8.338.189, equivalente ai danni provoca-

ti dall’esercito alleato. Ciò che più colpisce è che di tale somma, certo molto infe-

riore al valore dei danni provocati dai francesi, ben 4.985.637 lire sono da impu-

tare all’asportazione di mobili e vettovaglie, a conferma che il saccheggio era abi-

tuale presso tutti gli eserciti del tempo.

Le province meno colpite erano state quelle periferiche: Saluzzo, Biella e Mon-

dovì, con danni stimati in somme inferiori al milione di lire piemontesi, mentre

Alba, Fossano e Cuneo avevano subito danni equivalenti alla somma di 1.500.000

lire circa ciascuna. Infine Vercelli e Asti, pur non arrivando alla gravità dei danni

patiti dalla provincia di Torino, avevano comunque avuto perdite per somme

superiori ai 5 milioni di lire.

Era iniziato da tempo, da parte della Camera dei Conti, l’esame delle contribu-

zioni inesatte o non pagate dalle comunità che, nel 1713, ammontavano a lire

3.713.060, un danno tuttavia non certo grave, provocato dalla forzata insolvenza

di molte di loro

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. Nel complesso occorre tuttavia sottolineare una particolare

caratteristica del Piemonte sabaudo e cioè che negli anni di pace il governo riu-

sciva a riscuotere nel paese circa il 95 per cento dei tributi e delle gabelle dovute,

una percentuale forse unica nell’Italia del tempo. Naturalmente, nel corso della

guerra, l’esazione di tributi e gabelle divenne sempre più difficile, spesso impos-

sibile, nei territori occupati dal nemico.

Eppure, nonostante tutto, solo nell’anno più critico, il 1706, fu impossibile

riscuotere più del 25,99 per cento delle somme dovute. Già l’anno seguente la

percentuale risalì al 48,57, attestandosi nei successivi a oltre il 60 per cento, a

testimonianza della disciplina fiscale di tutto un popolo, abituato al senso del

dovere e del sacrificio. A tale percentuale delle somme effettivamente riscosse

Turin

, incisione in rame, 1720 circa (ASCT,

Collezione

Simeom

, D 153).

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Ibid.

, pp. 377-379.