I
Patronati, che il Murialdo, aveva visitati in Francia
e nel Belgio, erano in Italia, poco noti. Istituzioni assai
diverse dagli O ratori, adattate alle necessita dei tempi
moderni, ambienti sereni in cui la gioventù, di tu tte le
condizioni sociali, può trovare i mezzi per istruirsi,
educarsi, e sanamente ricrearsi.
Alla mattina si apre ed entrano i giovani delle classi
elementari e medie, i quali rimangono a scuola tu tta la
giornata, intercalata da opportune ricreazioni.
Alla sera, dopo il ritorn o a casa degli scolari, entrano
i giovani operai.
Ivi trovano, in ampie sale ed in vasti c o rtili, quanto
può giovare allo spirito ed al corpo: scuole serali, corsi
di conferenze spirituali, religiose, scientifiche, scuola
di canto, di musica, sale da gioco, cinema, teatro, sport.
Leonardo Murialdo. coi Patronati, ha preceduto, di
cinquantanni, il «D opolavoro».
* * *
Ed ecco un primato eccezionale, nel campo sociale:
l’imzio delle Colonie Agricole.
D otto e versato in molte discipline, il Fondatore dei
Giuseppim rivolse particolari cure allo studio della
coltivazione della terra.
* • *
« Perchè una colonia Agricola?
« Perchè le campagne
si spopolano;
è un generale
lamento. La brama di più
felice godimento,
l'ambizione
di sollevarsi di stato, la sete di un guadagno più conside
revole in apparenza, spingono ogni giorno verso le città
storm i di contadini, che vi trovano sovente la rovina e
la miseria... Queste emigrazioni sovente diminuiscono
il numero degli operai coltivatori, mancano le braccia
alla coltura della terra, i lavori agricoli ne soffrono;
e nell'Italia nostra, eminentemente agricola, la ricchezza
fondiaria diminuisce ogni giorno più mentre poi sovente
questi neo-cittadmi rimpiangono nella miseria materiale
e morale, il prato e il campo che li vide nascere e dove
passarono i più begli anni della loro vita, gli anni della
semplicità e dell'innocenza.
« Ebbene, le Colonie Agricole sono destinate non solo
a far apprendere, ma a fare apprezzare e pigliar amore
alla più nobile, come alla più utile dePe arti, l ’agricoltura:
amore che non fallirà certamente, quando l'applicazione
al lavoro non si lim iti ad un’opera manuale, meccanica e
materiale, ma si provveda a che. mentre la mano si
adusa a maneggiare gli strumenti rurali, l'intelligenza
si adorni di quelle teoriche cognizioni, che rendono il
contadino capace di rendersi ragione di ciò che fa e
perchè lo fa. e ad un tempo egli apprenda i metodi e i
modi di rendere la ter^a generosa di quei tesori, che il
Creatore ha nascosto nelle sue viscere, e che solo un
lavoro attivo ed intelligente giunge a strapparle dal
seno ».
Queste parole del Murialdo. pronunciate
nel
Con
gresso Regionale tenuto
in
Mondovì. nel settembre
del
1880. sono tu tto
un
programma,
e
dicono chiaramente




