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porzionale e lo stilometro

69

. Il lavoro di Wotton, erudito e diplomatico inglese pres-

so la repubblica di Venezia tra il 1604 e il 1623, non è rivolto agli architetti, ma

all’affinamento delle capacità critiche dei componenti dell’aristocrazia colta che

nella tradizione anglosassone partecipavano direttamente alle scelte progettuali per

la costruzione delle residenze

70

. Amico e ammiratore di Francesco Bacone e del suo

Of Building

(1625), Wotton non trascura l’analisi dettagliata delle regole vitruvia-

ne e della tradizione costruttiva italiana che sottopone alla verifica dell’esperienza

e della pratica, ma sottolinea della bellezza architettonica soprattutto la capacità di

rispondere ai principi di utilità e alle pratiche del vivere sociale. La centralità del-

l’animato dibattito sulla concezione dell’architettura sviluppatosi in seno all’A-

cadémie d’Architecture francese non sfugge al principe che lo segue a distanza

attraverso la campagna di acquisti operata dal suo corrispondente a Parigi Pierre-

Jean Mariette. Alle numerose edizioni di Vitruvio curate da Jean Martin si affian-

cano le opere dei fautori di Vignola e di Palladio come il

Cours d’architecture qui

Raffigurazione dell’attacco alla cittadella durante l’as-

sedio del 1706, china nera e acquerelli grigi e rossi su

carta velina (Wien, Österreichische Staatsarchive,

Kriegsarchiv

, H III d 468).

69

N

IKOLAUS

G

OLDMANN

,

Tractatus de usu proportionatorii sive circini proportionalis

, Leida: Groy, 1656, relativo

all’impiego di questi strumenti in architettura.

70

Wotton affermava: «è quasi più difficile essere un buon critico che un buon architetto. E mentre, infatti il lavo-

ro dell’architetto può fare appello alla riflessione, il giudizio del critico deve scaturire da una sua attitudine spon-

tanea»: citazione in C

HRISTOF

T

HONES

,

Teoria dell’architettura

, Köln: Taschen, 2003, p. 500.