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convento del Klosterneuburg in Escorial asburgico. Per le dimensioni del proget-
to e gli impegni finanziari necessari ad affrontare le guerre che segnarono quasi
l’intera durata del suo regno, l’edificio sarà realizzato solo in parte. Proponendo-
si come continuatore della politica dell’imperatore Carlo V, con questo progetto
egli ambiva a connettere la linea dinastica spagnola con quella dei Babemberg che
nell’antico Klosterneuburg avevano avuto sepoltura e dove riposava la salma di
Leopoldo III il Grande di Babemberg, proclamato beato nel 1484 e affiancato a
san Floriano come patrono dell’Austria nel 1663.
Al di là della destinazione agraria a vigneti e boschi che accomuna le colline vien-
nesi lungo il Danubio alla «montagna di Torino»
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, in entrambe si ritrovano eremi
Camaldolesi, accanto a preesistenti cappelle di devozione mariana dove celebra-
re il rito di benedizione che precede l’attacco. Sebbene a tutt’oggi non siano stati
ritrovati i primi progetti elaborati dall’ingegnere militare Antonio Bertola per la
chiesa di Superga, la critica sottolinea la propensione di Vittorio Amedeo per
forme architettoniche semplici e di ridotto impegno economico. Questo orienta-
mento induce a stabilire una relazione diretta tra i progetti di Bertola con le solu-
zioni adottate da Beduzzi per la Josephkirche. È possibile tuttavia rileggere que-
sta scelta anche attraverso considerazioni più complesse soprattutto consideran-
do i rapporti di probabile emulazione, e non solo di alleanza politica, che il duca
Vittorio Amedeo II, attraverso il cugino Eugenio, intratteneva con il giovane
imperatore Giuseppe I. Se, oltre ai riconoscimenti ufficiali, rapporti di reciproca
stima legavano Eugenio all’imperatore, occorre ricordare soprattutto che entram-
bi i cugini Savoia gli erano particolarmente riconoscenti per aver loro garantito
consistenti aiuti militari in occasione dell’assedio francese. Più sorprendente è
invece la svolta che sembra verificarsi, dopo la morte di Giuseppe I, nelle relazio-
ni tra Vittorio Amedeo II, dal 1713 incoronato re, e l’imperatore Carlo VI: il
Turin et sa citadelle
, incisione su cartoncino (Wien,
Österreichische Staatsarchive,
Kriegsarchiv
, H III d 466).
visto impegnato il principe Eugenio, con la morte del fratello Giuseppe I (1711) era tornato a Vienna per ricopri-
re il ruolo di imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di Carlo VI. Nel 1713 al trono di Spagna era sali-
to il sovrano borbonico Filippo V.
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Si veda R
INALDO
C
OMBA
, S
TEFANO
A. B
ENEDETTO
(a cura di),
Torino, le sue montagne, le sue campagne. Rappor-
ti, metamorfosi, tradizioni produttive, identità (1350-1840)
, Torino: Archivio Storico della Città, 2002.




