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prende così perché Eugenio ricercasse la scomposizione delle armate in piccoli
corpi per conferire maggiore agilità al movimento e facilità di approvvigionamen-
to e l’articolazione in formazioni staccate capaci di azioni di sorpresa, dove sorpre-
sa non significa improvvisazione, ma variazione preventivata all’interno di un siste-
ma in continuo movimento. Si presuppone una visione pronta e globale, capace di
avvertire l’esigenza di strutture provvisorie e di veloce esecuzione come palizzate,
fortificazioni in terra e fascine
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o ponti natanti per l’attraversamento dei fiumi. Un
rilievo o il versante di un colle a strapiombo sull’acqua diventano punti di osserva-
zione in cui la distanza trasforma il territorio reale in un modello ligneo da tavolo
come quelli realizzati per le decisioni del consiglio di guerra o come le vedute in
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Su questo aspetto è decisamente significativa la presenza nella biblioteca dello scritto di G
ABRIO
B
USCA
,
L’archi-
tettura militare con figure
, Milano: Bidelli, 1619 e di quello di J
ACQUES DE
L
A
-V
ERGNE
,
Nouveau exercice du gabion
et de la fascine […]
, Vienna: Ghelen, 1698.
Claude Du Bosc,
The battle of Luzzara August the 5.
1702
e
The battle of Cassano August the 16. 1705
, inci-
sioni in rame, in John Campbell,
The military history of
the late Prince Eugene of Savoy and of the late John
Duke of Marlborough [...]
(BCT, 413 A 64, dopo p. 122
e dopo p. 178).




