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acquirenti in due categorie; accreditati e non accreditati; i

primi godono di un determinato fido per le operazioni di

acquisto sul Mercato c eseguiscono i pagamenti, salvo spe­

dale concessione della Banca gerente il servizio di cassa,

entro 48 ore dagli acquisti fatti; i secondi sono tenuti in­

vece a pagare aliatto dell operazione di acquisto. A Torino

il pesce giunge per ferrovia o per via ordinaria da quasi

tutte le regioni d Italia

(Riviera di lavante e di Ponente,

isola d Elba e Piombino, Sardegna, e da tutto l Adriatico,

ma in modo particolare dalle Marche) e, in proporzioni

assai ridotte, dalla Norvegia, dalla Germania, dall Austria

e dall'Ungheria

(un

tempo erano grandi fornitrici anche la

Francia, la Spagna e la Danimarca). Esso vi è portato

da 25 produttori, diremo

così,

locali (S. Mauro, Chivasso,

Crescentino, ecc.) che direttamente lo presentano sul Mer­

cato, da 16 importatori che agiscono per conto di produttori

e da 60 produttori e commercianti grossisti residenti fuori

Torino e che inviano il loro prodotto per la vendita alla Dire­

zione del Mercato del pesce.

La massa degli acquirenti del pesce ufi'ingrosso raggiunge

il numero approssimativo di 150 persone, di cui 30 sono

commercianti al dettaglio, 100 sono venditori ambulanti e

20 sono incaricati dell'acquisto per conto di esercizi pub­

blici (pensioni, trattorie, ecc.) Enti vari, mense mili­

tari, ecc.

A cura della Direzione del Mercato viene pubblicato

giornalmente il listino con il relativo prezzo minimo e mas­

simo del pesce venduto, distinto a seconda che si tratta di mare

o di acqua dolce, e alla sua volta suddiviso per qualità.

Questo listino è inviato agli altri mercati, agli enti e orga­

nizzazioni varie, che possono avere rapporti con il nostro

Mercato.

La Direzione del Mercato, poi, d'accordo con il servizio

municipale annonario e con la Federazione provinciale fa­

scistafissa settimanalmente il prezzo di maggiorazione per la

vendita al minuto, affinchè siano salvaguardati gli interessi

dei consumatori.

Sul Mercato, infine, viene esplicata una rigorosa vigi­

lanza sanitaria da parte del Servizio veterinario del Comune.

Un sanitario giornalmente è presente sul Mercato nelle ore

di apertura, ispeziona tutta la merce che è posta in vendita

e prende i necessari provvedimenti quando essa non presenta

quel grado di freschezza che il pesce deve avere.

E che il compito dei sanitari non

sia

mai venuto meno

alla scrupolosa rigidezza, lo provano le seguenti cifre:

1932 sequestri N. 337 pari a Kg. 10.020,700

1933

333

» • •

13.495,900

1934

305

• * •

7.970,750

1935

•

235

•• • •

7.183,400

1936

178

» • »

3.027,400

I diminuiti sequestri negli ultimi tre anni non stanno per

nulla a dimostrare una rilassatezza nella vigilanza sanitaria,

come a tutta prima si potrebbe dubitare. Se i sequestri vanno

diminuendo e per numero e per quantitativo totale di pesce

sequestrato, la causa vera la si deve ricercare nel fatto che

la Direzione del Mercato, d’accordo con il Servizio Vete­

rinario, ha ritenuto opportuno vietare

—

colla rigorosa appli­

cazione del Regolamento

—

il deposito prolungato del pesa

nel frigorifero, offrendo così, a differenza di un tempo, un

prodotto ben conservato e sano, t>:r cui oggi il pesce venduto

è in generai: sempre di prima freschezza.

Ai sequestri suindicati si devono anche aggiungere quelli

che sono tratto tratto eseguiti sul mercato del pesce al minuto

e sui mercati rionali, nei negozi attrezzati per la vendita

di pesce e presso i frigoriferi, sequestri tu*ti, e taluni per

quantitativi importanti, che naturalmente sfuggono alla sta­

tistica della Direzione del Mercato.

* * *

Ha dimostrato l'istituzione del Mercato del pesce all’in-

grosso la sua praticità, la sua elevata funzione economica?

Senza dubbio.

Bastano i seguenti dati statistici per dimostrarlo.

II pesce introdotto sul Mercato e denunciato per la ven­

dita al dettaglio fu:

Nel 1932 di Kg. 741.479,130 pari ad un valore di

L. 4.500.000 di cui Kg. 533.642,630 nazionale e chilo•

g/ammi 207£36,500 estero.

Nel 1933 di Kg. 917.825,050 pari ad un valore di

L. 4.900.000 di cui Kg. 564.708,450 nazionale e chilo­

grammi 353.116,600 estero.

Nel 1934 di Kg. 984.518200, pari ad un valore di

L. 5.100.000 di cui Kg. 605.329,050 nazionale e chilo­

grammi 379.189,150 estero.

Nel 1935 di Kg. 905.344,700, pari ad un valore di

L. 4.900.000, di cui Kg. 777.549,700 nazionale e chilo­

grammi 127.795 estero.

Nel 1936 di Kg. 1.041.541,900, pari ad un valore di

L. 5.500.000 di

ari

Kg. ijO15.487,400 nazionale e chilo­

grammi 26.054,500 estero.

* Si

è

avuto quindi lo scorso anno in confronto degli anni

precedenti un notevole aumento di vendita di

pesce

(

oltre

100.000 chili rispetto al 1935) e se si tien conto che l'impor­

tazione del pesce estero

è

diminuita di ben 350 mila chilo­

grammi se paragonata a quella del 1934 e di poco più di

100.000

chili in confronto del

1935,

e che quella del pesce

nazionale è ondata invece man mano aumentando, non si

può che rimanere soddisfatti, perchè tali cifre stanno a dimo­

strare che, malgrado il maggiore prezzo di vendita di certe

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