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LA FINANZA DI GUERRA E I SUSSIDI DELLE POTENZE ALLEATE
. La situazione finan-
ziaria del paese era dovuta a una favorevole congiuntura tuttora poco considera-
ta anche dalla più recente storiografia sui domini sabaudi. I duchi di Savoia
affrontarono per oltre un secolo e mezzo le diverse guerre in cui si trovarono
coinvolti grazie agli aiuti finanziari delle potenze alleate, un caso davvero unico
nell’Italia del tempo e paragonabile solo, a livello europeo, a quello della Svezia
di Gustavo Adolfo. In una sola occasione il Piemonte si trovò isolato contro un
potente avversario e cioè nella guerra voluta da Carlo Emanuele I per la conqui-
sta del marchesato di Saluzzo, nel 1600-1601, contro la Francia di Enrico IV.
Il caso della Svezia di Gustavo Adolfo, impegnata duramente durante la guerra
dei Trent’Anni, è molto più conosciuto e studiato. Il sovrano svedese aveva fatto
della Svezia «una nazione in armi, che viveva di guerra e faceva della guerra la sua
industria nazionale»
10
. Egli aveva affiancato ai soldati mercenari, impegnati nella
guerra, un esercito nazionale reclutato nelle campagne; aveva sviluppato un’indu-
stria delle armi sfruttando la ricchezza dei giacimenti di ferro e di rame del paese;
soprattutto aveva ottenuto, tramite le cosiddette
Licenze prussiane
, di pagare
parte dei costi della guerra imponendo dapprima dazi e tasse nei porti del Bran-
deburgo e più tardi in Livonia. Egli fu così in grado di finanziare almeno il 20 per
cento di tali costi, anticipando una politica che fu poi adottata anche dalla Prus-
sia. Tra il 1637 e il 1679 il sistema delle
Licenze prussiane
fu sostituito dai
Sussidi
francesi
, davvero sostanziosi, tanto che alcuni studiosi hanno parlato della Svezia
di quel periodo come di un «satellite francese»
11
.
Il sistema degli aiuti finanziari forniti dalle nazioni alleate servì anche alla Prus-
sia di Federico Guglielmo, nella seconda metà del Seicento, per costituire per
la prima volta un esercito permanente reclutato nella guerra del 1655-1660.
Nelle successive guerre contro la Francia Federico Guglielmo ottenne dap-
prima gli aiuti finanziari olandesi e poi, dopo il 1679, quelli della Francia di
Luigi XIV
12
.
Tale sistema tuttavia era già stato inaugurato dai duchi di Savoia ancora prima
dell’inizio della guerra dei Trent’Anni. Carlo Emanuele I, infatti, si era trovato
coinvolto nella prosecuzione della prima guerra del Monferrato, tra il 1616 e il
1617, impegnato da solo contro la Spagna. In quegli anni tuttavia egli riuscì a
ottenere dalla repubblica di Venezia la somma di 1.210.530 zecchini d’oro come
aiuto finanziario, una somma in moneta forte che servì a coprire il 34,9 per cento
del totale delle spese di guerra. Altre somme ebbe da Venezia nel 1624, mentre,
in occasione della seconda guerra per il Monferrato, ricevette dalla Spagna un
contributo denominato «denaro di Milano». La successiva alleanza con la Fran-
cia, perseguita da Vittorio Amedeo I, fu ripagata con il versamento di 300.000 lire
di Piemonte all’anno per tutta la durata delle campagne militari. Alla pace del
1659 seguì un lungo periodo di tranquillità nel paese, interrotto dalla guerra della
Lega d’Augusta (1690-1696). Questa volta a pagare la somma di 15.773.480 lire
di Piemonte, pari al 22,2 per cento delle spese militari, furono Olanda, Spagna e
Inghilterra. Infine, proprio durante la guerra di successione spagnola, Vittorio
Amedeo II ottenne ben 43.276.939 lire, pagate da Inghilterra e Olanda, pari al
49,3 per cento delle spese militari
13
.
10
I
MMANUEL
W
ALLERSTEIN
,
Il sistema mondiale dell’economia moderna
, 3 voll., Bologna: il Mulino, 1982, II,
p. 287.
11
Ibid
., pp. 283-295; si veda anche C
LAUDE
J. N
ORDMANN
,
Grandeur et liberté de la Suède (1660-1792)
, Paris: Bea-
trice-Nauwelaerts, 1971; G
EOFFREY
P
ARKER
,
La guerra dei Trent’Anni
, Milano: Vita e Pensiero, 1994, pp. 207-241
e 255-278.
12
F
RANCIS
L
UDWIG
C
ARSTEN
,
Le origini della Prussia
, Bologna: il Mulino, 1982, pp. 311-314.
13
E. S
TUMPO
,
Guerra ed economia
cit., p. 383; I
D
.,
Finanza e stato moderno nel Piemonte del Seicento
, Roma: Isti-
tuto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, 1979, pp. 406-411.
Giovanni Michele Graneri,
Soldato croato
, olio su tela,
1750 circa (MCAA).




