canici, stampatori, tipografi-impressori, tipografi-com
positori, legatori di libri, falegnami, stipettai, sarti,
calzolai.
La soda preparazione ricevuta nelle scuole profes
sionali dà campo al modesto « a rtigianello» di entrare
nella vita sociale con una base sicura: a mille si contano
oggi gli operai, che sanno disimpegnare il loro lavoro
con bravura e serietà: e molti non tardano a salire al
grado di capi-reparto e di proprietari di officine e di
stabilimenti.
Ecco le principali scuole professionali dei Padri Giu-
seppmi, secondo la data di fondazione:
« Artigianelli » Torino 1849.
O rfanatrofio maschile Bergamo, 29 febbraio 1904.
Istituto Turazza (Treviso), 18 ottobre 1920.
Istituto Artigianelli Cesena, 1923.
Scuole Professionali Pio X , Roma, 1925.
Orfanatrofio Maria Cristina, Foggia, 1928.
Istituto Camerini-Rossi. Padova, 21 settembre 1932.
Istituto Tata Giovanni, Roma. 15 settembre 1933.
* * *
Leonardo Murialdo ebbe soda e vasta coltura.
Già in famiglia egli aveva, per censo, avuto larghi
mezzi per coltivare la sua passione per gli studi, intera
mente rivolti al benessere ed all'elevazione delle classi
popolari.
Viaggi ripetuti all'estero lo misero direttamente a
contatto colle m igliori istituzioni francesi, belghe. inglesi:
la conoscenza delle lingue favorì la sua formazione spiri
tuale e sociale: lo vediamo partecipare ai primi Congressi
Cattolici di Lione, Tours, Poitiers, nel 1872; di Reims
e di Firenze nel 1876. Ad Angers ed a Bordeaux, nel 1881,
rappresentò l ’Umone operaia di Torino.
Alla sua infaticabile attività si devono i Congressi
Italiani del 1880.
Nel 1881, a Mondovì, tenne un discorso importante
sull'Azione Cattolica Operaia: nelle adunanze egli diven
tava attivissimo, prendendo parte a discussioni, propo
nendo. lumeggiando, incitando colla parola pratica e
persuasiva.
Nel 1883, ai Congressi di Genova e di Napoli, il suo
zelo Apostolico a ttirò l'attenzione dei dirigenti: in
questo campo continuò l'opera iniziata dal Beato Cafasso
e da Don Bosco Santo.
La « Buona Stampa» lo ebbe membro del Com itato
Regionale Piemontese: il Murialdo era veramente com
preso del grandissimo bisogno che vi è di opporre un
argine qualunque all'imperversare di tanti libri scanda
losi. di giornali rei. e perciò con pochi volenteros1
sacerdoti e laici pubblico nel febbraio del 1883 un pro
gramma di Associazione per la diffusione della Stampa
Cattolica, sotto la protezione di San Carlo Borromeo,
«collo scopo di riunire in un pensiero e in un’azione
comune tu tte le persone di buona volontà le quali
conoscendo che i veri interessi della scienza non possono
separarsi da quelli della nostra santa religione, vogliono
efficacemente opporsi ai progressi de ll’errore ed ado
perarsi per !a diffusione delle sane d o ttrin e » .
Così si ebbe un rapido inizio di propaganda di libri,
giornali, opuscoli, riviste, tu tti informati a schietto
spirito cattolico.
L'opera della «Buona Stampa» fu appoggiata dalle
A u to rità Ecclesiastiche, e particolarmente dai Presuli
Monsignor Lorenzo Gastaldi e dal Cardinale Alimonda.
Le « Biblioteche circolanti » fondate dall’Associazione
della « Buona Stampa » nel prim o decennio davano come
resoconto il numero di 94, con 15.000 volumi. A circa
40.000 ammontarono i libri e gli opuscoli d istribuiti
gratuitamente in quel periodo.
* * *
Nel 1886, essendo Arcivescovo di Torino S. E. il
Cardinale Gaetano Alimonda, il Murialdo, pur rimanendo
membro del Consiglio Centrale deH'Unione Operaia
Cattolica, fu nuovamente nominato assistente ecclesia
stico del Com itato Promotore, il cui Presidente Conte
Cesare Balbo, nel comunicargli la nomina gli scriveva in
data 16 gennaio: « Mentre io mi rallegro colla S. V. per
la nomina fatta dall
'Emo
della venerata Sua persona,
voglio sperare che Ella mi userà la carità di guidarmi
coi suoi sapienti ed amorevoli consigli nel disimpegnare
il gran carico affidatomi dall'Emo Arcivescovo, e in pari
temDo l'assicuro che Ella troverà sempre in me un docile
e rispettoso figlio in Gesù C ris to » .
Leonardo Murialdo attese al suo nuovo incarico con
quella scrupolosa solerzia, con cui egli soleva adempiere
tu tti i suoi doveri.
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Questa la vasta attività sociale di Leonardo Murialdo.
La morte lo colse dopo 72 anni di vita, tanto umile
quanto laboriosa.
Lo piansero i suoi Confratelli, e gli innumerevoli
« Artigianelli ». che alla Scuola della Sua incessante ca
rità avevano appreso la virtù del lavoro costante, e gli
insegnamenti profondi del suo spirito ascetico.
Nella trigesima della sua m orte, il 30 aprile 1900, sulla
porta della Chiesa di Santa Barbara, ove la salma è ora
piamente ricomposta, si leggeva:
O
figli del popolo
oggetto più tenero della sua carità
congiunti amici amm iratori
piangete
il sacerdote esemplare il religioso perfetto
il padre degli orfani il sapiente educatore
che passò beneficando
sanando le piaghe delle anime
e pregategli da Dio
la mercede eterna.
Il
processo apostolico per la sua beatificazione fu ini
ziato nel 1521: e sta per avere felice epilogo.
Cosi Torino avrà il suo prim o sacerdote Beato.
■ALBINA GIORDANO
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