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Grazie alla ricchezza di informazioni disponibili, è del tutto legittimo pensare a un

suo utilizzo per interrogarsi sulle dinamiche sociali che interessano la città duran-

te questo lungo periodo di azioni militari. Scopo di questo saggio è dunque rico-

struire alcuni elementi fondamentali della struttura sociale ed economica di Tori-

no alla vigilia dell’assedio, lasciando sullo sfondo le vicende politiche e militari.

Nel tentativo di scindere meglio i dati strutturali di lungo periodo da quelli legati

all’eccezionalità della congiuntura bellica è opportuno tener costantemente conto

di fonti simili elaborate da altri studiosi per l’area torinese lungo tutto il Settecen-

to, fino al censimento napoleonico del 1802. Il quadro sarà inoltre integrato con la

lettura degli Ordinati, cioè i verbali prodotti in quegli anni dal Consiglio cittadino

che, nonostante l’assedio, continuerà a riunirsi e a formalizzare le decisioni prese.

La possibilità di un uso incrociato delle due fonti – censimento del 1705 e Ordi-

nati comunali – permetterà di inquadrare i fenomeni osservati in un’analisi di

lungo periodo e in problematiche più ampie; soprattutto, permetterà di ricostrui-

re le dinamiche di quegli anni, metterle a confronto con diverse chiavi di lettura e

considerare in che misura l’immagine della città assediata sia discordante o com-

plementare rispetto a quella costruita da altri percorsi storiografici.

Quanti uomini e donne abitavano la città durante l’assedio? All’inizio del Sette-

cento la popolazione complessiva della città ammonta a 41.822 individui

4

. Come

alcuni studi hanno messo in luce, il secolo precedente era stato caratterizzato da

una crescita demografica rapida; nel 1631 si contavano a Torino più di 36.000 abi-

tanti

5

, che salirono a oltre 37.000, stando a una rilevazione del 1690

6

. A inizio

secolo, la prolungata situazione di guerra innesca una crisi demografica che cono-

sce un picco negativo nel 1707, quando la popolazione scende al di sotto dei

34.000 abitanti. La crescita della città è però destinata a ripartire a guerra termi-

nata; tra il 1714 e il 1794 la popolazione si accresce ogni venti anni del 10 per

cento, un tasso persino più elevato di quello di altre città europee contempora-

nee

7

; seppure con brevi parentesi critiche, nel 1714 arriva a 46.278 abitanti e a

metà del secolo a 58.128 individui, con una punta di 59.000 nel 1741

8

.

Come in molte altre città di Antico regime, lo spazio urbano torinese è diviso

nelle parrocchie storiche, 13 solo in città a inizio Settecento, e in quartieri ammi-

nistrativi, 133 isole o cantoni, ciascuna identificata con il nome di un santo e, a

partire dagli anni ottanta del Seicento, affidate alle cure di cinquanta cantonieri

9

.

per la sua compilazione e che mancano all’appello 15 isole cittadine. E

UGENIO

C

ASANOVA

,

Censimento di Torino

alla vigilia dell’assedio

, Torino: Bocca, 1909, p. 9 e sgg.

4

Il dato, riportato negli Ordinati comunali in occasione della riunione del Consiglio, il 24 febbraio 1706, tiene

conto anche dei religiosi e dei luoghi pii, ma esclude i soldati coinvolti nel presidio (ASCT,

Ordinati

, vol. 236,

c. 74, seduta del 24 febbraio 1706). Casanova invece indica la cifra di 33.773 abitanti basandosi sui dati del solo

censimento a noi pervenuto e avverte che sono esclusi i religiosi, gli ebrei, la corte e il palazzo ducale, ricoverati e

inservienti dell’ospedale e che mancano all’appello 15 isole, i cui registri sono andati perduti: E. C

ASANOVA

,

Cen-

simento di Torino alla vigilia dell’assedio

cit., pp. 9-12.

5

G

IULIO

B

ELOCH

,

La popolazione d’Italia nei secoli sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo

, in C

ARLO

M. C

IPOL

-

LA

(a cura di),

Storia dell’economia italiana

, 2 voll., Torino: Einaudi, 1959, I, pp. 449-500.

6

AST, I Sezione,

Materie militari

.

Levata di milizie

, m. I, n. 29,

Ristretto degli abitanti di Torino

,

1690

. Una cifra

simile per il 1702 (37.465 abitanti) viene anche riportata da G. B

ELOCH

,

La popolazione d’Italia nei secoli sedicesi-

mo, diciassettesimo e diciottesimo

cit., p. 490.

7

D

ONATELLA

B

ALANI

,

Sviluppo demografico e trasformazioni sociali

, in

Storia di Torino

, V, G

IUSEPPE

R

ICUPERATI

(a

cura di),

Dalla città razionale alla crisi dello stato d’antico regime (1730-1798)

, Torino: Einaudi, 2002, pp. 627-688,

si veda p. 649, soprattutto nota 51.

8

Queste indicazioni sulla popolazione cittadina fanno riferimento ai numeri proposti da Castiglioni ed escludono

la popolazione dei borghi (P

IETRO

C

ASTIGLIONI

,

Relazione generale con una introduzione storica sopra i censimen-

ti delle popolazioni italiane dai tempi antichi sino all’anno 1860

, Torino: Stamperia Reale, 1862). I dati sono tratti

da: G

IOVANNI

L

EVI

,

Mobilità della popolazione e immigrazione a Torino nella prima metà del Settecento

, in «Qua-

derni Storici», VI (1971), fasc. 17, pp. 510-554, ma compaiono anche in D. B

ALANI

,

Sviluppo demografico e tra-

sformazioni sociali

cit., p. 646. Si vedano anche le tabelle riportate in G

IOVANNI

L

EVI

,

Gli aritmetici politici e la

demografia piemontese negli ultimi anni del Settecento

, in «Rivista Storica Italiana», LXXXVI (1974), n. 1, pp. 201-

241; le cifre proposte da Levi in questo secondo lavoro, tratte dagli studi di Balbo e Castiglioni, sono più elevate

rispetto a quelle ricordate in precedenza, perché includono anche la popolazione dei borghi.

9

Il numero delle isole è fornito da F

ERDINANDO

R

ONDOLINO

,

Vita torinese durante l’assedio (1703-1707)

, in

Le

campagne di guerra in Piemonte (1703-1708) e l’assedio di Torino (1706)

, 9 voll., Torino: Bocca, 1907, VII, p. 9; la