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I

l Giro <l«*l Piemonte ciclistico, tipica, anziana c

classica manifestazione locale, si è disputato il

10 ottobre per la L'H» volta. Regista: la - Gazzetta

del Popolo i, che aveva per aiutante la S. ('. Vigor;

attori: i corridori migliori d'Italia: pubblico: la

massa torinese e delle provincie piemontesi. Gran

gala del ciclismo, dunque, se v'è stata si grande mo­

bilitazione. K gran gala lo è stato davvero il «G iro »

se

ha saputo portare per circa

l’HO

chilometri (come

un film a lungo metraggio, in un solo spettacolo)

la fiamma della passione nel cuore di chi vive e si

entusiasma per i varii spettacoli sportivi. Mai pre­

parazione e organizzazione è stata più accurata,

mai attori hanno recitato così bene la loro parte,

e critici e scrittori sportivi si sono trovati più d'ac­

cordo nell'csaltarne le bellezze e le qualità intrin­

seche. Successo! Ecco il sigillo con cui si è chiuso

e passato alla storia il Giro del Piemonte.

A creare il successo sono concorsi molti fattori.

11 motivo dominante, quello che si stacca dal gran

quadro della manifestazione, è dipeso |>erò in gran

parte da un attore, il cui nome è simbolo e orgoglio

per gli sportivi: Gino Bartali.

( ’i pare ancora di vederlo Bartali, con quel suo stile

tutto particolare, che non è però un capolavoro di

plastica atletica, lanciato alla conquista della v it­

toria. La vittoria è perù una dea, su|»erha quanto è

capricciosa la sua amica « bendata », che bisogna

saper conquistare, nel senso lato della parola. K Par­

tali pagò col sacrificio (sotto forma d'una paurosa ca­

duta e relative conseguenze) la conquista della dea

alata. Kcco. Si costeggiava di buon mattino, il fiume

Po, sulla strada che adduce a ( ’arignano. I corridori

procedevano veloci, compatti,come in un «pacchetto».

Faceva freddo, una nebbia che sembrava sprigionane

tesi da una caldaia rendeva tutto e tutti impregnati

d'umidità. Il nastro stradale, color grigio-ferro, era v i­

schioso. Pareva una trappola per gli uccelli intirizziti.

Invece ci accorgemmo l>en presto che non era altro che

un'insidia per gli atleti. Gli occhi di uno di questi,

forse a causa della nebbia, dovevano essere appannati

se non si accorse di tale insidia. Ragione per cui sul

una brusca sterzata non si resse più in equilibrio e

cadde. I n tonfo, qualche gridìi, qualche lamento e ru­

more di ferraglie. Frano caduti parecchi corridori, in­

sieme al malcauto. Manubri contorti e fragili ruote

divette stavanp dopo pochi istanti nelle mani dure e

fredde degli atleti, che cercavano di ridonare la pri­

mitiva forma o di riparare in qualche modo. Com­

piuta l'operazione in men che non si dica ripartivano

(non senza essersi prima tastate le ossa) alla caccia del

grup|Mt fuggente nella foschia. Due uomini soli erano

ancora a terra: Hartali e Bini. Entrambi feriti, en­

trambi che si lamentavano, l'n nugolo di persone

erano attorno ai due infortunati. Si profilava in­

tanto il dramma. Se Bini e Bartali si ritiravano,