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I> < ) U S I E

/ > /

E Z I O S A I X I

l»i:i< L \ M O R T K IH F O L C O

\ e li'im b ru n ire ili ore squallide

ombre ondcfifiiundo ni lum e tremulo,

profilim i ili eielo lefifiern corona

ili inumimi. sotto In refi/in imm obile,

in nere odore il n itri fio ri o stili,

freschi vnilm eri.

I noi ehe ti h‘-rri ilo lei finhe. Folco,

tornum lo itile nostre speranze...

o lente cadevano

»re ri

/tarale

ili maestri in firm ali nule e liu ie.

facile nenia ili scarso sonno,

imi so rriile ri tulorn soimanilo prati

e im i ole. len ite le cig lia ap rivi

festa ili cieli oltre ferrate finestre.

O ltre la riva ili luna, stelle

an n o iln per tutto e enm liili fili o rli

ilei remoti ponti, fiiiatando patti

ocelli re rili dai sotto/tortici

nel freiblo ni uro ile lle ca lli.

le rie ili popolo ai erano lasciato

come ricordi, c u rie piante seguiruno

sii p ifirn fiora i crep itan ti /tassi.

i. se I nllterfio ul canale è sbilenco

l'assente stanza lui roselline

per le

/

ta rd i. h. fu o ri /talpillino i nfiori

urtando l'im barcatoio, immoto cielo

firm a l ’acque, sorpreso silenzio.

h. p iore. ('.Ili ti sa/teva cosi lontano.

fissando a la chiusa finestra

stanca piofifiia. lentn lenta nel Intrnre

roco delle sirene battendo inerzia

di quei silenzi alle s/iecchiate case

ossi ili morto, ehi ti sa/teva così

Im itim o... () In dim ane, ili tristezza

solinua di cam pielli, stretti silenzi

di c a lli e canali, senza il m ite sorriso

che a p rila feste di cie li oltre le nebbie.

II. IU IO

Mi i erfiofinaro bimbo il'inconfessate ansie,

ardente il l iso e le stropicciate o n ic h ie

al financiale. Chiusi in citi temei ano ombre

nate dai piedi del letto, e spegnersi

del rii erbero dulia m aterna stanza,

posato il lib ro sul tap/teio.

O scordata te rfiofina, o/ifii

che buio nostro m ’aiifihiacci.

l’K KG H IK KA

l.a sera il bimbo

prefin

n chiara roce

oltre dubbioso buio della ru cciJta stanza

e pensiero m 'arreca della lontam : issenzu.

forse salirei ancora unire incerti numi

e balbettare le fHirole efilia li. cretlendo

anfieli sorridenti in ombra

e lum inoso sfittartio il'inaccesso dio.

Ma so che è vano incanto, e solo bimbo

puoi credere frusciam i angeli bianchi,

domani sarà

s / h t s i i

la preghiera

nel itassato sonno, avrai tormenti

in dono, quali questo povero cuore

senza dio. che forse ha solo in le

la sua preghiera.

im

\<;

i

\

k

V IT A D'UOMO

hu tuo interm inato andare.

i

o li di rondini tra le cim ase.

Iliofifiia stanca ed affollante teilio

d 'in vern o , m alchiusi

/tortim i

su corti sordide in roca latina di cani.

Fu tuo mormorante ruscello.

fresco di pietre

/ter guanciale

ti emulo rezzo di boschi su le rafine

tese al viso n ell'in certo {tasso.

t. nei lamenti di fiufo dinanzi alla luna

le cufte nubi tue. tuoi orizzim ti da fiiunfiere

finche chiudesti in u tili occhi

a non veliere incancellata luce

d i tra le [tal/teltre chiuse.

\o n ti fissare in terse ncque

m iche in piumata d i pieno sole

n lieve brivido d 'in certa brezza

trem ula inutfio potrebbe vanire.

Sapresti attim i sorriso

/talliilo

che serenava, e balenìo di vivi in c ili

luce vuota nella

/trafo rila fu

fin

di cielo invertito. Trem ula iniafio

potrebbe vanire senza ampie onde

crescenti in sorriso a la morte

ftacatu che

/tosa al viso carezzando.