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eco, costituirono invece il pretesto per un inedito incremento del numero di carte
a stampa aventi per oggetto la città di Torino. In tutte queste figurazioni tuttavia,
pur nella diversità e specificità dei singoli documenti, la rappresentazione della
città non è mai avulsa dal suo contesto extraurbano che finisce invece per predo-
minare, per lo meno in termini di ingombro spaziale: si tratta cioè di carte topo-
grafiche dove Torino è resa riconoscibile da alcuni elementi caratterizzanti (la
presenza della cittadella pentagonale, il suo essere delimitata da due corsi d’ac-
qua, la forma a mandorla) che solo occasionalmente riguardano la descrizione
della pianta urbana e il tessuto interno degli isolati. L’inerzia della rappresenta-
zione cartografica, rispetto alle evoluzioni urbanistiche e ancor più funzionali
della città, costante nelle topografie urbane, è in questo caso amplificata non solo
in quanto carte in qualche misura storiche, ma anche perché la distribuzione dello
spazio all’interno della pianta urbana ha interesse limitato e non è essenziale agli
scopi della rappresentazione. Se il criterio di selezione del reale è, come sempre,
dettato dalle finalità della carta, l’immagine della città risulta fortemente condi-
zionata dalla resa grafica del fatto ossidionale: l’oggetto principale delle rappre-
sentazioni non è tanto la Torino entro le mura, quanto le campagne e le colline
circostanti, teatro principale delle operazioni d’assedio.
p. ? AST
Gaetano Quaglia,
Città e cittadella di Torino attaccata
da Gallispagni li 9 giugno 1706, liberata li 7
settem[b]re
, inchiostro e acquerello, 1785-1790 circa
(AST, Corte,
Carte Topografiche per A e B
, Torino 31).
Plan du mémorable Siège de la Ville et Cittadelle de
Turin
, disegno acquerellato, [1706] (ASCT,
Collezione
Simeom
, D 26).




