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CURIOSITÀ TORINESI

L A “ F A B B R I C A » R I P E L L I C C E

K A R A K U L

P R E S S O L A F A C O L T À R I

M E D IC IN A V E T E R I N A R I A

U n " prodotte „ Incrociato

T T u gregge si ammassava nei giorni scorsi in via

Nizza dinanzi all’edifìcio dove ha sede lu Fa­

coltà di medicina veterinaria. Le pecore sollecitate

da un furibondo cane irrompevano accavallandosi

l'una sull’altra nel cortile e i cancelli si richiudevano

facendole prigioniere.

Era l’ora dell'ainbulatorio. Una mucca legata ad

un anello fissato nel muro volgeva verso l’irrucnte

branco i grandi occhi stupiti; un cavallo tenuto per

la cavezza da uno stalliere guardava anch’esso com-

miserevolmente le irrequiete bestiole, verso le quali

si affissavano pure gli sguardi dei cani e dei gatti che

alcune donne tenevano in braccio.

Era possibile che un così considerevole numero

di pecore si presentasse in blocco alla visita dei

me<lici e veterinari chirurgici «li turno?

Quelle pecore — a «lifferenza «l«*gli altri animali che

attendevano n«*l «-ortile — non accusavano alcun

male. Esse tornavano dai pascoli alpini — dove

avevano tricorsa Testate — all’ovile razionalmente

per loro costruito nell'istituto di zootecnia dove il

prof. Antonio Campus, che lo dirigi*, continua le inte­

ressanti esperienze iniziate in Sardegna per ottenere

le preziose pellicce karakul!

(ìli immensi vantaggi che all’economia nazionale

può portare una intensificata e razionale produzione

della lana, e specialmente l’industria della produ­

zione di pellicce simili-persiani, ha indotto gli stu«liosi

a tentare una serie di incroci che hanno portato a

vari risultati.

Il gregge allogato nell'ovile dell'istituto di medi­

cina veterinaria, reparto Zootecnia, ne è una prova.

L'introduzione nei greggi della Sardegna della pecora

da pelliccia kàracul — nome che prende dalla steppa

salata dell'Asia Centrale, ad occidente ili Hukara

in cui vive

—*

ha permesso al prof. Campus una

serie di osservazioni e di esperienze «'he portano a

favorevoli pronostici. Egli afferma cioè <*he l’incrocio

karacul-sarda può essere attuato, sia pur limitata-

mente, in determinate zone «lell'Isola.

L ’Italia ha un patrimonio ovino di 8.S6M.470 capi.

Alla testa delle provincie italiane sta quella di Ca­

gliari con 657.1Ì00 capi a cui fa seguito Roma con

(>04.870. L ’allevamento delle pecore rappresenta un

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