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EDUCAZIONESCIENTIFICAEORDINAMENTOCORPORATIVO

(

ihi per ragioni «li studio e di professione ha potuto

seguire più da vieino l'indirizzo impresso dal

Dure all'eeonomia industriale, aziendale, commerciale

e bancaria del paese, si è reso perfettamente conto

della grandiosa, imponente trasformazione ili opere

e di pensiero.

(Quando si dice corporativo non si intende solo una

premessa, un dato di fatto da cui dedurre certe

logiche conseguenze; si vuol significare qualche cosa

ili più; si vuol intendere un sistema nuovo che, sorto

per reazione ad un altro ormai superato dai dati

stessi della storia, modifica, ]>er volere del genio che

l'Iia ideato ed attuato, i postulati della politica eco­

nomica generale della Nazione.

K come Walter Hathenau pensava fin dal 1917

alla necessità di un'economia nuova da ricostruirsi

sulle macerie della guerra che anticipava fenomeni

e capitoli della storia sociale dei popoli, così in Italia

il genio costruttore di un Uomo ha voluto concretare

quella che un giorno amavano chiamare titubanti

professori di economia, il più grande esperimento

del secolo.

Ma

Ve*p e rimento

doveva diventare qualche cosa

•li più, che non si fanno esperimenti sul corpo sociale

come si farebbero in un chiuso laboratorio tra lam­

bicchi e storte.

* * *

Per cui di fronte alla nuova ridicale trasformazione

ilei sistema economico, che si identifica col sistema

politico (non potendosi realizzare in regime fascista

un fine qualunque economico, sociale, culturale ecc.,

se

non si uniforma al sistema politico, — principio

che trova rispondenza nel secondo comma della prima

dichiarazione della Carta del lavoro — sorgono pro­

blemi nuovi che l'esperienza mette a fuoco, così

non si devono tacere nel momento attuale, denso

•li studi e di giudizi diretti ad adattare il nuovo

ordinamento aziendale ai nuovi prìncipi e alle nuove

premesse dello stato corporativo, le funzioni che

spettano ai dottori e commercialisti.

Quando si parla «li riforme nel campo societario

o tzicndale, sia che riguardi il problema strettamente

finanziario o quello di amministrazione, di tutela e

•I: revisione, noi dobbiamo prospettarci la questione

n<>u prescindendo in nessun caso dai nini-etti basilari

ih Ilo stato corporativo. Il quale tende sempre più

a favorire un’economia programmata e quindi con­

trollata e diretta a tipo originalmente italiano lon­

tano da piani e forme straniere.

Quando

si

pensa che la

politica economica corpora­

tiva mira

necessariamente, entro l'ambito deil’inte-

rwse

nazionale,

a raggiungere posizioni prestabilite

che chiameremo « normali », a eliminare angolosità,

ad attenuare movimenti ciclici, a impedire elefan­

tiasi d'impianti (limitazione degli impianti industriali)

a regolare il credito riducendone l'espansione, a

correggere gli errori «lei capitale (inteso non come

categoria storica), ad armonizzare gli impulsi disor­

dinati degli uomini (consorzi obbligatori), a disci­

plinare l'uso dei vari fattori della produzione, affinchè

il principio teorico di sostituzione e surrogazione non

si attui a spese «li certe collettività lavoratrici, quando

si pensa a tutto questo non si può non meditare

seriamente sull'importanza che presentano gli studi

nelle facoltà di Economia e commercio ai fini corpo­

rativi.

ha politica economica corporativa mira insomma

a uniformare, a stabilizzare il gioco delle forze econo­

miche, sostituendo all'impulso del singolo l'impulso

« collettivo » dello Stato.

Strumenti legislativi, mezzi normativi, disunii

naturi, regolano l'attività produttiva, indirizzano la

vita economica nazionale con un minimo di attriti

verso quelle posizioni che singolarmente gli indi­

vidui avrebbero sperato con la loro azione indivi­

duale, di raggiungere, ma che invece non raggiun­

gono mai.

E come il Regime ha bisogno, oggi che si attua e

si realizza in pieno la fase corporativa, di strumenti

statistici ed economici opportuni per seguire da vicino

la vita del paese nelle sue varie manifestazioni onde

dirigerla, controllarla nell'ambito dell'auto-disciplina

delle corporazioni, così ha bisogno di elementi prepa­

rati per affrontare i nuovi temi e le nuove soluzioni

in tutte le varie attività aziendali, commerciali e

sindacali.

♦ * *

h'azienda del prossimo domani pur senza indulgere

su soluzioni estreme quali quelle recentemente pro­

spettate circa la necessità della penetrazione del

lavoro nella vita dell'azienda, sarà tipicamente una

azienda

mrporatiea

in quanto, se la responsabilità

è in pieno nelle mani dell'imprenditore, questa re­

sponsabilità tuttavia non va disgiunta da quella

non meno importante del lavoratore dell'azienda

stessa, il quale trova poi il collegamento con il datore

nella corporazione.

Del buon indiriszo del ciclo produttivo, oggetto

della corporazione, diventa, dal punto di vista corpo­

rativo, responsabile tanto l'imprenditore che il lavo­

ratore, ed ambedue sono strettamente interessati

alle soluzioni corporative dei problemi aziendali.

Per cui è assurdo, oggi, parlare di soluzioni in

questo campo per opera di una parte sola.