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tuonilo boccaccesco, il <|iial«* ribadisce flit* il inondo

U‘M|tar«lian«i spesso è costituito ila un ragionamento

cli> nasce

suh specie

ili

fn>i>sis.

e <|iiiutli come la sec­

chezza ili una metodologia facente capo alla in tu i­

zione pura o ad un universale astratto avulso dalla

corposità della Moria come vorrebbero alcuni a ltri.

\ a<iii assumendo una perentorietà sempre meno

per-uasiva; anzi è caratteristico come questi movi­

menti di superamento de ll'in tuizione pura che ieri

«i potexano dire ancora d'ord ine reazionario ed

iij»!Ì invece stanno assumendo uu carattere avan-

•Mi.irdistico si \adano facendo tutti o quasi tu tti a

proposito di Leopardi ili quanto si esi^e che l'im ­

magine superi sempre il suo modo decorativo e sia

non solo una determinazione sentimentale ma una

necessità lirica originata da una totalità espressiva

come centro di consapevolezza. Di qu i la necessità

di polarizzare la nostra attenzione per una p iù ap­

profondita comprensione del mondo e dell'arte leo­

pardiana alla luce di queste nuove esigenze che qua

e là cominciano ad affiorare, con un'insistenza con-

tiirhalrice. verso le «Operette m ora li» in cui pro­

prio non è più possibile distinguere quella frattu ra

Ira

modalità logica e lirica che sovente spezza e

frange l'u n ità di canti famosi come, per esempio.

« La Ginestra ».

In questo senso cioè della conquista lirica d i un

processo di estrema con-apevolezza del problema

«Iella morte, coiii|uista di un 'o rig ina lità spirituale

elle si fa stile e raggiunge la classicità per cui

« I uomo Leopardi è sintesi del travaglio umano di

ditta un'età, sintesi alta

e compiuta dove i ris u l­

tali dell'um anità roman­

tica a p p a io n o in una

nuova luce di verità, e

I uomo romantico si mo­

stra con lineamenti scar-

■liticati ed e s s e n z ia li »

come ebbe a dire recen­

temente L u ig i M a la g o li

nel .'Uo profondo e mo­

numentale se pur discu-

libile la \o ro sul «Grande

Leopardi» dev'essere in ­

tesi la nostra direzione

cliiarifìcati\a di questo

inondo il q u a le nono-

'tante i rip e tu ti sforzi

che la critica da ormai un

♦eeolo sta facendo, con­

tinua a rimanere in parte

chiù so, lontano, ostinato,

direi quasi ostile come

quella sua Natura che

r / li cerca sì d i dialetiz-

*are ma che sfugge forse

per i presupposti illu m i­

ni -tiri della sua forma­

to n e culturale a ll’ opera

di radicale creazione d e ll'io : anzi pare che egli

conquisti questa in fin ita libertà dello spirito a patto

di avere contro di sè cotesto lim ite estraneo contro

cui cozzare e da questa lotta disperata che egli con­

duce contro l'om e tto solo una volta riuscirà v itto ­

rioso: precisamente n e ll’ in fin ito : gli sarà dolce al­

lora naufragare in q u e ll'in fin ito mare: dolcezza di

naufragio che gli costerà però la perdita per l'arte

d e ll'u ltim o verso del canto mutato in netta foto­

grafia psicologica.

Le «Operette M o ra li» sono il libro del raggiunto

eq uilib rio e della compiuta unità nel mondo leo­

pardiano dove il dramma tra i centri logici cosi

\ i \ i in lu i ed i centri sentimentali ancora più vivi

si placa e. l ‘ uomo raggiungendo la saggezza, l'arte

ridente di questo afflato dalle tonalità oggettive.

Con ciò naturalmente noi non vogliamo essere

accusali di considerare il processo spirituale dei

Ganti, come momento a\ulso dalla storia artistica

leopardiana, ma piuttosto amiamo che si com­

prenda come proprio nelle « Operette M orali » co­

lesti due momenti, l'id illic o realizzato «piasi sem­

pre nei danti ed il pessimistico d 'origine illu m i­

nistica non rimangano più in una sterile dialettica

astratta ma \eramente si sintetizzino in quelPortra-

nico, conclusivo, centrale mondo delle « O p e ri... .

Solamente alla luce d i cotesto indirizzo si potrà

comprendere come duella storia spasmodicamente

in fieri

rappresentala da un processo in cui con flui­

scono una m olteplicità di toni quale dopo Dante

non s'era più av verata nella nostra letteratura, trovi

la sua espressione piena e conclusiv a nelle Operette.

E qui tornerà a proposito

la tanta abusata catarsi:

l'uomo giunto «a l senso

assoluto di n a u fr a g io »

può c o n te m p la re ormai

d a ll'a lto non solo quella

realtà esterna che tanto

lo aveva travagliato ma

anche la sua coscienza

interna: egli avrà ancora

un grido che è stato in ­

terpretato da alcuni come

impregnato d i trascen­

denza; la domanda te rri­

bile cioè che Gutierrez fa

a Colombo: « T u , in so­

stanza, hai posto la tua

vita e quella dei tuoi com­

pagni, in sul fondamento

di una semplice opinione

speculativa ! », ma sarà

l'ultimo:

chè

il «Gallo

silvestre» alzerà il

suo

canto

mirabile di conte­

nuta classicità su « questo

arcano, mirabile e spa­

ventoso d e ll’ esistensa

universale ».

FIMO IMMH