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Scheda: Tema - Tipo: Storia

Bombardamenti e danni di guerra: gli edifici scolastici

Durante i bombardamenti moltissime scuole furono trasformate in ricovero pubblico, molte si dotarono di rifugi antiaerei, molte furono colpite, danneggiate o distrutte dalle bombe.


Inizio: 1940

Fine: 1945

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  • Le scuole di ogni ordine e grado, gli istituti, l'Università, il Politecnico e le strutture assistenziali, furono protagoniste degli anni della guerra in città. I bombardamenti colpirono duramente gli edifici scolastici, un caso emblematico è quello della scuola Vittorino da Feltre in via Finalmarina che venne quasi totalmente distrutta. Ovviamente le scuole più a rischio erano quelle situate nelle vicinanze degli stabilimenti, quali Lancia, Viberti e Fiat. In tempo di guerra gli edifici scolastici subirono trasformazioni: 104 scuole furono trasformate in ricovero pubblico e molte si dotarono di rifugi antiaerei, utilizzati dagli alunni e dalla popolazione della zona. L'allarme antiaereo in città era dato dal suono contemporaneo di 57 sirene dislocate su vari edifici, in particolare scuole. Il 2 novembre 1942 fu utilizzato per la prima volta il rifugio antiaereo della scuola Manzoni, che ospitava 1400 alunni oltre a insegnanti e genitori; e il Patronato scolastico, per provare a tranquillizzare i bambini rifugiati nel sotterraneo, mise a disposizione biscotti e marmellata.

    Dal 22 novembre al 15 febbraio 1943 le scuole furono forzatamente chiuse e, al termine della lunga stagione dei bombardamenti, dei 74 edifici scolastici municipali presenti in città 5 risultavano gravemente danneggiati e non riparabili, 16 danneggiati gravemente ma riparabili e 39 colpiti in maniera più lieve. A questi danni si sommano quelli delle scuole private, con 4 edifici completamente distrutti, 8 non riparabili, 10 riparabili e 19 danneggiati. Tra gli edifici scolastici colpiti c'è anche la scuola Tommaseo, che ospitava anche la sede del Regio Ispettorato scolastico, costretto a installarsi in una succursale della scuola Vittorio Amedeo, in zona Sassi. Le scuole Coppino, Duca d’Aosta, Gabelli, Manzoni, Muratori, Pacchiotti, Rayneri e Tommaseo furono trasformate in rifugio per le famiglie rimaste senza tetto. Le scuole Baricco, Ponte Stura, Mirafiori e Vittorio Amedeo in un primo tempo furono occupate dai comandi tedeschi e dai comandi della Flak, cioè della difesa contraerei. A questi numeri si sommano 120 locali scolastici occupati dagli uffici della Fiat, 25 da ospedali e 46 da uffici pubblici. Il 15 febbraio 1943 ripresero le lezioni ma molti genitori non mandavano i figli a scuola per non esporli a ulteriori rischi, infatti i frequentanti risultano essere 6.936 a fronte di 36.539 iscritti.

    I segni della guerra rimasero visibili nelle scuole torinesi ben oltre il 1945. Le schede degli edifici scolastici qui allegate danno conto, in uno specifico paragrafo, dei danni subiti, e presentano le planimetrie degli isolati relativi (in rosso i piani o le porzioni di fabbricato distrutte, in blu le parti sinistrate). Nelle schede sono altresì presenti due tipi di mappe delle zone della città che danno un quadro d'insieme decisamente significativo: la prima con i danni subiti dall'area, che presenta le zone più gravemente colpite in rosso e in rosa quelle con danni più lievi; la seconda con i punti in cui sono cadute bombe e spezzoni incendiari. La scheda UPA, Ufficio Protezione Antiaerea, fornisce alcune indicazioni sui fondi archivistici consultati, digitalizzati e resi disponibili online.

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Archivio Storico della Città di Torino, Fondo danni di guerra

    Luoghi correlati

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    • MuseoTorino