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di strategia

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. Di fronte all’incertezza del comportamento nemico e della possi-

bilità di azioni di sorpresa, l’attraversamento fluviale è la tattica che presenta i

maggiori rischi: per questo De Saxe ritiene che «on la doit chercher dans le cœur

des hommes qui est machinal»

48

. Un «cuore meccanico» non certo nell’accezio-

ne tecnicista prettamente esecutiva attribuita a questo termine dalla cultura suc-

cessiva, piuttosto – sostiene Moran – la traduzione dei principi del movimento

dei corpi celesti di Newton e di Galileo nelle teorie militari

49

. Così le leggi della

geometria applicate alla balistica e trasposte nelle poligonali dei perimetri

bastionati si calano nel linguaggio della precisione cartografica accomunando

l’osservazione del condottiero a quella dell’ingegnere militare. Non si tratta solo

della messa a punto dei principi di rilevamento topografico, ma della condivi-

sione di un linguaggio sintetico e codificato che aggiunge alle tecniche di rap-

presentazione consolidate linee immaginarie che definiscono gli spostamenti

delle truppe o che proiettano il tracciato delle gallerie di mina e contromina sca-

vate nel sottosuolo. Le opere a contenuto tecnico (idraulico, balistico, metallur-

gico), gli atlanti geografici, i repertori cartografici sembrano appartenere a

Eugenio in quanto strumenti basilari di conoscenza. I progetti di strategia e di tat-

tica che egli mette in atto costituiscono l’esito di un complesso esercizio di logica

cui Eugenio si applica attraverso la costruzione di un sapere, da enciclopedista

avant la lettre

, che comprende tutte le componenti messe in gioco dall’«arte della

guerra».

Egli ricompone nella sua biblioteca intere genealogie di teorici e scuole di pensie-

ro come quella che da Jacques Walhausen giunge fino a Montecuccoli o come

quella francese che da Errard de Bar Le Duc conduce fino a Vauban. Di quest’ul-

timo, oltre alle numerose versioni a stampa e a diverse riedizioni, il principe pos-

siede il manoscritto del

Traité des fortifications

, scritto nel 1705 e dedicato al duca

Luigi di Borgogna, nipote di Luigi XIV e indirettamente imparentato con Euge-

nio

50

. La dedica di Vauban al duca non è peraltro priva di implicazioni politiche:

può infatti essere messa in relazione con l’ambiente riformista di quella parte

della nobiltà francese che in lui confidava per limitare il potere assoluto del Re

Sole. In questo trattato, che Eugenio era riuscito a recuperare nel 1712, anno del-

l’improvvisa e misteriosa morte dei duchi, Vauban critica apertamente l’improv-

visazione e l’impreparazione dimostrate da molti rappresentanti dell’aristocrazia

francese approdati alla carriera militare e l’assenza di esami teorici e di addestra-

mento tecnico nell’educazione degli ingegneri militari appartenenti agli eserciti

dei ministri Colbert e Louvois

51

. La preoccupazione di Vauban è di non poter

contare su un’organizzazione di tecnici preparati ad affiancare le innovazioni che

egli stava sperimentando nei diversi teatri di guerra. Dopo il tiro a

ricrochet

intro-

dotto nell’assedio di Philipsbourg applicando le leggi della dinamica per ripro-

durre tiri d’artiglieria a rimbalzo, dopo i sistemi di trincee a linee parallele, Vau-

ban aveva formulato il programma per una riorganizzazione generale delle forti-

ficazioni dello stato francese secondo un sistema gerarchico a circonferenze con-

centriche, articolato in piazzeforti di confine e postazioni di appoggio logistico su

linee arretrate. La disposizione degli eserciti sui territori di guerra doveva quindi

essere commisurata a parametri di accessibilità delle piazzeforti e alle angolazio-

ni che le truppe in movimento dovevano mantenere in relazione a esse e alle piaz-

Jan van Huctenburg,

Bombardeeringe der Stadt Gel-

der, door de Troupen des Konings van Pruysse

, incisio-

ne in rame, in Jean Dumont,

Histoire militaire du prin-

ce Eugène de Savoye, du prince et duc de Marlborou-

gh [...]

(BCT 413 D 3, vol. II, prima di p. 93, particolare).

48

Ibid

., p. 76.

49

D. M

ORAN

,

Strategic Theory and the History of War

cit., p. 5.

50

Di Vauban il principe possedeva anche il

Traité des sièges

del 1680.

51

Gli ingegneri che appartenevano al Département di Louvois dipendevano direttamente dal ministero della

Guerra. Erano sempre impiegati in missioni e in spedizioni di guerra e avevano ampie possibilità di avanzamento

di carriera, mentre quelli di Colbert avevano il compito del controllo delle piazzeforti e ignoravano i vantaggi riser-

vati ai loro colleghi. Il reclutamento di Louvois prevedeva un apprendistato o «Noviciat» e consentiva l’ammissio-

ne anche di impresari: si veda P

AUL

L

AZAR

,

Vauban 1633-1707

, Paris: Alcan, 1934, pp. 36-37.