mento gigantesco: d ie un
Leonardo maschera dietro
una specie di scetticismo in
l'orma di pittura quello die
doveva essere il dramma in
terno; vediamo un Mante*
»na stagliare facce e profili
angolosi e d u ri: poco più
tardi un Tiziano sfogherà iu
orge di colore un'ehhrezza
che può anche essere dolore
travestito da felicità sen-
«naie; e questi cari e q tic ti
pittori continuano ad espor
re a grandi tratti coscien
ziosi episodi >u ordinazione,
molto preoccupati della for
ma e della scuola e del tri
vio e del quadrivio pitto
rico. mentre per tutta Italia
corrono lampi di guerra c
corrucci di invasioni.
Ma allora è proprio questo
Piemonte
d ie
sa
essere
ipieto e sereno anche in
tempi turbati, sicuro della
M ia
via molto chiara e di
ritta. Questo, d ie saprà ac
quetare una sua fisionomia
a n c h e q u a n d o g l i a lt r i
avranno
perduto
la
Ioni
particolare; che in mezzo a
guerre e flagelli d o g n i qua
lità. saprà introdurre e con
servare in Italia un barocco
intelligente e in gran parte
nuovo, anche se non sempre
geniale.
Si potrà ancora dire molte
cose, se si vorrà, ripren
dendo una storia della pit
tura in Piemonte dagli ini
zi, parlando di un oscuro
Johanne Raptista de Pine-
rolio, o dei tredici ignoti
illustratori del castello di
Rividi, (ino ad arrivare al
l'ottimo O t t o c e n t o : tutte
cose molto buone e sagge.
che mettono abbastanza in
alto questa terra nella con
siderazione
non solo dei
forti, ma anche dei *aggi.
PINO BAVA




