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e vinto dall’ingegno degli Architetti, senza le armi de’ Capitani; che dalle armi de’
Capitani, senza l’ingegno degli Architetti. E quel che grandemente importa, è che
lo Architetto con poca gente, e senza perdere i soldati, vince»
38
. Né questa pole-
mica si era sopita nel corso del tempo, se si considera che proprio nella Francia
di Luigi XIV da cui Eugenio era fuggito, il primo ministro Jean Baptiste Colbert,
sovrintendente all’Edilizia e alle Finanze, aveva istituito l’Académie d’Architectu-
re (1671) i cui membri erano stati esclusi dal lavoro manuale e dalla pratica di
cantiere per concentrarsi sulle teorie e sulle regole per la nuova architettura
39
. La
creazione di questa élite professionale si inseriva nella politica di rafforzamento
del potere dello stato voluta da Colbert, e accentuava quel carattere di ambiguità
già presente nella distinzione tra le competenze dell’architetto e quelle dell’inge-
gnere
40
. I nuovi criteri di difesa individuati dal maresciallo di Francia Sébastien
Le Prest de Vauban imponevano un sistema gerarchizzato di fortificazioni distri-
buite lungo i confini dello stato e comportavano l’estensione della progettazione
alle infrastrutture per le comunicazioni e alla sistemazione logistica delle truppe.
La selezione fin qui condotta delle opere militari della biblioteca eugeniana sem-
bra confermare un orientamento del principe a conoscere il quadro complessivo
delle problematiche che ruotano intorno all’esercizio del comando, più che ad
approfondire gli aspetti tecnici connessi con le fortificazioni «a la moderna»; tale
orientamento pare funzionale alla costruzione di una carriera militare fondata
sulla tradizione e al tempo stesso proiettata in direzione degli arricchimenti che
l’approccio scientifico poteva offrire.
«
LE COEUR DES HOMMES QUI EST MACHINAL
». La parte preponderante di testi di
scienza, arte e architettura militare della biblioteca eugeniana comprende opere e
manoscritti risalenti al Seicento intrecciandosi con due momenti particolarmente
drammatici della storia europea: la guerra dei Trent’anni e l’assedio di Vienna.
Momenti in cui il mondo occidentale è impegnato a difendersi da un nemico
esterno, costituito dalla potenza ottomana, e da uno interno rappresentato dalle
mire espansionistiche francesi. E se l’affinamento del sapere scientifico e tecnico
offre nuovi strumenti per dominare l’ampiezza del fronte bellico e la differenzia-
zione geografica e topografica dei territori (mari, paludi, lagune, montagne), le
conoscenze strategiche e tattiche consolidate manifestano tutta la loro inadegua-
tezza di fronte a guerre civili come quella inglese o la Fronda in Francia, per non
parlare delle rivolte dei contadini boemi, degli uscocchi o dei kukuruzi.
Su questa differenza tra guerra internazionale e guerra civile e tra guerra offensiva
e difensiva Raimondo Montecuccoli
41
, feldmaresciallo di Leopoldo I d’Austria, si
era espresso per primo in modo sistematico e con grande efficacia didattica tanto
da essere ritenuto l’iniziatore di una nuova metodologia di approccio agli studi
militari
42
. Semplici ma non semplicistici, chiari ma non elementari, i contenuti delle
opere di Montecuccoli non prestano il fianco ad ambiguità interpretative: egli
oppone la strategia scientifica alla «barbarie» e alla violenza della guerra, il puntua-
Jan van Huctenburg,
Bombardeeringe der Stadt Gel-
der, door de Troupen des Konings van Pruysse
, incisio-
ne in rame, in Jean Dumont,
Histoire militaire du prin-
ce Eugène de Savoye, du prince et duc de Marlborou-
gh [...]
(BCT 413 D 3, vol. II, prima di p. 93, particolare).
38
Della Architettura di Leon Battista Alberti […] tradotti in lingua italiana da Cosimo Bartoli nova edizione divisa
in tre tomi da Giacomo Leoni Veneziano architetto con l’aggiunta di varj suoi disegni di edificj pubblici e privati
,
Londra: Edlin, 1726,
proemio
.
39
Una trattazione sistematica di questi aspetti è in J
OSEPH
R
YKWERT
,
I primi moderni dal classico al neoclassico
,
Milano: Edizioni di Comunità, 1986, in particolare pp. 5-26.
40
A
NTOINE
P
ICON
,
Architectes et ingénieurs au siècle des lumières
, Marseille: Parenthèse, 1988.
41
R
AIMONDO
L
URAGHI
(a cura di),
Le opere di Raimondo Montecuccoli
, Roma: Ufficio Storico dello Stato Maggio-
re dell’Esercito, 2 voll., 1988, qui in particolare si veda l’
Introduzione
.
42
D
ANIEL
M
ORAN
,
Strategic Theory and the History of War
, s.l., Moran, 2001, in particolare, pp. 2-6. Si vedano
R
AIMONDO
L
URAGHI
,
Il duello Montecuccoli-Turenne, 1673-1675
e A
NDREA
T
ESTA
,
Nuove elaborazioni teoriche sul-
l’arte della fortificazione nel pensiero di Raimondo Montecuccoli
, entrambi in G
UIDO
A
MORETTI
, P
ATRIZIA
P
ETITTI
(a cura di),
La scala di Pietro Micca
, Torino: Omega, 2000, rispettivamente pp. 137-142 e pp. 143-152.




