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246

Mora

30

. Di Mora Eugenio possiede il volume

Il soldato

pubblicato a Venezia nel

1570, ma dello stesso autore era uscita tre anni prima (1567) una disputa in

forma di dialogo che toccava il tema della «precedenza tra l’arme e le lettere».

Questa «precedenza» costituisce un aspetto dominante nel dibattito culturale

della seconda metà del Cinquecento, quando la tradizione latina della

virtus

eroi-

ca o le sorprendenti doti di astuzia di Annibale, richiamate negli studi degli uma-

nisti, si dimostrano inadeguate alle nuove tecniche di fortificazione e combatti-

mento. Se le guerre contro l’impero ottomano avevano svelato inoltre la scarsa

conoscenza da parte della cultura occidentale dei territori e dei popoli dell’Euro-

pa orientale ed evidenziato una sottovalutazione di strategie e tecniche dell’eser-

cito turco giunto nel 1533 ad assediare Vienna, il principe provvede ad arricchi-

re la sua biblioteca di numerose opere sull’organizzazione delle milizie e della

cavalleria quasi a comporne un repertorio a carattere geografico, benché non del

tutto esaustivo, che tocca gli ordinamenti tedeschi, italiani, francesi e spagnoli

31

.

Accanto a Dürer, Machiavelli e Tartaglia dei quali possiede l’

editio princeps

, si

segnala la presenza del trattato dedicato a Massimiliano d’Austria re di Boemia

Del modo di fortificare le città

di Giovanni Battista Bonadio De Zanchi (1556)

32

.

Nonostante che la sua fama sia stata soppiantata da quella di Pietro Cataneo,

recenti studi hanno dimostrato come il trattato di De Zanchi abbia avuto imme-

diatamente un’ampia diffusione grazie alle traduzioni in francese e inglese

33

. De

Zanchi incarna la complessa figura del capitano e dell’ingegnere militare, arric-

chitosi di esperienze dirette sui campi delle guerre condotte da Ottavio Farnese

in Germania contro i protestanti e della conoscenza puntuale e aggiornata delle

fortificazioni nei territori dei Paesi Bassi accumulata nel periodo al servizio del re

di Spagna, nonché delle difese bastionate di Cipro e di Ragusa durante le missio-

ni per la repubblica di Venezia. Non rinuncia all’analisi comparativa tra

anciens

et modernes

ma il suo obiettivo è diretto a indagare e a soppesare l’efficacia degli

strumenti di offesa, così come a prendere le distanze dalla forma quadrata delle

fortezze poiché «elle rend les lieux foybles et de peu de deffence»

34

. Egli ribadi-

sce la necessità della conoscenza dei luoghi, non solo per ragioni tattiche o stra-

tegiche, ma soprattutto a scopo costruttivo, tanto da chiudere la sua trattazione

con un capitolo dedicato all’«operaio della fortezza» cui richiede di saper control-

lare l’esecuzione dell’opera e ancor più di saperne formulare il progetto. Confer-

ma la necessità di competenze nel campo della rappresentazione grafica, geome-

tria, aritmetica e prospettiva, e nella costruzione di «modelli» per agevolare le

scelte dei comandanti. In questa sua riflessione si possono riconoscere le radici

della collezione di

plans-reliefs

inaugurata da Luigi XIV nel 1668: la raccomanda-

zione di De Zanchi si colloca infatti tra la realizzazione del primo modello a uso

militare completato nel 1521 per preparare Rodi all’assalto turco (1522) e la serie

di modelli lignei di sedi amministrative e di piazzeforti della Baviera richieste tra

il 1568 e il 1574 dal duca Alberto V e oggi conservate al Museo nazionale di

Monaco

35

.

30

D

OMENICO

M

ORA

,

Tre quesiti in dialogo sopra il fare batterie, fortificare una città, et ordinar battaglie quadrate

[…]

, Venezia: Varisco et Compagni, 1567.

31

Si cita a titolo esemplificativo l’opera di L

EOPARDO

F

ROSBERGER

,

Tractatus de Militia Imperiali Germanicae

, Fran-

coforte, 1573.

32

G

IOVANNI

B

ATTISTA

D

E

Z

ANCHI

,

Del modo di fortificar le città

, Venezia: Pietrasanta, 1554.

33

Si veda su questa riscoperta l’analisi della copia manoscritta conservata presso il Musée de Fortification di

Montmédy e l’approfondito studio di P

HILIPPE

B

RAGARD

,

A propos de l’édition française du traité de fortification

de Giovanni Battista Bonadio De Zanchi (1556)

, in M

ARINO

V

IGANÒ

(a cura di),

Architetti e ingegneri militari ita-

liani all’estero dal XV al XVIII secolo

, Livorno: Sillabe, 1994, pp. 137-151. A questo saggio si rinvia per le tracce

biografiche e per il repertorio bibliografico su De Zanchi.

34

La citazione è tratta dall’indice del manoscritto francese analizzato

ibid

., p. 143.

35

I

SABELLE

W

ARMOES

,

Histoire de la collection

, in E

AD

.,

Le musée des plans-reliefs. Maquettes historiques de villes

fortifiées

, Paris: Editions du patrimoine-Casse nationale des monuments historiques et des sites, 1997, pp. 7-16,

qui p. 7.