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1

G

EOFFREY

S

YMCOX

,

La trasformazione dello Stato e il riflesso nella capitale

, in

Storia di Torino

, IV, G

IUSEPPE

R

ICU

-

PERATI

(a cura di),

La città fra crisi e ripresa (1630-1730)

, Torino: Einaudi, 2002, pp. 719-867.

2

Ibid

., p. 742.

3

Il primo studio che analizza il censimento del 1705 è il lavoro di Casanova che risale al 1906. Ricostruendo le

vicende della raccolta e della stesura dei dati del censimento, egli ci informa che sono andate perse le istruzioni

Popolazione e gruppi sociali

di Beatrice Zucca Micheletto

I TORINESI NELLE FONTI DEMOGRAFICHE

. Negli anni tra la fine del Seicento e gli

inizi del Settecento lo stato sabaudo conosce un lungo periodo di mobilitazione

militare, legato sostanzialmente alla politica di alleanze di Vittorio Amedeo II e al

ruolo strategico che Torino rivestiva per la Francia. Nelle guerre che in quegli

anni il duca si trovò ad affrontare contro quest’ultima – dal 1690 al 1696 e dal

1703 al 1713 – le armate francesi invasero e occuparono il Piemonte e la città di

Torino fu più volte minacciata fino a che, nel 1706, fu stretta d’assedio

1

.

Nel 1690 il Consiglio comunale, sotto pressione del duca, decise di mobilitare

anche la milizia cittadina. Le cronache degli Ordinati e la storiografia sull’argo-

mento sottolineano la difficoltà cui si andò incontro attraverso questa scelta.

Infatti «fin dall’inizio i cittadini dimostrarono un’evidente mancanza di zelo mili-

tare. Il compito delle guardie era arduo e non remunerato; inoltre distoglieva gli

uomini dai loro affari, rendendo difficile la sopravvivenza. Molti avrebbero pre-

ferito pagare una tassa moderata per evitare di servire personalmente. […] Piut-

tosto di prestare servizio, molti cittadini abbandonavano la città e molti altri

rivendicavano false esenzioni, così da rendere insufficiente il numero delle perso-

ne a guardia delle porte della città»

2

.

Furono proprio queste contingenze – una situazione che richiedeva un costante

sforzo in termini economici e di risorse umane e l’esigenza di tener aggiornati i

conteggi degli individui abili all’arruolamento – a determinare la compilazione a

più riprese di rilevamenti della popolazione cittadina tra fine Seicento e inizio

Settecento. L’ultimo di questi, il censimento del 1705 a noi pervenuto quasi inte-

gralmente, fu redatto nell’agosto di quello stesso anno, quando, con l’esercito

francese alle porte, il duca ordinò al generale delle Finanze Giovan Battista Gro-

pello di procedere a un conteggio complessivo della popolazione, per avere un

quadro preciso del numero di bocche da sfamare, di uomini abili da arruolare ma

anche delle maestranze che nei mesi successivi avrebbero dovuto contribuire alle

operazioni di fortificazione, in corso già da tempo, e provvedere all’approvvigio-

namento e alla difesa della città. Il censimento del 1705 dunque, come ogni fonte

di questo genere, riporta le indicazioni anagrafiche degli individui, il loro ruolo

familiare, l’età, la professione o la condizione, spesso anche il luogo di nascita, l’i-

sola cittadina e la denominazione della casa di abitazione

3

.