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*
A questa ricerca ha collaborato Diego Caltana, dottorando presso la Universität für angewandte Kunst di Vien-
na, cui si devono gli approfondimenti sulla consistenza e sull’organizzazione del settore militare della Bibliotheca
Eugeniana presso l’Österreichische Nationalbibliothek e la schedatura dei disegni elaborati in occasione dell’as-
sedio di Torino del 1706 conservati presso l’Österreichisches Staatsarchiv, Kriegsarchiv.
1
O
TTO
M
AZAL
,
Prinz Eugen von Savoyen. Ein Lebens-und Zeitbild
, in I
D
. (a cura di),
Bibliotheca Eugeniana. Die
Sammlungen des Prinzen Eugen von Savoyen
, Wien: Österreichische Nationalbibliothek, 1986, catalogo della
mostra, p. 20; si veda inoltre la valutazione quantitativa fornita da Pio Nicolò Garelli e riportata da D
EREK
M
C
K
AY
,
Eugenio di Savoia. Ritratto di un condottiero 1663-1736
, Torino: Sei, 1989, p. 244.
2
Ibid
., p. 302.
3
G
IUSEPPE
R
ICUPERATI
,
In margine alla biografia di Eugenio: un principe fra Libertinismo e illuminismo radicale
, in
V
ITTOR
I
VO
C
OMPARATO
, E
UGENIO
D
I
R
IENZO
, S
ILVIA
G
RASSI
(a cura di),
L’Europa nel XVIII secolo. Studi in onore
di Paolo Alatri
, Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane, 1991, pp. 446-460, qui in particolare p. 458 e nota 55.
4
O. M
AZAL
,
Prinz Eugen von Savoyen
cit., pp. 23-24, sostiene che Etienne Boyet era figlio di Etienne Boyet senior,
rilegatore delle collezioni di Luigi XIV, ed era stato presentato al principe dal barone Georg Wilhelm von Hohen-
dorf. Prende servizio presso Eugenio nel 1713.
5
Ibidem
.
6
Pierre-Jean Mariette era figlio dell’editore di incisioni e libraio Jean Mariette. Si era recato a Vienna all’inizio del
1717 ed era stato presentato al principe Eugenio. Egli procura i libri e le incisioni relative ai giardini e alle volie-
re del parco di Versailles che costituiranno un riferimento imprescindibile per il progetto dei giardini del Palazzo
del Belvedere (
ibidem
).
7
Ibid
., p. 20.
8
Si veda l’analisi storiografica condotta da G. R
ICUPERATI
,
In margine alla biografia di Eugenio
cit., in particolare
p. 450.
La biblioteca di Eugenio.
Scienza e arte della guerra
Vilma Fasoli
*
Quindicimila libri a stampa, cinquecento raccolte di incisioni e di miniature e
duecentoquaranta manoscritti
1
per il ragguardevole valore di centocinquantamila
gulden
2
costituivano nel 1738 la biblioteca del principe Eugenio secondo la stima
del bibliotecario della Palatina Pio Nicolò Garelli
3
. La valutazione si basava sulla
catalogazione condotta nel corso del periodo tra 1717 e 1736 (data della morte)
dal suo bibliotecario personale Etienne Boyet
4
che aveva compilato un registro
per autore e per materie
5
. Un registro parziale era stato inoltre redatto da Pierre-
Jean Mariette
6
durante il soggiorno viennese tra l’inizio del 1717 e la fine del
1718: per questo lavoro egli aveva ottenuto dal principe alcune lettere di presen-
tazione per il suo
grand tour
in Italia. Acquistata nel 1738 dall’imperatore Carlo
VI, la biblioteca era stata arricchita non solo di numerosi altri libri editi in anni
successivi alla morte del principe, ma anche di preziose opere antecedenti il 1736.
Nel tempo questa continuità aveva comportato non poche difficoltà rispetto alla
ricostruzione della composizione originaria tanto da richiedere un paziente lavo-
ro archivistico
7
. Dopo numerosi lavori pubblicati fin dall’Ottocento, una «rinno-
vata conoscenza»
8
del principe si apre, secondo approfondite ricognizioni archi-
vistiche e analisi storiografiche in più occasioni riproposte da Giuseppe Ricupe-
rati, attraverso studi capaci di esplorare i più ricchi e complessi spazi politici e
culturali in cui Eugenio era immerso. Al di là delle opere volte a celebrarne l’epo-




