/.itili» «* ammaina bandiera; dalle 17 alle 18,15
stilili" e dopo-scuola; alleimi ricreazione; dalle
11
»
alle II»,ir* lavanda delle manie cena; ricreazione
tino alle 20,15; la preghiera e, alle 20,30, il silenzio.
Nei giorni festivi: dalle 7,30 alle
8
assistenza
alla Santa Messa; dalle
0
alle 10 corrispondenza
con le famiglie; dalle
10
alle
12
ricreazione, eser
cizi di ginnastica e passeggiata; dalle
13,30
alle 15
riposo;
dalle 15 alle 17 passeggiata, ricreazione e
merenda. Il resto come negli altri giorni.
Come si vede, l’applicazione si alterna, con
{jiiMo criterio, agli svaghi; v'è la rigorosa e ripe
tuta osservanza delle norme di igiene e di nettezza;
si mantiene elevatissimo il culto dei sentimenti
patriottici e religiosi.
Orario del jieriodo estivo: on* (5,1.*» sveglia, pu
lizia. pivghieni, saluto alla bandiera, ginnastica
espiratoria; ore
8
,ir* prima colazione e rien*aziouc;
dalle 0,30 alle 11,1"» bagno d’aria ed elioterapia;
un quarto d'ora di riposo all’ombra, indi lavanda
delle
mani e pranzo; dalle 13 alle 13,30 ricreazione,
seguita da un'ora e mezzo di riposo; alle 15 pu
lizia personale, lettura e corrispondenza con le
famiglie; alle
10
ginnastica e giochi collettivi;
Hi, 15 merenda; dalle 17 alle 10 passeggiata e ri
creazione; alle
10
pulizia jiersonale e cena; on*
20
ricreazione e ammaina bandiera; 20,45 preghiera;
ore
21
silenzio.
JiJ del più vivo intcìvsse, infine, qualche infor
mazione sul vitto: scelto, abbondante e sostan
zioso. Ad ogni colono si distribuiscono giornal
mente, fra i diversi pasti, duecento grammi di
latte, trecentosessanta di pane, cento di verdura
cotta, trecento di frutta fresca. Tutti i giorni, a
pranzo: carne, eccetto il venerdì in cui si serve il
pesce. La domenica: carne due volte. Tutte le
sere: un ovo. Minestra due volte al giorno. Due
volte alla settimana la pasta asciutta, due il mi
nestrone, una il risotto. Per la merenda pomeri
diana: trenta grammi di marmellata o miele o
frutta o formaggio, insieme col pane.
Ci fu concesso di entrare, in ore differenti del
giorno, nelle camerate, nelle aule e nelle sale di
ried izion e, sorprendendo i coloni intenti alla pu
lizia, allo studio, ai loro giochi. Ovunque, e sempre,
ordine, disinvoltura, garbo, rispetto reciproco, gio
condità, soprattutto un'aria diffusa di lienessere.
Abbiamo visto volti rosei e sani,occhi sereni,espres
sioni d’impagabile sussiego, gaml>ette e braccia in
moto. Alla vista di questa infanzia irrobustita, ri
dente, gioiosa, un'onda di tenerezza ci invade.
E pensiamo, commossi, alle anlite feconde »>»*ere
che i fedeli di Mussolini, animati daU'esemp»..
Lui, sanno compiere, nel Suo nome, sotto l'intan
gibile segno del Littorio.
CARLO MERLIMI




