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Mora
30
. Di Mora Eugenio possiede il volume
Il soldato
pubblicato a Venezia nel
1570, ma dello stesso autore era uscita tre anni prima (1567) una disputa in
forma di dialogo che toccava il tema della «precedenza tra l’arme e le lettere».
Questa «precedenza» costituisce un aspetto dominante nel dibattito culturale
della seconda metà del Cinquecento, quando la tradizione latina della
virtus
eroi-
ca o le sorprendenti doti di astuzia di Annibale, richiamate negli studi degli uma-
nisti, si dimostrano inadeguate alle nuove tecniche di fortificazione e combatti-
mento. Se le guerre contro l’impero ottomano avevano svelato inoltre la scarsa
conoscenza da parte della cultura occidentale dei territori e dei popoli dell’Euro-
pa orientale ed evidenziato una sottovalutazione di strategie e tecniche dell’eser-
cito turco giunto nel 1533 ad assediare Vienna, il principe provvede ad arricchi-
re la sua biblioteca di numerose opere sull’organizzazione delle milizie e della
cavalleria quasi a comporne un repertorio a carattere geografico, benché non del
tutto esaustivo, che tocca gli ordinamenti tedeschi, italiani, francesi e spagnoli
31
.
Accanto a Dürer, Machiavelli e Tartaglia dei quali possiede l’
editio princeps
, si
segnala la presenza del trattato dedicato a Massimiliano d’Austria re di Boemia
Del modo di fortificare le città
di Giovanni Battista Bonadio De Zanchi (1556)
32
.
Nonostante che la sua fama sia stata soppiantata da quella di Pietro Cataneo,
recenti studi hanno dimostrato come il trattato di De Zanchi abbia avuto imme-
diatamente un’ampia diffusione grazie alle traduzioni in francese e inglese
33
. De
Zanchi incarna la complessa figura del capitano e dell’ingegnere militare, arric-
chitosi di esperienze dirette sui campi delle guerre condotte da Ottavio Farnese
in Germania contro i protestanti e della conoscenza puntuale e aggiornata delle
fortificazioni nei territori dei Paesi Bassi accumulata nel periodo al servizio del re
di Spagna, nonché delle difese bastionate di Cipro e di Ragusa durante le missio-
ni per la repubblica di Venezia. Non rinuncia all’analisi comparativa tra
anciens
et modernes
ma il suo obiettivo è diretto a indagare e a soppesare l’efficacia degli
strumenti di offesa, così come a prendere le distanze dalla forma quadrata delle
fortezze poiché «elle rend les lieux foybles et de peu de deffence»
34
. Egli ribadi-
sce la necessità della conoscenza dei luoghi, non solo per ragioni tattiche o stra-
tegiche, ma soprattutto a scopo costruttivo, tanto da chiudere la sua trattazione
con un capitolo dedicato all’«operaio della fortezza» cui richiede di saper control-
lare l’esecuzione dell’opera e ancor più di saperne formulare il progetto. Confer-
ma la necessità di competenze nel campo della rappresentazione grafica, geome-
tria, aritmetica e prospettiva, e nella costruzione di «modelli» per agevolare le
scelte dei comandanti. In questa sua riflessione si possono riconoscere le radici
della collezione di
plans-reliefs
inaugurata da Luigi XIV nel 1668: la raccomanda-
zione di De Zanchi si colloca infatti tra la realizzazione del primo modello a uso
militare completato nel 1521 per preparare Rodi all’assalto turco (1522) e la serie
di modelli lignei di sedi amministrative e di piazzeforti della Baviera richieste tra
il 1568 e il 1574 dal duca Alberto V e oggi conservate al Museo nazionale di
Monaco
35
.
30
D
OMENICO
M
ORA
,
Tre quesiti in dialogo sopra il fare batterie, fortificare una città, et ordinar battaglie quadrate
[…]
, Venezia: Varisco et Compagni, 1567.
31
Si cita a titolo esemplificativo l’opera di L
EOPARDO
F
ROSBERGER
,
Tractatus de Militia Imperiali Germanicae
, Fran-
coforte, 1573.
32
G
IOVANNI
B
ATTISTA
D
E
Z
ANCHI
,
Del modo di fortificar le città
, Venezia: Pietrasanta, 1554.
33
Si veda su questa riscoperta l’analisi della copia manoscritta conservata presso il Musée de Fortification di
Montmédy e l’approfondito studio di P
HILIPPE
B
RAGARD
,
A propos de l’édition française du traité de fortification
de Giovanni Battista Bonadio De Zanchi (1556)
, in M
ARINO
V
IGANÒ
(a cura di),
Architetti e ingegneri militari ita-
liani all’estero dal XV al XVIII secolo
, Livorno: Sillabe, 1994, pp. 137-151. A questo saggio si rinvia per le tracce
biografiche e per il repertorio bibliografico su De Zanchi.
34
La citazione è tratta dall’indice del manoscritto francese analizzato
ibid
., p. 143.
35
I
SABELLE
W
ARMOES
,
Histoire de la collection
, in E
AD
.,
Le musée des plans-reliefs. Maquettes historiques de villes
fortifiées
, Paris: Editions du patrimoine-Casse nationale des monuments historiques et des sites, 1997, pp. 7-16,
qui p. 7.




